Kerouac, Ginsberg e Bourruughs: il vero motore della Beat Generation! Esiste una risposta italiana?

Il giornalista e scrittore Giancarlo Padula dà alle stampe un nuovo volume intitolato “La Beat Generation, il Beat in Italia e in provincia”. Cosa si può dire della Beat Generation nel 2019?

Sit-In. tipico strumento di protesta dell’epoca

Una delle sfumature di costume più importanti del ‘900 è certamente la Beat Generation.

Movimento statunitense nato all’inizio degli anni ‘60 e protrattosi per circa due decenni.

Questo movimento ha diverse facce, dalla critica sociale (negli USA, fino ad allora, non era mai stata espressa con tale veemenza) all’aspetto religioso (il New Age).

La Beat Generation

Il movimento non è stato sempre esente da critiche, anzi.

Murales Beat a San Francisco

La critica più comune è quella che lo vede come un qualcosa di esteriore, ispirato più dalla moda che da profondi valori. Effettivamente il movimento Beat non è paragonabile, per profondità, ai movimenti omologhi che stavano prendendo piede in Europa. Tuttavia catalogarla come “moda” sarebbe riduttivo, e questo sia perché l’impatto “mediatico” che ha avuto è superiore, sia perché questa generazione ha prodotto perle della letteratura occidentale uniche: “Sulla Strada” e “I vagabondi del Dharma” di Kerouac, “La macchina morbida” e “Pasto Nudo” di Bourroughs, e, in quanto spiritualità, non possiamo esimerci dal citare le poesie di Allen Ginsberg. Ed è proprio su questo poeta che vale la pena fermarsi.

La Testimonianza di Chicago

Chicago, fine agosto 1968, il Partito Democratico (la “sinistra” statunitense) si riunisce per espletare la “Convenzione”. La tensione era alle stelle: da ormai 13 anni lo Zio Sam mandava al fronte giovani soldati che, dopo aver vissuto l’orrore della guerra, rimpatriavano e oltre a trovare difficoltà a reintegrarsi nuovamente in società, venivano denigrati proprio dai movimenti di protesta giovanili.

Cinquemila giovani si riunirono a Lincoln Park in segno di protesta subendo le cariche della polizia. I leader del Movimento affrontarono un processo nel 1969, uno dei testimoni chiamati in causa fu il poeta Allien Ginsberg.

Chicago, Linkoln Park, Agosto 1968

Il testimone rispondeva alle domande poste del pubblico ministero e dal giudice, ma, ad integrazione delle sue risposte, addusse delle sue poesie e dei suoi mantra per meditare.

Di fronte alle poesie e alla profonda meditazione di Ginsberg tanto la giuria quanto l’aula furono colpite. Gli ideali Beat in quel tribunale sembrarono esprimersi in tutta la loro completezza, malgrado la “freddezza” del magistrato e del PM.

Infatti il giudice non tenne conto fino in fondo di quanto riferito da Ginsberg e tutti e sette i leader imputati furono comunque condannati a cinque anni di reclusione.

La Beat Generation in Italia

il problema sorge quando questi ideali, più Americani del Chewingum arrivano in Europa, o meglio: quando gli Europei provano ad emulare valori che non gli appartengono.

Se la Beat Generation è stato un movimento esteriore negli States, in Italia questa esteriorità è spesso sfociata nel Kitsh. Del resto, una copia sbiadita dei valori europei appare ancora più sbiadita e “colpevole” se ricopiata ulteriormente nella stessa Europa.

A tal proposito c’è una scena del film “I Cento Passi” in cui il protagonista Peppino Impastato occupa la sua Radio AUT proprio in conseguenza della piega troppo hippie che stava prendendo il suo movimento:

viene voglia di piantare tutto, andare via dietro a loro [la Beat Generation italiana n.d.a.] ma qui non siamo a Parigi, non siamo a Berkeley, non siamo a Woodstock e nemmeno all’Isola di Wight, qui siamo a Cinisi in Sicilia, dove non aspettano altro che il nostro disimpegno, il rientro nella vita privata”.

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.