J. Frusciante torna nei Red Hot: come l’artista ci insegna ad uscire dagli schemi

Con un post scarno pubblicato dal loro profilo Instagram, poche ore fa i Red Hot Chili Pepper hanno annunciato che il loro storico chitarrista John Frusciante “…is rejoining our group”

 

27 anni fa, John Frusciante decide di lascire Red Hot Chili Peppers durante uno dei momenti di massima popolarità della band californiana. La sua scelta fu inispiegabile e le sue motivazioni sono rimaste impenetrabili: forse la droga, forse la depressione, il peso del successo, scontri con gli altri membri. Il suo ritorno, annunciato poche ore fa dal profilo ufficiale della band di Los Angeles, innesca una riflessione sul senso della fuga e ci porta a riscoprire i temi del romanzo di Enrico Brizzi Jack Frusciante è uscito dal gruppo che ha reso l’uscita dal gruppo di Frusciante un simbolo generazionale di ribellione e rifiuto degli schemi.

 

They are Red Hot”

Nel 1992 la rock band di Los Angeles dei Red Hot Chili Peppers sta vivendo uno dei periodi più floridi della sua carriera: i Red Hot stanno suonando tra le tappe di uno strepitoso tour mondiale e da appena un anno è stato pubblicato Blood Sugar Sex Magik, uno degli album meglio riusciti della band, che contiene alcuni tra i suoi brani più popolari, come Give it away Under the Bridge. Eppure, tutto questo non basta a John Frusciante, storico chitarrista dei Red Hot, o forse, invece, tutto questo è troppo per lui. Nata come una band rock alternativa e underground, i RHCP stanno vivendo una fase di estrema popolarità e forse, agli occhi di John, si stanno trasformando sempre più in una band per il grande pubblico con tour stratosferici e sonorità più orecchiabili. Così, J. Frusciante, durante la tappa giapponese del tour, decide di uscire dal gruppo: “dite a tutti che sono impazzito…” sarà la sua dichiarazione per giustificare questa strana scelta. Infatti, la scelta di J. non solo è apparentemente masochista, visto che abbandona la band nel suo momento di massimo successo di cui lo stesso J. con la sua virtuosa chitarra è l’autore e il fautore, ma viene vissuta come una sorta di trauma clamoroso per la musica degli anni ’90: J. Frusciante è uscito dal gruppo e nessuno si spiega il vero perchè.

 

 

J. Frusciante è uscito dal gruppo

Il trauma dell’uscta di J. Frusciante viene anche rielaborato nelle pagine del celebre romanzo di Enrico Brizzi Jack Frusciante è uscito dal gruppo. Con le poche parole riportatedi sopra, Enrico Brizzi commenta l’uscita del chitarrista (che viene indicato come Jack per motivi editoriali): J. Frusciante viene definito da Brizzi come “Non [era] esattamente un chitarrista di grande talento, […] però faceva quel
che doveva fare, si muoveva nel sound elettrico e liquido della band senza alzare mai gli
occhi, senza fissare la telecamera con aria allucinata come faceva Flea”, “sempre rimasto un po’ in
ombra rispetto agli altri del complesso”. Commenti, forse, non esattamente giusti visto che J. Frusciante viene universalmente riconosciuto tra i chitarristi migliori del suo tempo e il suo stile musicale tendente al melodico, la sua abilità e il suo tocco funcky sulla chitarra, sono parti integranti dell’anima sonora aalternative dei red hot. Ciò che rimane, comunque, fondamentale è il motivo dell’impenetrabilità della scelta di J. Frusciante nel libro di Brizzi: l’uscita di J. non viene del tutto compresa o assorbita dal protagonista del romanzo, Alex. Quell’uscita inspiegabile ha mosso anche in lui qualcosa, un bisogno analogo profondo di uscire, dal gruppo, dalla società, dalle convenzioni, un bisogno traumatico che non viene spesso compreso e capito dalla famiglia, dagli amici, da quella stessa struttura sociale da cui Alex vorrebbe nel profondo fuggire.

 

Il salto fuori dal cerchio

 

Alex è il figlio di una normale e benestante famiglia borghese; ascolta rock, ha qualche amico fidato e frequenta il liceo. La sua vita viene sconvolta dall’incontro di una ragazza, Aidi: con i suoi sogni, il suo animo gentile, le sue visioni del mondo, la sua abilità di vedere dentro, Aidi fa innamorare Alex e i due vivono una intensa storia d’amore adolescenziale all’ombra però della cupa consapevolezza che tra un anno Aidi partità in America per uno scambio culturale. Aidi, per Alex, è tutto ciò che lui non riesce a trovare nel freddo e borghese mondo quotidiano fatto di schemi, formalità, restrizioni: è la ragazza che va oltre le apparenze, che sa che l’essenziale è invisibile agli occhi e, come la volpe ha fatto con il piccolo principe, Aidi ha addomesticato Alex. Il riferimento al piccolo principe è un altro importante tema del romanzo di Brizzi: la storia di Alex e Aidi assume le sembianze delle storia tra la volpe e il piccolo principe, una storia fuori dalle insidie e le apparenze del mondo adulto; una storia destinata, però alla rottura, alla fine. Gli eventi e il destino sembrano condannare l’uomo a scendere al compromesso: anche l’unica storia d’amore vera per Alex è destinata alla fine e, sullo sfondo, si riflette sulla cupa consapevolezza che l’unico gesto per “uscire fuori dal cerchio” e dalla società opprimente è quello estremo di Martino, amico di Alex, che sceglie di suicidarsi.

Cosa hanno in comune J. Frusciante e Alex? Forse il rifiuto di schemi in cui non si riconoscono, l’impenetrabilità delle loro scelte che gli altri, la famiglia, gli adulti e gli amici non possono del tutto capire; forse l’amore verso qualcuno; la musica, quella vera, non mainstrema, o Aidi, la ragazza bella e sognatrice. Forse, infine, per entrabi, la fuga, l’uscita è solo la strada da percorrere verso la maturazione, una strad che riconduce al punto di partenza: la band originaria, la società adulta con cui, finalmente, si è fatto pace.

 

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