La Clitoride: l’iceberg contro cui avrebbe dovuto sbattere Sigmund Freud

La clitoride è l’unico organo scoperto, dimenticato e poi riscoperto più volte. Cos’è? Come funziona? Perché Freud la odiava?

 

La clitoride, descritta per la prima volta dai Greci, poi dimenticata, viene riscoperta, da Colombo -Realdo, non Cristoforo- a metà del 1500 e poi da Georg Kobelt nel 1840. Solo grazie a Freud verrà dimenticata nuovamente fino agli anni ’70.

 

La Clitoride e Sigmund Freud

Mentre una buona parte del mondo lo acclama per le sue scoperte rivoluzionarie e Netflix sta per lanciare una serie Tv completamente dedicata a lui che sembra essere una delle più attese dell’anno, il buon caro Sigmund non aveva proprio capito molto delle donne.
Freud, infatti, scrive che la crescita della donna si basa su il raggiungimento di due tipi diversi di orgasmo: l’orgasmo clitorideo che accompagna la donna fino all’adolescenza e l’orgasmo vaginale che la donna raggiunge soltanto con la penetrazione del pene maschile. La tesi di fondo di Freud era abbastanza chiara: la donna diventa “completa” e diventa matura quando abbandona l’orgasmo clitorideo, che la trattiene invece nella fase adolescenziale, e viene portata all’orgasmo vaginale dalla penetrazione di un uomo. Addirittura, Freud spiegava la fase clitoridea delle bambine con il fenomeno dell’invidia del pene (come se la clitoride avesse qualcosa da invidiare al pene).

Queste tesi così popolari hanno messo in secondo piano lo studio dell’anatomia e della fisiologia della clitoride che sta ritrovando solo negli ultimi 30 anni uno spazio adeguato all’interno della conoscenza popolare ma anche dei libri di testo di medicina.

Anatomia del pene femminile

La clitoride, a volte detta il pene femminile, condivide con il pene la derivazione embrionale, alcuni aspetti anatomici e la struttura istologica. È tuttavia embriologicamente errato considerarla un pene iposviluppato. È piuttosto il pene a dover essere assunto come un clitoride ipersviluppato. Infatti, gli organi genitali, maschili e femminili, sono identici nell’embrione fino alla 12esima settimana di gestazione.  Sono composti prevalentemente da un mini-pene (o una giga-clitoride!) che può potenzialmente diventare un organo sessuale femminile o maschile.

La clitoride è una complessa struttura erettile che si può dividere anatomicamente in tre parti: le due radici, il corpo e il glande.

Le radici hanno forma cilindrica, sono simmetriche e avvolgono la vagina e contengono i corpi cavernosi ed hanno appunto una struttura cavernosa – come i corpi cavernosi del pene – formata da cellule muscolari lisce e tessuto connettivo fibroso che circoscrivono le lacune vascolari. Verso l’alto le radici si uniscono a formare il corpo della clitoride che si sviluppa in alto e in avanti e che poi si piega bruscamente verso il basso (angolo della clitoride). Il corpo termina con una formazione leggermente rigonfia, il glande,  rivestito da un sottile strato di pelle che dipende dalle piccole labbra ed è ricco di terminazioni nervose. Molti credono che questa parte costituisca l’intera clitoride, ma è detta simpaticamente punta dell’iceberg perché è l’unica parte della clitoride che si può toccare e perché le radici e la parte posteriore del corpo non si vedono, sono interne. La maggior parte della clitoride si trova dunque all’interno del corpo della donna, fuoriuscendo solamente per un piccolo tratto. All’interno dell’apparato femminile la clitoride può arrivare a 10 centimetri di grandezza.

La clitoride ha come unica funzione il piacere

Mentre l’esistenza di orgasmi femminili diversi (clitorideo, vaginale, cervicale, anale, mentale ecc.) è ancora oggetto di dibattito, non vi sono dubbi nell’attribuire alla clitoride (esterna e interna) il ruolo di organo fondamentale per il raggiungimento dell’orgasmo femminile. La clitoride ha a sua disposizione più di 8000 terminazioni nervose (circa il doppio di quelle del pene) tutte adibite a provare piacere. Naturalmente questo ruolo non preclude affatto altre vie d’accesso, anatomiche e fisiologiche, all’orgasmo delle donne.

Quando stimolata può permettere il raggiungimento dell’orgasmo in 4 minuti in media.

La clitoride è costituita da tessuto erettile. Al momento dell’eccitazione sessuale, all’organo affluisce una maggiore quantità di sangue, che lo fa aumentare di dimensioni e di consistenza, rendendolo turgido ed elastico. La clitoride in erezione non raggiunge comunque la consistenza del pene eretto; questo perché, nella donna, non si ha quel blocco del deflusso venoso che permette al pene di mantenere l’erezione.

Studi recenti sembrano attribuire un ruolo fondamentale alla clitoride anche nel cosiddetto orgasmo vaginale. Evidenze ecografiche dinamiche dimostrano che stimolazioni pressorie (20-160 mmHg) applicate in alcuni punti della vagina (terzo inferiore) aumentano la velocità e il flusso di sangue nella clitoride. In questo studio non è stata applicata alcuna stimolazione al clitoride esterno. È interessante notare che la parte inferiore della vagina e la clitoride sono innervate dallo stesso nervo. Inoltre sembrerebbe che l’eccitazione e i cambiamenti che ne derivano a livello della parete vaginale, favorirebbero il contatto tra parete anteriore della vagina e clitoride interno.

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