La fine di un amore: ce ne parlano Arisa e “Le affinità elettive” di Goethe

Dirsi addio non è semplice, tantomeno accettarlo. Arisa e Goethe indagano pensieri e sentimenti di coppie in crisi.

Arisa con la canzone Potevi fare di più e Goethe in uno dei suoi romanzi più celebri, ci raccontano come la vita, tramite nuove avventure e conoscenze, può aprire i nostri occhi di fronte ad una realtà che prima non volevamo vedere: ne deriva lo sfaldamento delle nostre certezze.

LE AFFINITÀ ELETTIVE: LA TRAMA

Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832) è stato uno dei più grandi letterati tedeschi, in grado di dar vita ad una serie di opere di estrema originalità e che, nel corso dei secoli, avrebbero goduto di meritata fortuna. Fra queste opere rientra proprio il romanzo in questione, che, tratta la materia amorosa come mai prima concepita. Un riassunto dell’opera, non renderebbe giustizia alla complessa trama, prospera di colpi di scena, fondamentale però, per comprendere il percorso che verrà sviluppato.
La vicenda ritrae un amore finalmente raggiunto, reduce di numerose sfortune, tra i due protagonisti del racconto: Carlotta ed Edoardo. Il loro progetto di vita è quello di portare a compimento la vasta tenuta di cui sono i possidenti. L’equilibrio di coppia viene stravolto dall’arrivo di due ulteriori protagonisti: Ottilia (nipote di Carlotta) e il Capitano (caro amico di Edoardo). Inizialmente tutti e quattro sembrano vivere in un clima di benessere e spensieratezza, inconsapevoli di come le loro passioni avrebbero fortemente condizionato l’avvenire della propria esistenza.
Col tempo, Edoardo viene completamente travolto dall’amore per Ottilia e Carlotta invece, si lascerà sfuggire un bacio con il Capitano, essendone ovviamente attratta. Al fine di castigarsi per i successivi avvenimenti spiacevoli, che l’amore nei confronti di Edoardo aveva causato, Ottilia non mangia per giorni, lasciandosi letteralmente morire. Edoardo, per il dolore, poco dopo, accompagna la donna amata nel tragico destino.

L’ANALISI DEI PERSONAGGI

È bene sottolineare come Edoardo e Carlotta vivano la fine del loro amore.
Carlotta è cosciente dell’amore nei confronti del Capitano. Reagisce, di fronte al sentimento verso l’uomo, dominandolo: il suo essere pragmatica, le consente di farlo. Il bacio è l’unico istante di irrazionalità che coglie la donna. Inutile dire che la ragione le permette di vivere come se ciò non sia accaduto. Soltanto lei cerca di ritornare in quello che era, definiamolo così, il loro ‘mondo perfetto’ e in gran parte del racconto, si mostra convinta e fiduciosa di ciò. Solamente nel finale, capisce che, al contrario, le sue erano delle illusioni. Edoardo, è completamente diverso da lei e, il suo modo di comportarsi, non glielo permette.
Edoardo è sconvolto da un forte e profondo amore verso Ottilia, vissuto come una vera e propria ossessione. Non riesce a controllarsi. Trascura la propria felicità per preoccuparsi di quella di Ottilia. Decide di andare in guerra perché, se la morte lo avesse salvato, sarebbe stato un segno del destino: doveva ritornare tra le braccia della donna amata. Più volte egli confida nella sorte sostenendo che questa sia a favore del suo ricongiungimento con lei. Come tutto ciò che è trascendente appartiene più al sentimento che alla ragione, così ad un uomo influenzato dall’impulsività e dominato da ciò che il cuore gli suggerisce, gli è impossibile non credere nel destino.
Non a caso, il racconto si concentra più su Edoardo e Ottilia che su Carlotta e il Capitano. La prima coppia vive il suo amore e non riesce a privarsene, la seconda lo reprime finché quasi scompare.

EDOARDO E CARLOTTA “POTEVANO FARE DI PIÙ”?

La canzone che Arisa ha portato sul palco dell’Ariston, Potevi fare di più, nell’ultima edizione del Festival di Sanremo, ci rende partecipi di sensazioni, impressioni e punti di vista che ci sono appartenute, ci appartengono o ci apparterranno. In questo modo, uno stato individuale diventa collettivo. Come ci è solito, paragoniamo la nostra esperienza a quella degli altri per sentirci tutti accomunati e legati dalle stesse preoccupazioni, dubbi e paure.
La canzone riproduce le consapevolezze raggiunte da una donna che non vuole più mentire a sé stessa. Emergono delusione e rassegnazione. Inizia con il dire “lasciarsi adesso non fa più male” e con il proseguire del testo capiamo perché: dei comportamenti ci fanno intendere che la relazione è ormai finita da tempo e, continuare, non avrebbe più senso. Una serie di rancori taglia la strada alla coppia, tanto da portare la protagonista del testo a non sentirsi desiderata. Non trova più qualcuno, dall’altra parte, che sia pronto ad aiutarla. Per quanto lei possa ancora amare l’altro, la fiamma che accendeva il loro amore, è ormai spenta.
Le sensazioni espresse nel testo, sono le stesse di Carlotta: la differenza sta nell’essere sinceri con sé stessi. Anche Edoardo, come la figura maschile del componimento, avrebbe potuto fare di più, agendo con meno egoismo e preoccupandosi dei sentimenti di chi, fino a quel momento, lo aveva affiancato.
Giunto alla fine di una relazione potresti: non avere il coraggio di uscire dalla tua ‘comfort zone’ (Carlotta), aspettare che sia il destino a farlo per te (Edoardo) o semplicemente essere sincero con te stesso (testo di Arisa). Resta a te la scelta!

 

 

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