L’82% degli italiani non sa riconoscere una fake news: la fine dell’atteggiamento critico

Dati allarmanti, ma forse non esageratamente sorprendenti, emergono da un recente rapporto, denominato “Infosfera“, che mostra la situazione riguardo l’uso, gli effetti e le opinioni degli italiani di Internet e delle piattaforme spcial.

Lo studio in questione è stato realizzato dal gruppo di ricerca dell‘Università Suor Orsola Benincasa, con a capo Umberto Costantini, docente di Teoria e tecniche delle analisi di mercato, ed Eugenio Iorio, docente di Social media marketing.

Pubblicato e disponibile sul sito web dell’Università, esso copre e indaga numerosi ambiti del rapporto tra i cittadini italiani e internet in generale, considerando gli effetti della dipendenza da internet (tra cui principalmente ansia e insonnia), la fiducia degli italiani riguardo le informazioni trasmesse via internet e la percezione generale dell’universo dei media nel Belpaese.

Il dato principalmente circondato di curiosità e preoccupazione è rappresentato dalla percentuale di italiani che hanno manifestato incapacità nel riconoscere quando una determinata notizia rappresenta una fake news.

Infatti, su un largo campione di circa 1500 cittadini italiani, che garantisce una fascia di errore del 2,5%, tale percentuale ammonta all’82% degli intervistati, che rappresenta un dato di certo non felice.

Quello delle fake news è un problema già noto da tempo, contro la cui diffusione sono state attivate diverse misure, sia dal lato politico, sia dal lato puramente mediatico, con grandi nomi, quale WhatsApp, che si sono impegnati nella direzione di una sana e corretta informazione digitale.

La piattaforma web rappresentano uno strumento di informazione con un potenziale pressoché infinito, capace di diffondere una notizia ovunque e in maniera istantanea, ma che, come ogni grande invenzione e opera dell’essere umano, presenta una modalità di utilizzo notevolmente problematica, all’interno della quale la diffusione di fake news, notizie false e ingannevoli, rappresenta solo la punta dell’iceberg.

Di certo vi è che i cosiddetti rumours, i pettegolezzi, sono sempre piaciuti all’uomo, ma quando la diffusione di una di queste notizie prive di fondamento si allarga a livello potenzialmente globale, i danni e problemi che ne possono derivare non sono di certo ignorabili, portando alla diffusione di idee capaci di plasmare la coscienza comune in direzioni lontane da una vera armonia sociale.

Non sapere distinguere una fake news

A questo punto, una popolazione che per il suo 82% statistico non si mostra in grado di distunguere quale notizia sia vera da quale falsa rappresenta un grave ostacolo verso una convivenza sempre piú armonica, e porta invece un passo piú vicino ad avere un popolo, in questo caso quello italiano, come terreno fertile per la crescita di certe idee, capaci di manipolare le coscienze. E la diffusione di queste idee, soprattutto se da parte di un governo, rappresenta un proposito non propriamente sano per la gestione di uno stato.

Cosa porta peró una persona a credere ad una fake news?

Purtroppo è già nota l’alta percentuale di analfabetismo funzionale in italia, che risulta altrettanto preoccupante, dove un analfabeta funzionale è una persona in grado di leggere e scrivere, ma non di comprendere correttamente ed utilizzare le informazioni ricavate da un testo.

Qui, tuttavia, si va oltre l’analfabetismo funzionale. Il grave dato percentuale, mostrato più sopra, indica chiaramente una scarsa capacità da parte dell’utenza del web di applicare un atteggiamento critico nei confronti delle verità proposte, che, unito a quella tensione naturale e psicologica dell’uomo del vedere nella realtà solo ciò che si vorrebbe vedere, crea un mix letale di disinformazione, riassumibile nella frase “io lo sapevo che era così”.

Arrendersi o cercare un cambiamento?

Tre secoli fa Immanuel Kant chiuse ogni spiraglio di luce per ogni teoria metafisica che non avesse solide fondamenta su cui poggiare. Con la sua teoria critica, si stabiliva così un nuovo modo si fare filosofia, che poneva alla base di tutto la verifica delle condizioni di validità di ogni assunto.

E ora? Che fine ha fatto tutto questo atteggiamento critico? La vera comprensione di una notizia richiede numerose verifiche, di diverse fonti e della possibilità di tale notizia. L’ignoranza sull’argomento trattato allontana ogni mente da questa piena comprensione.

Un atteggiamento critico nei confronti di ogni verità è di fondamentale importanza per ogni conoscenza, ogni giudizio ed ogni conclusione, e senza di esso ogni coscienza si allontana sempre più dalla luce, per addentrarsi nell’oscurità del falso, della menzogna.

Fonte: fottitalia.blogspot.com

Come ottenere un simile atteggiamento? Tensione naturale certo, ma cosa c’è di meglio per un simile addestramento che di un adeguato percorso filosofico? E si provi ancora a dire che la filosofia è inutile.

Un altro elemento fondamentale da risolvere è la paura, non in generale, ma nel particolare la paura di dover affrontare una realtà lontana da quella che si desidera. Il rifiuto psicologico di qualcosa di scomodo è un’arma potentissima della mente umana, capace di allucinare la visione della realtà.

E allora ecco che pur di ammettere che le cose non stanno come si crede che stiano diventa talmente difficile da accettare ogni minima conferma delle nostre idee, per quanto poco affidabile essa possa essere, per quanto allucinata possa essere una simile visione.

Forza, quindi, coraggio, e capacità di recidere le proprie idee quando esse mostrassero anche solo uno spiraglio di falsità: queste le armi per combattere un simile problema. E ancora una volta, cosa di meglio di una sana ed efficace attività filosofica?