Innovazione e rinnovamento: vediamo alcuni dei poeti più influenti del Novecento

Il 21 marzo si è celebrata la giornata mondiale della poesia. L’Italia ha avuto grandi maestri, ma quali sono stati gli autori più influenti nel corso del Novecento?

Partendo dal presupposto che ogni autore, piccolo o grande, ha avuto una sua influenza su quanti lo hanno letto, cerchiamo di trovare poeti la cui opera è stata più influente nel secolo scorso.

Guido Gozzano

Benché attivo a cavallo dei due secoli, si può comunque pensare che Gozzano abbia avuto molta parte nello sviluppo di un certo tipo di poesia del Novecento. Tra tutti i poeti crepuscolari, ossia coloro che hanno dato alla loro poesia un senso di semplicità, dell’amore per le piccole cose, con un che di malinconico e comune, Gozzano è sicuramente il più famoso. Particolarmente importante per la poesia successiva è la sua scelta, comune comunque a tutto il gruppo, dell’abbassamento stilistico delle proprie opere. L’inserzione nel linguaggio poetico di termini comuni e prosaici avvicina la poesia a una riflessione personale, a un momento di parlato, quasi rubato all’intimità del poeta. L’esperienza di Gozzano e dei Crepuscolari in generale è un momento di passaggio fondamentale per il rinnovamento lessicale della poesia italiana del Novecento inoltrato.

Dino Campana

Dino Campana nasce nel 1885 e merita un posto in questa lista per l’influenza che la sua raccolta “Canti orfici” ha esercitato, più o meno direttamente, sui diversi poeti successivi. Il poeta si iscrive nella corrente dell’Orfismo, nome che si richiama al mitico poeta-eroe Orfeo. Questo genere di poesia si fa oscura, allusiva e quasi iniziatica, intesa come modo di svelare le verità nascoste del mondo al lettore. Da questa prima idea si svilupparono, negli anni successivi, sue rivisitazioni ed evoluzioni. Fu, insomma, la base da cui poté svilupparsi rigogliosa l’esperienza poetica di numerosi altri autori, anche più noti di Campana. È il caso di Salvatore Quasimodo (premio Nobel per la letteratura nel 1959), la cui produzione è legata ad alcuni capisaldi dell’Orfismo, come la frequente dimensione onirica o l’idea della poesia come punto di incontro tra il sensibile e lo spirituale. Altri autori per i quali è stato importante il contributo di Campana sono Alfonso Gatto e Mario Luzi.

Giuseppe Ungaretti

Sarebbe impossibile non nominare qui colui che, forse nella maniera più convincente, ha saputo chiudere definitivamente i conti con la tradizione lirica precedente. Poeta ermetico per buona parte della sua produzione, ha saputo offrire al panorama letterario versi densi e di rara bellezza. È con Ungaretti che il verso libero raggiunge la sua più alta dimensione e viene riconosciuto legittimamente e totalmente all’interno della poesia italiana. Questa non è una pura scelta formale, ma anche ricca di significato. Il linguaggio ungarettiano è volutamente laconico e scarno perché non è sufficiente ad esprimere quello che il poeta sente. Al tempo stesso, in questa riduzione, aumenta il peso specifico di ogni parola, che va misurata con precisione. I risvolti di questa poesia saranno numerosi e nel corso del Novecento fioriranno molti imitatori di Ungaretti, affascinanti dal nuovo modo di comporre versi e dalla sua poetica della parola.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.