Istat, giugno e la disoccupazione

 

La crisi ha duramente colpito l’Italia, negli ultimi 10 anni il tasso di disoccupazione è aumentato del circa 3%, passando da un 7.5% del 2009 all’attuale 10.9% del 2018
Dopo tre mesi di crescita della stima degli occupati si registra un calo del -0.2%, rispetto a maggio, nel giugno 2018.
Il tasso di occupazione è sceso del circa -0.1% arrivando a 58.7%; la diminuzione congiunturale dell’occupazione coinvolge principalmente gli uomini (-42 mila) e le persone che hanno superato i 35 anni (-56 mila).
Nell’ultimo mese è cresciuto il numero dei dipendenti a termine (+16 mila) mentre la diminuzione e il calo si concentrano tra gli indipendenti (-9 mila) e in maniera più incisiva tra i permanenti (-56 mila).

I dati secondo l’Istat

La stima data dall’Istat di chi cerca occupazione a giugno registra un aumento (+2.1% ovvero più di 60 mila richieste)
Il problema della disoccupazione non riguarda un genere in particolare o una classe d’età, colpisce tutti in egual modo e cattiveria, il tasso di disoccupazione è salito al 10.9%, quello giovanile si attesta al 32.6% con un aumento di +0.5% e che è quasi il doppio della media europea.
Durante giugno si presenta anche la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni che presenta un calo di -0.2% pari circa a -27 mila persone, la flessione colpisce in primo luogo però le donne con una perdita di 23 mila tra i 15 e i 49 anni.
Il tasso di inattività cala di 0.1% arrivando a 33.9%.
Nel periodo aprile-giugno 2018 si stima una crescita consistente degli occupati, circa 196 mila persone (+0.8%). Come nel problema della disoccupazione l’aumento interessa entrambi i generi e coinvolge la classe over25 e over50 (oltre 140 mila ultracinquantenni).
Crescono anche i lavoratori a termine e gli indipendenti (rispettivamente +123 mila e +75 mila) durante il trimestre mentre i dipendenti permanenti restano praticamente stabili.
Alla cresciuta degli occupati si riscontra un calo dei disoccupati e degli inattivi (-0.7% e -1.2%).

A giugno si conferma la crescita occupazionale su base annua, un aumento di 1.4 punti percentuali e oltre 330 mila persone.
Questa espansione interessa entrambi i generi e si concentra con i lavoratori a termine (un aumento di 394 mila dipendenti), si presenta una lieve ripresa nei dipendenti, circa 19 mila, mentre si ha un calo nel settore dei dipendenti permanenti (-83 mila), una classe d’età molto in crescita è stata l’over50 presentando un aumento di oltre 355 mila, la seconda classe in guadagno è quella tra i 15 e i 34 con un aumento di 119 mila persone, gli occupati tra i 35 e i 49 invece calano ci circa 145 mila.
Al netto della componente demografica si è registrato un valore positivo nel settore dell’occupazione in tutte le classi d’età e generi.
A fronte della crescita si è riscontrata un calo di inattivi tra i 15 e i 64 di -2.6% negli ultimi 12 mesi, e un più lieve calo nel settore dei disoccupati di -0.3%.

Nella zona Euro

La disoccupazione nell’europeo è risultata essere 8.3% stabile rispetto ai dati del 2018 e in calo del -0.9% rispetto all’anno scorso, dati registrati da Eurostat.
È il tasso più basso registrato nella zona dell’Euro da dicembre 2008.

Ue a 28, il tasso di disoccupazione è stato del 6.9% a giugno, stabile rispetto a maggio come nell’Eurozona ed in calo di -7.6% rispetto all’anno passato. Anche in questo caso il tasso più basso registrato da maggio 2008.

In Germania il tasso di chi non lavora è fermo al 5.2%, il valore più basso dal 1990, anno della riunificazione, e il numero dei disoccupati è diminuito di 6.000 persone in circa 30 giorni.

I valori della disoccupazione giovanile dell’Eurozona sono calati di -2.0% arrivando a 16.9% in 12 mesi.
Nell’Unione Europea a 28 la disoccupazione giovanile, invece, ha un calo di -1.6% arrivando a 15.2% da giugno 2017 a ora.
I valori più bassi di disoccupazione si sono registrati a Malta (5.5%), in Germania (6.2%) e nei Paesi Bassi (7.2%)