LA PRINCIPESSA SISSI CI INSEGNA CHE NON SERVE ESSERE STORICAMENTE UTILI PER AVERE UN FILM

Il personaggio della principessa Sissi è da sempre molto sfruttato, talmente tanto da aver attirato su di sé una fama straordinaria. Ma storicamente è davvero così importante questa Sissi?

Cristiana Capotondi interpreta Sissi nella miniserie rai1 del 2009.

Il merchandising sulla principessa Elisabetta di Baviera è, ai fatti, davvero atipico (e immeritato). La storia di Sissi si è guadagnata la bellezza di ventotto pellicole cinematografiche e televisive, tra cui una trilogia famosissima del 1955. Stranamente questa donna, dalla portata storica davvero esigua, si è accaparrata una fama inspiegabile se la si paragona ad altre illustri personalità femminili. Basti pensare che Sissi fu contemporanea niente poco di meno che della regina Vittoria, simbolo di un cambiamento epocale nella storia inglese ed europea. La sua vita, seppur singolare, non fu di alcuna utilità nel mondo dell’aristocrazia austriaca che Sissi tanto odiava e criticava.

L’INCONTRO CON FRANZ

Elisabetta nacque a Monaco di Baviera nel 1837, figlia del duca Massimiliano e di Ludovica di Baviera, a sua volta figlia del re austriaco Massimiliano I. Nonostante la sua infanzia fosse stata sempre segnata dall’educazione aristocratica, data anche dal suo status di “sua altezza reale” concesso dal re Ludovico I, fratello di Ludovica, la ragazza non fu mai particolarmente interessata all’aristocrazia. La sua vita cambiò nel 1853 quando sua madre e sua zia, l’arciduchessa Sofia, iniziarono organizzare il matrimonio della sorella maggiore Elena col figlio dell’arciduchessa, Francesco Giuseppe I (Franz, per intendersi), particolarmente restio a scegliere una sposa tra le moltitudini di pretendenti offerte dalla madre. Il fidanzamento doveva svolgersi nella residenza estiva dell’imperatore e anche Sissi doveva essere presente, nella speranza di potersi accalappiare il fratello di Francesco Giuseppe. La sua presenza non portò fortuna ad Elena, in quanto Francesco, piuttosto che innamorarsi di lei, concentrò le sue attenzioni su Sissi. Nonostante Franz le sia corso dietro per tutta la sua permanenza a Ischl, Elisabetta si accorse di aver suscitato il suo interesse solo quando questi la chiese in moglie. Accettò comunque, dando inizio ai preparativi per il matrimonio, il quale si svolse nel 1854. Fino alle nozze Elisabetta dovette prepararsi di malavoglia alla vita nella corte di Vienna, costringendosi ad imparare nel più breve tempo possibile “il manuale da principessa”.

Romy Schneider nei panni di Sissi nel film del 1955.

LA VITA DI CORTE

A dispetto di quello che le serie televisive e i film vogliono far credere, nonostante all’inizio Sofia non fosse particolarmente incline a simpatizzare con Sissi, il loro rapporto si sciolse molto con il tempo. All’inizio l’arciduchessa si era prefissata il compito di trasformarla in una vera imperatrice, ma presto dovette abbandonare, specialmente visto che la ragazza, lontana dalla sua amata vita in Baviera, tendeva ad ammalarsi spesso. Il loro rapporto si inasprì dopo la nascita delle due figlie di Elisabetta: Sofia e Gisella, a cui Sofia era molto legata. Sissi si rammaricò di non aver passato del tempo con le figlie, e ben presto espresse il desiderio di averle con sé in viaggio. I viaggi con Franz per il paese sembravano l’unico modo che Sissi aveva di allontanarsi dalla vita costrittiva che viveva alla corte d’Austria. Molte serie e film vogliono farci credere che Sissi si impegnasse a fondo per il paese, ma questo è assolutamente falso. Nonostante avesse espresso il suo disappunto per le condizioni delle popolazioni non fece mai veramente nulla per cambiare le cose, se non limitarsi a fare da accompagnatrice a Francesco Giuseppe. La morte della figlia Sofia segnò l’inizio di un pessimo periodo per Sissi, che apparve immediatamente mostrare i sintomi di una grave depressione, la quale aggravò anche le sue condizioni fisiche. Questo compromise la sua prossima gravidanza, quella dell’erede Rodolfo I, nato nel 1858. Da qui in poi la presenza di Elisabetta fu un pallido contorno nella vita di Franz e anche il loro rapportò andò deteriorandosi. L’imperatore aveva preso a tradirla sempre più frequentemente e questo distrusse anche quel poco di rapporto sano che Sissi pensava di aver stabilito all’interno della corte austriaca.

