Le Antesterie e il mito di Erigone: ecco come gli antichi greci celebravano Halloween

Halloween è nota come la festa anglosassone di origine celtica per eccellenza, ma in realtà anche gli antichi greci ne avevano una versione propria: le Antesterie.

Dolcetto o scherzetto? Questa è la formula che il 31 ottobre bambini e bambine sono soliti pronunciare bussando alle porte di ogni casa.  Dolciumi , maschere terrificanti e zucche troneggiano incontrastate  per le strade e inebriano l’atmosfera di uno strano senso macabro di calore. Le Antesterie presentano molte differenze rispetto a questa festa pagana, ma per molti versi possono essere considerate l’Halloween degli antichi greci.

Pithoigía: primo giorno di Antesterie

Celebrate soprattutto ad Atene , le Antesterie erano una festività ionica che aveva la durata di tre giorni. Il periodo in cui avevano luogo era altresì diverso da quello attuale: tra la fine di febbraio e gli inizi di marzo. Se Halloween celebra ,dunque, l’inizio dell’inverno , le Antesterie ,di contro , erano volte a indicare la stagione della rinascita. Il primo giorno era noto come Pithoigía ed era quello in cui le anime dei morti uscivano dalle proprie tombe. In questa occasione i greci blindavano templi e luoghi sacri per evitare che fossero infestati dagli spiriti dei defunti. Le Antesterie erano aperte anche a bambini e schiavi. L’unico Dio che la gente poteva invocare era Dioniso, dio dell’ebbrezza e del vino che ricorda, non a caso,  Jack O’ Lantern che,in vita , era stato un ubriacone irlandese. In questo primo giorno , infatti, si era soliti spillare il vino il cui odore avrebbe attratto inesorabilmente le anime dei defunti.

La processione e i dolciumi : secondo e terzo giorno di Antesterie

Durante il secondo giorno si organizzava una processione che vedeva protagonista la statua di Dioniso.  Nel corso della processione era permesso scambiarsi scherzi dai carri e la folla era travestita e mascherata. I greci ornavano le case con tirso , edera e biancospino e , per allontanare gli spiriti dalle dimore , cospargevano gli stipiti delle porte di pece e bitume.  Agli sgoccioli della festività le donne si dedicavano alla cottura di focacce dolci chiamate panspermìa perché al loro interno contenevano i semi di ogni tipo di frutto. Successivamente queste leccornie venivano offerte ai morti e al Dio che avrebbe trasportato le anime nell’aldilà : Hermes Psicopompo. Alla fine della festa gli spiriti venivano esortati a lasciare la terra tramite la formula: “θύραζε κρες, ούκ νι νθεστήρια!” “Andate cari, le Antesterie sono giunte al termine!”

Erigone: un mito dell’orrore

Prima di congedare definitivamente i defunti venivano appese agli alberi delle altalene su cui le giovani potevano dondolarsi. Questa tradizione nasce da un antico mito dell’orrore : il mito di Erigone. Icario fu uno dei pochi uomini ad avere avuto  il privilegio di assaggiare il vino per concessione di Dioniso.  Quando fu offerto agli ateniesi ,tuttavia, questi ultimi spaventati dagli effetti del vino , temettero di essere stati avvelenati e uccisero IcarioSua figlia Erigone, pertanto, decise di impiccarsi a un albero accanto al corpo esanime del padre. L’aspetto più inquietante fu però che , dopo il gesto di Erigone, le donne ateniesi prese dalla follia iniziarono a imitarla impicciandosi a loro volta. Non restava che chiedere aiuto alla Pizia di Delfi la quale suggerì di allestire delle altalene sugli stessi alberi su cui le donne si erano impiccate. Solo in questo modo, dondolandosi sulle altalene , ogni anno era possibile espiare le colpe dei propri antenati e placare l’ira di Erigone.

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