La Luna da come la vedeva J.F. Kennedy a oggi: cos’è cambiato?

Dal celebre discorso del Presidente Kennedy a Houston (1962) ad oggi, com’è cambiato l’approccio alla Luna? Quali sono i prossimi progetti per il nostro satellite?

 

Concept art per la Lunar Gateway

Dagli anni ’60 ad oggi sono cambiati molto i progetti riguardanti il nostro amato satellite e si rivelerà molto più utile di quanto si sia mai immaginato.

Il punto di vista dell’amministrazione Kennedy

“We choose to go to the moon. We choose to go to the moon in this decade and do the other things, not because they are easy, but because they are hard, because that goal will serve to organize and measure the best of our energies and skills, because that challenge is one that we are willing to accept, one we are unwilling to postpone, and one which we intend to win, and the others, too.”

Con queste celebri parole il presidente americano John Fizgerald Kennedy il 12 Settembre del 1962 definì come la sua amministrazione aveva deciso di porsi nei confronti della corsa allo spazio. Consideriamo per un momento che poco più di un’anno prima Yuri Gagarin era stato il primo uomo nello spazio e che l’Unione Sovietica aveva anche il primato sul primo satellite in orbita, lo Sputnik (1957). Alla luce di questi fatti, e del fatto che lo sviluppo della tecnologia spaziale andava pari-passo con lo sviluppo dei missili balistici intercontinentali, si comprende come la corsa allo spazio fosse per gli Stati Uniti molto più di una corsa ideologica, o una lotta per l’immagine: era una corsa per determinare quale fosse l’unica vera superpotenza del mondo.

Questa corsa era piena di obiettivi fortemente simbolici da raggiungere e sicuramente la Luna era il più importante di tutti. Il nostro satellite infatti è stato osservato a distanza per tutta la storia della nostra specie, ma mai toccato, come se ci fosse una barriera impenetrabile che impedisse al genere umano di raggiungerla. E’ dunque evidente come il mettere piede sulla Luna potesse dimostrare meglio di qualsiasi altra azione quale fosse la più grande potenza del mondo.

Kennedy nel suo discorso elencò anche i benefici tecnologici e bellici che la ricerca spaziale e il dominio dell’etere avrebbero conferito agli Stati Uniti, che era una argomentazione molto forte considerando la costante minaccia che per i cittadini americani rappresentava l’URSS.

Dunque possiamo evidenziare due principali scopi per la corsa alla Luna: dimostrazione di superiorità e ricerca scientifica per la difesa e la sorveglianza, sembra molto diverso dall’approccio che si percepisce oggigiorno nei confronti dello spazio, un luogo senza confini o guerre, o riguardo alla Luna, tornata a essere una disabitata America, scoperta e mai colonizzata. Ma non sarà così per molto.

Risultati immagini per Apollo 11

Colonie lunari e Lunar Gateway

La NASA cinque mesi fa ha dichiarato che lanceranno una nuova missione verso la Luna prima del 2024, e che lo scopo non sarà di metterci piede e andarsene, ma di rimanere. Lo scopo sarà quello di costruire un avamposto stabile, molto probabilmente per l’estrazione di materie prime, il più possibile autosufficiente.

Il secondo progetto molto ambizioso è quello di costruire una stazione spaziale lunare. L’uso principale di questa nuova stazione non sarebbe quello di compiere ricerche in ambienti a gravità non percepita, come avviene sulla ISS, ma sarebbe quello di ausilio al viaggio interplanetario, una tappa intermedia prima del lancio nello spazio. Le ipotesi e i progetti riguardo questa stazione sono molteplici, alcuni molto fantasiosi, ma l’idea di fondo è sempre la stessa.

Questa stazione permetterebbe di rifornire i razzi lanciati dalla terra utilizzando carburante estratto anche dalla Luna, costoso da estrarre, ma molto meno impegnativo da portare in orbita considerando la bassa gravità lunare, e fornirbbe un utile supporto per tutte le missioni dirette all’esterno del campo gravitazionale terrestre.

A scopo di esempio, immaginiamo di voler mandare una missione su Marte, vicina ma non troppo. Ora come ora tutto ciò che ci si voglia portare dietro deve essere trasportato dalla superficie terrestre fino alla destinazione, processo molto costoso perchè la Terra ha un campo gravitazionale forte e uscire da esso è un processo costoso. Immaginiamo invece di poter passare da una tappa intermedia, molto più facile da raggiungere, dove trovare la maggior parte del peso che ci dobbiamo portare dietro, pronto per essere caricato.

Immaginiamo anche la possibilità di costruire una colonia sulla Luna come quella detta sopra, ma senza il bisogno di trovare rifugio sulla superficie lunare finchè la colonia non sia ultimata.

La Luna e il suo uso sembrano sempre più necessari per oltrepassare i limiti nel viaggiare nello spazio che fatichiamo così tanto a oltrepassare.

 

 

Risultati immagini per Lunar Gateway

A chi interessa avere controllo sulla Luna?

I giocatori in campo sono molti in questo momento, e tutti hanno l’interesse a essere tra i primi a completare progetti di questo tipo, anche perchè con ogni probabilità avere il controllo di una stazione del genere, una sorta di canale di Suez dello spazio, darà in potenza grandissimi profitti.

In particolare il programma spaziale Cinese sta facendo passi da gigante, confrontabili con quelli delle compagnie private americane e perfino della NASA, e infatti l’amministrazione Trump sta osservando con attenzione gli sviluppi su questi tempi per garantirsi di non rimanere indietro in questa fase due della colonizzazione lunare.

 

 

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