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Il bello d’invecchiare: i cambiamenti positivi dell’avanzare dell’età

Il bello d’invecchiare: i cambiamenti positivi dell’avanzare dell’età

Cosa ci viene in mente quando pensiamo ad un anziano? Alla nonna amorevole che prepara il pranzo della domenica? Al vicino che ci sgridava quando da bambini giocavamo con la palla e il pallone finiva (puntualmente) nel suo giardino? Sono molti gli stereotipi associati agli anziani e molti di questi sono negativi. Ma sembra che invecchiare comporti diversi benefici a livello psicologico.

I miti da sfatare

Al contrario di ciò che comunemente si pensa, sembra che le persone anziane siano felici. Infatti la capacità di regolare le proprie emozioni dà la possibilità di provare meno emozioni negative. Le interazioni sociali si riducono con la crescita, ma anche il falso mito della solitudine si basa su un punto di vista sbagliato.

Invecchiare
La selettività sociale http://www.psicoterapiafunzionale.it/2015/01/il-tocco-nella-relazione-di-cura-dellanziano-29-novembre-2014/

Quando si è giovani è importante tessere un’ampia rete sociale per acquisire autostima e per formare la propria personalità. Invecchiando i rapporti interpersonali diminuiscono, lasciando il posto a rapporti più intimi ed essenziali (come le relazioni famigliari e amicali più stretti) in un fenomeno chiamato selettività sociale. Inoltre la popolazione anziana è quella che presenta la percentuale minore di disturbi psicologici come disturbi dell’umore o disturbi d’ansia.

A conferma di queste osservazioni, arrivano anche diversi dati sperimentali. Una ricerca effettuata su un campione quasi 1800 ragazzi americani, sottoposti ad una questionario di personalità a 16 e poi a 66 anni, ha mostrato (quasi uniformemente) un aumento della disponibilità e una diminuzione dell’impulsività, nonché una più equilibrata emotività. Esistono ovviamente delle eccezioni dovute alle storie di vita di ognuno. Il modo in cui si affronta il cambiamento è diverso nei sessi. Ad esempio le donne risentono maggiormente dei segni dell’età: se il capello grigio è spesso un segno distintivo ed è ritenuto affascinante in un uomo, per la donna la comparsa di capelli bianchi (tanto quanto le rughe) è un simbolo di decadimento che ha risonanza sociale.

L’influenza della malattia

Se la salute psicologica negli anziani è stabile, quella fisica non sempre lo è. I cambiamenti fisici spesso comportano complicazioni di tipo medico e malattie che possono influenzare anche la salute mentale. Si pensi alle lunghe ospedalizzazioni, o all’effetto psicologico che subire un importante cambiamento fisico (come il calo della vista e dell’udito) può comportare.

Invecchiare
Le malattie possono influenzare la salute mentale dell’anziano http://ar-mamma.blogspot.com/2013/04/la-mia-avventura-e-iniziata-da-un-mese.html

Inoltre diversi problemi medici possono avere sintomi in comune con alcuni disturbi psicologici. Il danneggiamento dell’orecchio interno (in particolare del sistema vestibolare, che controlla il senso dell’equilibrio) può spiegare sintomi associati al panico, come i capogiri e le vertigini. Allo stesso modo l’insufficienza cardiaca e l’angina possono far aumentare il battito cardiaco, che può essere confuso con un sintomo dell’ansia. Anche i disturbi neurocognitivi (come la demenza nelle sue diverse forme, e il delirium) contribuiscono a peggiorare la salute nell’anziano, nonostante la maggior parte delle persone sopra i 65 anni non ne sia affetta.

 

Sembra che l’anzianità sia socialmente pensata e considerata in modo negativo. Visto l’incremento di anziani nella popolazione mondiale, è importante imparare a conoscere anche questa fascia d’età, che già da tempo non è più considerata come un punto d’arrivo, ma come una fase che ha le proprie caratteristiche e che merita di essere studiata e considerata tanto quanto gli altri periodi della vita.

Valentina Brina

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