Kung Fu Panda: quando Po e Tai Lung spiegano L’Innominato dei Promessi Sposi

I due protagonisti di Kung Fu Panda incarnano e spiegano la lotta tra il bene e il male propri della personalità dell’Innominato manzoniano emersi durante il dialogo di quest’ultimo con il Cardinale Borromeo. 

 

I protagonisti del film Kung Fu Panda sono, per l’appunto, un panda di nome Po e un leopardo delle nevi di nome Tai Lung. I due sono destinati a scontrarsi, poiché il primo è l’incarnazione dell’eroe che deve sconfiggere il secondo, il cattivo, per salvare la Valle dove vive. Po tuttavia non è un eroe, ma un panda grasso cresciuto con l’idea di dover vendere spaghetti che sogna il mondo del Kung Fu, mentre Tai Lung appartiene a quell’universo di arti marziali tanto agognato dal panda eppure non si vede riconosciuti i suoi meriti quanto gli viene negata la Pergamena del Guerriero Dragone. Aspettative deluse, cattiveria, furia, bontà sepolta da qualche parte nel proprio cuore, possibilità di redenzione e cambiamento finale, tutte tematiche del film d’animazione, sono le stesse presenti nel dialogo tra l’Innominato e il Cardinale Borromeo nel capitolo 23 de I Promessi Sposi.

 

Kung Fu Panda, il film

Il film della DreamWorks uscì nelle sale nel 2008 e vede come protagonista un panda grasso e lardoso (così è proprio come si definisce lui) combattere contro la furia di un atletico leopardo delle nevi per salvare la sua Valle e farla vivere in pace. Po, il panda, vive in una casa minuscola e lavora nella trattoria di famiglia con il padre che prevede per lui un destino da “spaghettinaro”. Il panda però sogna il Kung Fu e quando viene scelto da Maestro Oogway per diventare il nuovo Guerriero Dragone, cioè colui che salverà la Valle, non ci crede nemmeno lui. Viene osteggiato, inoltre, dagli altri allievi del tempio di Oogway, maestri di Kung Fu che da lui si sono visti portar via il titolo di guerriero più forte (Dragone, appunto). Po quando incontra Tai Lung rappresenta tutti noi persone comuni che lottiamo contro i problemi della vita e che, nonostante le numerose cadute, continuiamo a guardare al futuro, dando a noi stessi la possibilità di cambiare in meglio. Tai Lung è invece l’opposto: imprigionato perché diventato cattivo dopo che i suoi due maestri non gli hanno consegnato la Pergamena del Drago, che lo avrebbe fatto diventare Guerriero Dragone. Tai Lung ha alle spalle una vita di allenamenti, di fatica, di sofferenze, e dopo aver fatto tutti quegli sforzi per il tanto agognato premio, se lo vede negato. Il film si conclude quando questi due personaggi si incontrano e durante la battaglia finale Po riesce a sconfiggere Tai Lung con la temibile “presa del dito Wixi”, facendolo letteralmente spari#re.

 

L’innominato e Il Cardinale Borromeo

Manzoni dedica all’incontro di queste due figure tutto il capitolo 23 della sua opera I Promessi Sposi. Volendo sintetizzare e descrivere in chiave più contemporanea, L’Innominato è il super-cattivo della storia. Ha compiuto ogni genere di violenza, tanto che non se ne pronuncia nemmeno il nome, ogni atto di scelleratezza possibile egli lo ha pensato, ha condotto una vita immorale e dissoluta, un vero e proprio antagonista per un romanzo. Questo personaggio rapisce e tiene prigioniera Lucia, quando incontra il Cardinale Borromeo, in visita pastorale nella zona, e avviene la sua conversione. Chiaramente il romanzo non racconta gli avvenimenti in maniera tanto semplicistica, tuttavia nel capitolo 23 c’è una profonda riflessione sul proprio io e sul tema della violenza di cui ognuno di noi è portatore e, soprattutto, su come affrontarla al meglio.

 

Cosa c’entra Kung Fu Panda con Mazoni

Sembrano due mondi apparentemente diversi e di fatto lo sono per davvero. Il film, tuttavia, può essere una chiave interpretativa del celebre dialogo manzoniano. Il panda Po rappresenta la parte buona dell’Innominato, quella che si intenerisce a vedere Lucia piangere o che si sfoga con il Cardinale perché non capisce chi egli sia, quale sia il suo destino, che strada deve prendere nella vita per superare gli ostacoli. L’Innominato si affida alle parole del Cardinale come Po si affida a quelle del Maestro Shifu, al fine di cambiare, di migliorare, di prendersi le responsabilità delle proprie azioni e di salvare Lucia nel testo di Manzoni, la Valle nel film della Dreamworks. Allo stesso modo la lotta contro Tai Lung è esplicativa di quanto succede nella testa dell’Innominato: l’eterna lotta tra il bene e il male, la scoperta che esiste un destino che dipende da come ci comportiamo, la delusione per le speranze illuse e disattese contro la nascita e la scoperta di nuove speranze. E alla fine la nuova vita, la cancellazione del nemico, la fine della lotta e della cattiveria, la conversione del “villain” manzoniano. E’ tutto spiegato con la metafora di animali antropomorfi, ma non è che sia un espediente proprio estraneo alla letteratura, solo che ora è stato riproposto in chiave cinematografica. Ancora una volta Manzoni ci mostra la modernità della sua opera e la sua adattabilità a molte delle situazioni che si vivono tutti i giorni, perfino andando a vedere un cartone animato al cinema.

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