“La ballata del vecchio marinaio” da Coleridge agli Iron Maiden, vediamo la sua attualità

Gli Iron Maiden nella canzone “Rime of the Ancient Mariner” riadattano “La ballata del vecchio marinaio” di Coleridge, vediamo come. 

Gli Iron Maiden hanno scritto molti album e molte canzoni sono famose  livello mondiale; oggi analizzeremo la canzone “Rime of the Ancient Mariner” per vedere come riesce a parlare al pubblico nonostante siano passati 200 anni dall’opera originale.

Rime of the Ancient Mariner” degli Iron Maiden 

La canzone “Rime of the Ancient Mariner” degli Iron Maiden fa parte dell’album “Powerslave” ed è stata pubblicata nel 1984; in questo album troviamo canzoni che parlano di molti fatti storici, dall’antico Egitto alla Seconda Guerra Mondiale. Questa canzone si ispira alla “Ballata del vecchio marinaio” di Coleridge ed è la più lunga composta dagli Iron Maiden; la canzone dura 13 minuti e 45 secondi. Sappiamo che il testo originale prevedeva più di 650 versi, ma poi fu necessariamente sintetizzato; sappiamo dal batterista Steven Harris che il brano fu realizzato in tempi abbastanza brevi. La canzone si differenzia dall’opera originale perché parla ad un ascoltatore diverso; nel caso della canzone l’opera parla a chiunque ascolta il disco, quindi il marinaio adesso parla ad un pubblico numeroso, non ad una persona sola. Poi guardiamo la struttura; questa non è divisa come l’opera di Coleridge, ma segue comunque l’ordine cronologico degli eventi citando alcuni passaggi della ballata. Vediamo anche che nell’intermezzo di basso e tuba sentiamo una voce rauca, è quella di Dickinson che imita il marinaio durante il racconto della partita a scacchi tra la Morte e la Vita-nella-Morte; questo immerge l’ascoltatore maggiormente all’interno del brano. Il messaggio lanciato rimane quello di Coleridge, ovvero del racconto che funge da redenzione e dell’importanza di rispettare gli esseri viventi. Adesso andiamo a vedere la ballata di Coleridge.

La ballata del vecchio marinaio” di Coleridge

Samuel Taylor Coleridge compone “La ballata del vecchio marinaio” tra il 1797 e il 1798; è la sua opera più importante all’interno delle “Lyrical Ballads“, pubblicate insieme a William Wordsworth, e la prefazione è considerata il manifesto del Romanticismo inglese. Il titolo originale è “The Rime of the Ancient Mariner”. Quest’opera è una ballata, ovvero un componimento abbastanza lungo con un ritmo che lo rende cantabile. Il linguaggio presenta degli arcaismi, ma anche la ripresa di alcuni motivi delle ballate popolari inglesi; vediamo la presenza della forma dialogica (perché l’opera è un dialogo tra il marinaio e il suo ascoltatore) e di elementi soprannaturali. Notiamo anche la presenza di assonanze, consonanze e ripetizioni. La ballata è formata da sette parti, soprattutto quartine composte da quattro versi che seguono lo schema ABCB. Le sette parti in cui possiamo dividere l’opera seguono i sette passaggi nel viaggio di redenzione del marinaio, ma cominciamo dall’inizio. Il marinaio incontra alcuni invitati ad un matrimonio e ferma uno di loro per raccontargli la sua storia; gli racconta che la sua nave si incaglia nel ghiaccio del Polo Sud e che un albatross (simbolo di buon auspicio) si ferma sulla nave, ma il marinaio lo uccide. Adesso la nave viene maledetta e la ciurma appende il corpo morto dell’uccello al collo del capitano. I membri dell’equipaggio muoiono di sete e all’improvviso vedono un’altra nave, ma in realtà questa è guidata dalla Morte che gioca una partita a scacchi con la Vita-nella-Morte e scommettono le vite dei marinai; l’unico a restare in vita è il capitano. Il protagonista angosciato per la morte dei suoi compagni vede serpenti marini, ma il marinaio è ormai pentito del suo errore e il corpo morto dell’albatross si stacca dal suo collo e arriva in mare. Adesso la maledizione è spezzata e questo è simboleggiato dalla pioggia e dal ritorno dei suoi compagni in vita; compaiono degli spiriti, fanno partire la nave e il marinaio sviene. La nave arriva alla terra natale del marinaio e affonda, ma lui trova la scialuppa di un eremita e si confessa; adesso deve girare il mondo per raccontare la sua storia e insegnare agli uomini l’importanza del rispetto per gli esseri viventi. Come abbiamo detto in precedenza, il significato morale della ballata viene ripreso dalla canzone degli Iron Maiden; nonostante i due secoli circa che separano questi due componimenti, vediamo che il messaggio resta attuale e riesce a comunicare con il lettore del XVIII secolo come con l’ascoltatore del XX secolo. Adesso analizziamo il contesto storico in cui si sviluppa Coleridge.

Il Romanticismo inglese e l’Inghilterra del XVIII secolo

Coleridge nasce in Inghilterra nel 1772, frequenta Cambridge che però abbandona; fa delle conferenze durante la sua vita e dirige una rivista politica. Nel 1797 conosce Wordsworth, va con lui in Germania e torna in patria nel 1799. Fa un antro viaggio e si reca a Malta, in Sicilia, a Napoli e a Roma; al suo ritorno si occupa di altre conferenze, di giornalismo e teatro; muore a Londra nel 1834. Vediamo lo scenario a lui contemporaneo. Abbiamo già detto che la pubblicazione delle “Lyrical Ballads” di Coleridge e Wordsworth (soprattutto con la prefazione) rappresenta la nascita del Romanticismo inglese, che quindi fissiamo nel 1798. Il Romanticismo è un movimento culturale che nasce in Germania, successivamente si sviluppa in Inghilterra, Francia e Italia; questo fenomeno culturale riguarda la letteratura e l’arte ed è condizionato dalle tradizioni di ogni paese. Le caratteristiche del Romanticismo inglese sono l’immaginazione del poeta, la sua esperienza personale, l’infanzia (perché credono che quella sia l’età della naturale felicità dell’uomo), l’esotismo e la natura (vista positivamente e contrapposta alla città); abbiamo anche un interesse e un recupero del medioevo. Parlando invece della storia fattuale, vediamo che dopo la “Gloriosa rivoluzione” e Guglielmo III d’Orange l’Inghilterra attraversa un periodo di slancio, sia per la vita culturale che per quella economica. Per quanto riguarda la politica vediamo che dal 1714 al 1760 il Parlamento è controllato dai Whigs, che sostenevano i princìpi della “Gloriosa rivoluzione” e un governo più svincolato dal re. Purtroppo in questo periodo vediamo anche che le clientele e i legami di parentela favoriscono la corruzione. Nel 1721 emerge la figura di Robert Walpole, prima come Primo lord del tesoro e poi con il suo primato all’interno del Gabinetto di governo; lui fu anche leader della fazione dei Whigs. Con Walpole l’Inghilterra vive un periodo di prosperità all’interno e pace all’estero. Successivamente con William Pitt si afferma una politica internazionale più decisa, con l’obiettivo di rafforzare l’impero commerciale inglese.

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