LA CURA OSSESSIVA DEL CORPO

Complice questa profonda depressione, Sissi prese a dedicarsi sempre più ossessivamente alla cura di sé e del suo aspetto fisico. La rappresentazione cinematografica semplice, dolce e amorevole che viene fatta della principessa è davvero parecchio fuorviante se si pensa come fu davvero Sissi. La vera Elisabetta di Baviera, ansiosa, nervosa e decisamente poco stabile, altro non faceva su se stessa che rovinare di continuo la sua salute. Fin dai primi anni a Vienna non fece altro che sottoporsi a dure cure dimagranti e ad una intensa attività fisica, smossa anche dalla paralizzante paura di invecchiare e sfiorire. Questo la portò a seguire diete estreme, che consistevano, come riportano le biografie, a bibitoni orribili di albume d’uovo e sale, e a bere solo il latte fresco dei suoi animali, che portava con sé anche in viaggio. La sua figura snella e minuta doveva essere ossessivamente mantenuta, e, oltre a dormire avvolta in panni bagnati per mantenere i fianchi stretti, pretendeva che i suoi abiti le fossero cuciti addosso giornalmente. Famosa è anche la sua lunga chioma bruna. Dovendo mantenere una capigliatura così lunga e pesante, davvero intrattabile per qualsiasi epoca, Sissi si accompagnava sempre alla sua parrucchiera, che dedicava ore ad acconciarla. Il lavaggio e l’asciugatura avveniva ogni tre settimane, e ci volevano tre ore per tutto il processo. Inoltre, a causa del peso dato dalle acconciature strette in cima alla testa, la principessa soffriva di forti emicranie. Oltre a dedicarsi alla palestra (ne voleva una in ogni palazzo che visitava) e all’equitazione Elisabetta amava passeggiare. Non avendo di meglio da fare, passeggiava nei giardini del castello anche per otto ore al giorno, e aveva fatto togliere sedie e poltrone per rimanere in piedi a tutte le ore del giorno.

LA MORTE

Nonostante l’impegno ossessivo nel mantenersi perfetta ed invidiabile in tutta l’Austria, la salute mentale di Sissi era davvero pessima e peggiorò col tempo. Complici i tradimenti di Franz la principessa colse ogni occasione possibile per allontanarsi dalla corte, mettendo come scusa, (anche se legittima) quella di dedicarsi alla sua salute cagionevole. Lasciò spesso Vienna, e questo suscitò il malcontento della corte, che non vedeva di buon occhio l’assenza della sovrana. Ma la vera tragedia avvenne nel 1889, quando a Mayerling il figlio Rodolfo si suicidò in compagnia dell’amante. La perdita del figlio rese Sissi ancor più depressa, finendo in breve tempo con l’allontanarsi da tutti i suoi hobby, a vestirsi sempre di nero e a nascondere il viso con un velo. Da quel momento la sua presenza al fianco del marito fu sempre più rara ed Elisabetta preferì ricominciare a viaggiare, recandosi in Grecia e in altre località europee. Fu durante uno di questi viaggi che incontrò la sua morte. Nel settembre 1897 l’imperatrice si trovava in incognito in un albergo di Ginevra, dove si era recata in compagnia di una contessa sua amica. Mentre si recava sul fiume per prendere un battello che l’avrebbe portata a Montreux, un anarchico italiano, Luigi Lucheni, che aveva saputo della sua presenza, la raggiunse con una lima nascosta in un mazzo di fiori. La pugnalò una sola volta al cuore prima di fuggire. Sissi si accasciò, ma si alzò come se nulla fosse, correndo verso il battello per non perderlo senza neanche lamentarsi per il dolore. Solo a bordò accusò il colpo e si accasciò, spirando appena un’ora dopo.

 

 

 

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