La curiosità è una colpa? Collodi e Apuleio provano a darci una risposta

Pinocchio per aver disobbedito a suo padre si trova in un mare di guai. Ma cosa ha spinto questo burattino a sbagliare? Forse il desiderio di conoscere il mondo? Apuleio sottolinea come la curiosità viene spesso punita perché considerata disobbedienza.

 

Pinocchio è un classico per l’infanzia che racconta di un pezzo di legno che pian piano prende vita fino a diventare un vero ragazzino. Nonostante l’amore incondizionato del ”padre” che cerca di educarlo, il ragazzo-burattino si ribella fino a ritrovarsi solo con il suo destino. La storia però ha un lieto fine: l’adolescente, dopo aver sofferto per le sue scelte sbagliate, è riuscito a superare tutte le difficoltà ed è diventato ”un ragazzo per bene”. Anche ne Le Metamorfosi di Apuleio il protagonista è un ragazzo attratto dalle pratiche magiche e, proprio come Pinocchio, incapace di seguire le regole perché troppo preso della curiosità per gli incantesimi, si trova ad affrontare mille peripezie.

Lucio-l’asino di Apuleio

L’opera latina si apre, dopo il proemio, con la presentazione di Lucio che racconta in prima persona le strane avventure che sarà costretto a vivere. La storia comincia con il protagonista che spinto dalla curiosità per la magia, si reca a Ipata in Tessaglia (una regione della Grecia da sempre considerata terra dei maghi). Una volta raggiunta la città, viene ospitato da una maga e lì conosce la sua schiava Fòtide, donna con cui inizia una relazione amorosa. Durante uno dei momenti con lei, la serva gli annuncia l’imminente trasformazione in uccello che farà alla sua padrona Panfila, così Lucio, molto curioso dell’incantesimo, spia di nascosto il rito e poi successivamente chiede alla schiava Fòtide di provarlo su di sé. Ripetono insieme la pratica magica, Lucio si spalma l’unguento stregato, come Panfila aveva fatto prima di lui, ma l’incantesimo non ha l’esito sperato: invece di trasformarsi in un uccello, diventa un asino. Disperata per l’errore fatto, Fòtide lo consola dicendo che ha già in mente un rimedio: farà mangiare il giorno dopo a Lucio delle rose come antidoto e tutto tornerà alla normalità. Mentre l’asino-Lucio aspetta l’alba, viene rapito e iniziano per lui una serie di disavventure (ad esempio è costretto da dei briganti a portare dei carichi pesantissimi, viene catturato da altri padroni e portato in un anfiteatro con delle bestie feroci etc.) ma riesce a fuggire, a trovare un cespuglio di rose e tornare alla forma umana.

Le avventure di Pinocchio

«C’era una volta…

– Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori.

No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno.»

Così inizia il romanzo Le avventure di Pinocchio di Collodi (pseudonimo letterario di Carlo Lorenzini). La storia narra di un burattino che prende vita fino a diventare un ragazzino in carne ed ossa. Suo ”padre” Mastro Geppetto lo ama come fosse suo figlio, ma spesso Pinocchio, adolescente scapestrato, lo delude. Pinocchio rappresenta al meglio il ragazzino che si ribella ai genitori ed è interessato solo al divertimento, ma proprio come gli adolescenti è caratterizzato ancora da un’ingenuità infantile che lo porterà a non riconoscere l’inganno, a non saper discernere tra il bene e il male, così si fiderà tanto dei buoni quanto dei cattivi. Infatti, Pinocchio non andrà a scuola per partecipare ad uno spettacolo di burattini, verrà derubato dal Gatto e la Volpe, finirà in prigione, diventerà un asino ma imparerà dai suoi errori e tonerà, superando le varie difficoltà, ad essere un bambino: “Com’ero buffo quand’ero un burattino! E come ora son contento di essere diventato un ragazzino per bene!”. Il romanzo di Collodi è di formazione, vuole insegnare ai suoi lettori a seguire i consigli di chi ci vuole bene, anche se spesso costano sacrifici e rinunce. Pinocchio è un ragazzino sveglio, per questo incuriosito da tutto ciò che vede, guarda il mondo con entusiasmo; questa curiosità però nel romanzo viene ”punita” per dare alla storia un fine pedagogico e porta addirittura l’adolescente a trasformarsi in un asinello (animale che da sempre è simbolo di bassezza e zotichezza). Ma è davvero giusto punire, con tutte quelle peripezie e fatiche da affrontare, la curiosità ingenua di un ragazzino incapace di comprendere le difficoltà della vita?

Colpevolizzare la curiosità

Confrontando le due opere, sono presenti molte analogie: la magia che porta all’inganno, il darsi da fare per rimediare agli errori fatti, la solitudine con cui devono sopportare il viaggio o ancora il trasformarsi in asini come pena per aver fatto un errore troppo grave. Ma ciò che principalmente accomuna queste due opere è la curiosità come motore d’azione per la storia: entrambi i personaggi sono incantati da qualcosa di misterioso (Lucio dalla magia mentre Pinocchio dal Paese dei Balocchi) e, pur di scoprire la quinta essenza del mondo, finiscono nei guai. Entrambe le opere hanno un doppio fine: di divertire e di educare il lettore. Infatti, sappiamo che anche per Apuleio uno dei possibili intenti era quello di sottolineare quanto le pratiche magiche possano essere dannose per l’uomo (l’autore con le Metamorfosi cerca di difendersi dalle accuse di praticare le arti magiche, come fa anche nella sua opera il De Magia). Se Apuleio colpevolizza la curiosità di Lucio per fini ”politici”, perché Collodi sceglie di lasciare Pinocchio solo in mezzo ai guai? Pinocchio è un adolescente che ha voglia di esplorare il mondo con i suoi divertimenti, ma per farlo è costretto ad affrontare mille difficoltà per ”espiare le sue colpe” e riuscire a diventare ”un ragazzo per bene’‘. Se leggiamo la storia in questi termini è possibile notare come la curiosità, oggi come ieri, venga colpevolizzata per educare il lettore alla responsabilità. Ma la curiosità ingenua di un adolescente è davvero una colpa? Il lieto fine delle avventure di Pinocchio, seppur facendo penare il nostro burattino, potrebbe portarci a due risposte differenti: la morale classica vuole far capire quanto sia importante lavorare o studiare ed evitare l’ozio; una seconda interpretazione potrebbe mettere in luce gli sbagli di Pinocchio capaci di fargli comprendere le difficoltà della vita reale. Infatti, sarebbe sbagliato non permettere al ragazzino di fare le sue esperienze, schiacciato dal volere dei genitori, perché resterebbe per sempre incuriosito da quella parte di mondo che non ha potuto conoscere e di conseguenza comprendere.

 

 

 

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