Per i grandi appassionati di letteratura, cinema e videogiochi di fantascienza, ciò che sicuramente è saltato all’occhio sono le ambientazioni lontane dal mondo quotidiano. Tra le tante ambientazioni che abbiamo visto ce n’è una in particolare che ci ha lasciato a bocca aperta: le nebulose. Corpi celesti così lontani e belli che hanno ispirato qualsiasi scrittore o regista nelle loro grandi opere, creando ambientazioni spaziali che hanno fatto sognare chiunque. Vediamo insieme cosa sono esattamente le nebulose dal punto di vista astrofisico e come esse si dividono. Associate ad ognuna di esse inoltre, vediamo come sono state protagoniste in ambito letterario, cinematografico o videoludico!

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Genesi e categorie  delle nebulose

Una nebulosa è un agglomerato interstellare di polvere, idrogeno e plasma. Originariamente il termine nebulosa veniva impiegato per indicare un qualsiasi oggetto astronomico di grandi dimensioni di natura non stellare né planetaria né cometaria, quindi comprendeva anche quelle che oggi sono note come galassie.

Le nebulose diffuse. Sono nubi brillanti di gas e polveri e sarebbero invisibili se a illuminarle non ci fossero le stelle. Una delle nebulose più facili da osservare è quella di Orione, una vera e propria fucina di stelle. Per vederla è sufficiente osservare con un binocolo sotto la cintura del gigante disegnato nel cielo dalle stelle della costellazione di Orione. Questa nebulosa deve la propria luminosità a quattro stelle giovani che si trovano al suo interno e che prendono il nome di trapezio: hanno solo 100.000 anni di vita, e nelle loro vicinanze ne stanno nascendo altre. Grazie al telescopio spaziale Hubble oggi possiamo ammirare le immagini di altre nebulose diffuse, dalla forma inconsueta, come la nebulosa dell’Aquila, che presenta alte colonne di gas che si stagliano nel cielo e nelle quali stanno nascendo nuove stelle.

 

  • Nella serie Doctor Who, si rivela che la creazione della Nebulosa del Granchio fu il risultato della supercorsa del pianeta Exarius (o Uxarius) nel testare la loro Arma del Giudizio Universale, un arnese che potrebbe creare antimateria alla velocità superiore a quella della luce.
  • Nel videogioco di ruolo Mass Effect, la Nebulosa del Granchio può essere attraversata virtualmente, sebbene nel gioco sia stata rinominata Ammasso Hades Gamma.

Le nebulose planetarie. Si chiamano così perché al telescopio assomigliano un po’ a pianeti, con i quali però non hanno proprio nulla a che fare. Si pensa che siano residui di violente esplosioni avvenute nel passato in seguito alla morte di stelle simili al nostro Sole. Nel caso del residuo di una supernova, il gas ha una velocita’ di 1.000-2.000 Km/s e nella collisione con il gas interstellare si riscalda, emettendo radiazione. Inoltre gli elettroni di questo gas vengono accelerati dal campo magnetico di quest’ultimo ed emettono onde radio, attraverso un meccanismo che prende il nome di sincrotrone.  Questi corpi celesti concludono la propria esistenza trasformandosi in gigantesche stelle di colore rosso: quando ciò avverrà al nostro Sole, le sue dimensioni saranno tali che ingloberà il nostro pianeta. Queste stelle prendono il nome di Giganti rosse e cominciano a espellere gli strati più esterni del loro involucro dando origine agli anelli gassosi che faranno parte della nebulosa planetaria. Una delle nebulose planetarie più famose è quella nota come Anulare (M57).

  • Nell’episodio finale del video Space Pirate Captain Herlock – The Endless Odyssey, il capitan Herlock non si sorprende di trovare il suo amico Toshiro che lo aspetta all’interno della Nebulosa Clessidra in un’apparente interconnessione dimensionale.

Nebulosa protoplanetaria. La nebulosa protoplanetaria è un oggetto astronomico che si presenta durante il breve stadio delle ultime fasi dell’evoluzione stellare, quando la stella generatrice si trova tra il ramo asintotico delle giganti e la fase di nana bianca. Le nebulose protoplanetarie emettono una forte radiazione infrarossa e costituiscono un tipo particolare di nebulosa a riflessione. Si tratta della penultima fase evolutiva ad alta luminosità nel ciclo vitale delle stelle di massa intermedia.

Le nebulose oscure. Sono nubi di gas e polvere talmente dense da nascondere le stelle che si trovano al di là di esse. Le zone oscure che si osservano nella Via Lattea corrispondono proprio a nebulose di questo tipo.

Barnard 33.jpg

  • In Guida galattica per gli autostoppisti, il pianeta Magrathea è situato nella Nebulosa Testa di Cavallo.
  • Nel videogioco Mass Effect, la Nebulosa Testa di Cavallo è un ammasso navigabile contenente il sistema Strenuus ed il sistema Pax.
  •  Ne Il tiranno dei mondi, di Isaac Asimov, del 1951, facente parte della serie Ciclo dell’impero, vengono descritti una serie di mondi ribelli che si pensa si trovino dentro e attorno la Nebulosa Testa di Cavallo.

Nebulose a emissione e nebulose a riflessione.

Le prime sono nubi interstellari di gas ionizzato: emettono luce di colori diversi in base alla composizione e all’intensità della ionizzazione. Il fenomeno si verifica quando una stella o un gruppo di stelle molto calde, vicine alla nube di gas, emettono fotoni ad alta energia, in grado di ionizzare il gas. Il colore più comune di queste nebulose è il rosso, legato alla ionizzazione dell’idrogeno, l’elemento più abbondante al loro interno. Le nebulose a riflessione, invece, sono nubi di polvere in prossimità di stelle non particolarmente calde che riflettono la luce da loro emessa. Queste nebulose sono di solito blu perché è il colore più facilmente riflesso.

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