Il Superuovo

Intervista immaginaria: raccontare una vita spezzata dagli attacchi di panico

Intervista immaginaria: raccontare una vita spezzata dagli attacchi di panico

Come ti senti qui e ora?

«Mi sento così, mi sono sempre sentita così, non c’è un modo semplice per spiegarlo. Forse l’aggettivo più giusto è insicura. Non mi sento mai sicura di niente.»

La frenesia di un mondo che va sempre più veloce, che non aspetta e non ha riserve per nessuno, colpisce in maniera particolarmente dura quelli che affrontano il cammino della vita con passi più insicuri degli altri. Boccioni quadroSoffrire di attacchi di panico sta diventando sempre più comune nella vita di tutti i giorni. Sembra così difficile credere che, in un’epoca così dedita al razionale, in cui, ormai, c’è una spiegazione a quasi ogni tipo di problema, non si riesca a trovare una definizione univoca per descrivere un disturbo della mente che sta diventando molto comune. Al giorno d’oggi si sente sempre più l’esigenza spasmodica di attaccarsi alle sicurezze, ma è ancora così semplice scivolare nell’irrazionale e venirne catturati. All’improvviso tutto quello che credevi di avere sotto controllo ti sfugge di mano, ed è lì che l’idillio, il quadro perfetto che avevi costruito con così tanta cura e dedizione comincia ad sfaldarsi.

Che cosa senti in quei momenti?

«Sento che niente può più andare per il verso giusto. Questo senso di oppressione non si può spiegare a parole. Mi terrorizza così tanto che a volte ho paura di avere paura.»

non sapere cosa fareSoffrire di attacchi di panico, quindi, significa non riuscire ad accettare e gestire una situazione in cui sentiamo di essere quasi completamente impotenti. Ma come è possibile che, in un mondo che sembra quasi sottomesso alla mano dell’essere umano, ci si possa sentire inermi di fronte a qualcosa? Provare paura, però, è un meccanismo troppo complesso, che coinvolge così tanti aspetti della vita della persona che risulta difficile farne un quadro generale. La paura si genera di fronte all’ignoto e al cospetto di un’incertezza. Anche se infinitesimale, se l’incertezza cresce, può trasformarsi in qualcosa di veramente mostruoso.

Quando hai iniziato a soffrire di attacchi di panico?

«Non è stato un momento preciso nella mia vita. Anzi, ti dirò, sono iniziati in un momento in cui la mia vita stava proprio andando per il meglio.»

pauraSoffrire d’ansia significa anche questo. Significa non riuscire ad essere completamente tranquilli neanche quando le cose stanno andando per il verso giusto. Forse questo è dato dal fatto che ci si aspetta sempre che succeda qualcosa da un momento all’altro. Non si riesce a stare tranquilli, perchè potrebbe esserci sempre qualcosa che va male. 

Gli attacchi di panico rappresentano un limite per gli obiettivi che ti prefissi?

«Sempre. La paura, a volte, è così forte che mi paralizza. Molto spesso non riesco a fare progetti o a vedere un futuro diverso per me, magari libera da questo peso.»

ansia da separazione bambinaL’ansia può nascere anche nei momenti in cui si sta vivendo un grosso cambiamento. Situazioni che includono separarsi dalle persone a noi più care possono generare forte ansia. Il professor Marco Battaglia, insieme alla sua equipe scientifica dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ha evidenziato una correlazione tra panico e ansia da separazione. L’ansia si genera nel momento in cui viene a mancare una dose di sicurezza e di conforto, quelle sensazioni che ci vengono fornite dalla nostra stessa famiglia. L’ansia nasce quando ci si accorge che, ormai grandi, bisogna cavarsela da soli, quando non ci si sente in grado di affrontare i veri problemi della vita, né di stringere i denti e tirare avanti senza il supporto di qualcun altro. È proprio in questi momento che si soccombe ai propri stati mentali e alle proprie insicurezze. 

Ti è mai capitato di non essere compresa?

«La verità è che se non ci sei dentro non puoi comprenderlo fino in fondo. Tutti mi dicono “Dai! Che sarà mai? Non è niente”, per me non è così. Non è così semplice. Se lo fosse, non ne soffrirei. Non sanno cosa significa. Si rischia sempre di essere incompresi. Molte persone ingigantiscono così tanto i loro problemi che non riescono a vedere, o a comprendere, la gravità di quelli degli altri. Dicono di essere sull’orlo del baratro, ma non sanno cosa significa esserlo per davvero.» 

È proprio così. Soffrire di una patologia come questa è spesso connesso anche ad altre ancora più gravi. Gli attacchi di panico cronici sono dovuti ad un deficit di Serotonina. La Serotonina (5-HT) molecola serotoninaè il Neurotrasmettitore che controlla l’umore, l’appetito, il sonno ed ha un ruolo determinante nel controllo del comportamento. Viene prodotta nei Nuclei del Rafe e dalla Formazione Reticolare, situati in una parte del cervello che viene chiamata Tronco Encefalico. Il mancato apporto di una quantità sufficiente di Serotonina implica la genesi di attacchi di panico e patologie depressive, che sono curate attraverso la somministrazione di Psicofarmaci utili ad incentivare la produzione di questo Neurotrasmettitore.  

In che modo stai combattendo questi attacchi?

«Ho iniziato delle sedute di psicoterapia che stanno avendo dei risultati enormi. Faccio terapia con un gruppo di persone che hanno il mio stesso problema, che mi capiscono e che non mi giudicano. Ho fatto dei passi avanti che probabilmente non sarei mai riuscita a fare da sola.»

seduta di psicoterapiaSpesso le persone pensano di poter risolvere i propri problemi senza l’aiuto di nessuno. La verità è che non siamo invincibili, né tantomeno indistruttibili. La vita è dura e non risparmia colpi a nessuno. Accettare l’aiuto di un terapeuta è molto più produttivo di quanto ci si aspetti. Le persone non riescono ad essere imparziali quando si tratta di un loro problema. Sono irrimediabilmente condizionate dalla loro stessa opinione, essere oggettivi è impossibile. Le sedute di psicoterapia aiutano il paziente a capire l’origine del problema, come affrontarlo nel momento in cui si verifica e come combatterlo affinché non si ripeta più.

«La psicanalisi è il tuo volto, l’autoanalisi è il volto che vedi allo specchio. E, per quanto possano sembrare identici, essi non lo sono» Cit.

Alice Tomaselli

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