Il Superuovo

Conte e Trump, gettate le basi per un’alleanza

Conte e Trump, gettate le basi per un’alleanza

Lunedì 30 luglio, il premier Giuseppe Conte era atteso a Washington per un incontro con Trump. I due leader politici cercano una partnership che gioverebbe ad entrambi. Trump potrebbe trovare uno stabile alleato in Europa, mentre Conte potrebbe dar più valenza alle sue richieste. La matrice populista del governo gialloverde e l’asse Franco-tedesca che dura da anni stanno compromettendo i tentativi di riforma dell’Italia, ma gli Stati Uniti potrebbero cambiare le carte in tavola. 

Possibili scenari

Conte, speranzoso di tornare in patria con tangibili risultati, arriva in America alla ricerca di un alleato. Dopo le parole di stima pronunciate dal tycoon, il premier cerca di trasformarle nella base per un progetto di cooperazione. Il problema dei dazi è stato da poco superato, attraverso un accordo siglato tra i paesi dell’eurozona e gli Stati Uniti. Si prospetta perciò l’idea di reciproci accordi commerciali, che gioverebbero entrambe le parti. Per gettare le fondamenta di una stabile alleanza è necessario che i due stati si muovano all’unisono verso obbiettivi comuni. Si tratta perciò di sostegno reciproco nelle grandi battaglie portate avanti dai due paesi. L’America è infatti ancora impegnata in Afghanistan, dove ha recentemente visto fuoriuscire diversi alleati NATO. Se anche l’Italia abbandonasse la campagna in medioriente sarebbe un duro colpo per il governo americano. Si vedrebbe infatti costretto ad impegnare ulteriori forze, risparmiabili grazie al sostegno di Conte.

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Incontro tra i leader

Le richieste di Trump

Le pretese di Trump però non finiscono qui. Da giorni ci si interroga sui possibili tornaconti di ‘Trans Adriatic Pipeline’, meglio noto come progetto ‘Tap’. Si tratta della creazione di impianti trasportatori di gasdotto, che attraversando Grecia e Albania arriverebbero sulle coste pugliesi. Il progetto era stato approvato da Renzi e ora è fortemente sostenuto dall’amministrazione Trump. L’obiettivo è quello di allentare il vincolo di dipendenza energetica da Mosca. La verità è che dei 70 miliardi di metri cubi di gas usati annualmente in Italia, quelli importati dalla Russia sono 25, mentre quelli che sarebbero inizialmente forniti dal nuovo gasdotto solo 8. Il piano delineato già ai tempi del governo Monti però, prevede che l’Italia sia un paese di passaggio per il metano proveniente dall’Azerbaijan, che finirebbe in Nord Europa. L’Italia guadagnerebbe così sulle tariffe di transito, ma dovrebbe anche attuare ulteriori investimenti per ampliare gli impianti che collegano il sud al nord del paese. Una scelta che gioverebbe quindi meno agli interessi individuali dell’Italia, ma più alle logiche comunitarie con UE e USA, in quanto permetterebbe una progressiva indipendenza energetica da Mosca. Sicuramente questa è una prospettiva cara a Trump, che sta da tempo portando avanti una battaglia di sanzioni con il Cremlino. 

 

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Progetto gasdotto

Cosa auspica Conte

La questione che invece preme all’Italia è il tema immigrazione, dove la Libia gioca un ruolo fondamentale. Oltre a cercare una più equa redistribuzione dei migranti, il governo gialloverde cerca di ampliare la propria sfera di influenza su Tripoli, battendo la concorrenza francese. La difficoltà di creare un legame stabile con la Libia però è evidente. Si tratta di un paese che opera quotidianamente soprusi e violenze nei confronti dei migranti. La situazione è nota a tutti i governi europei, ma rimane possibile per le attuali leggi libiche. Uno straniero che entra illegalmente può essere detenuto a tempo indeterminato, non avendo ratificato la Convenzione di Ginevra sulla protezione dei rifugiati. Si alimenta così il grande mercato di esseri umani di cui tutti sono testimoni. Ciò per cui lotta l’Italia è permettere a questo stato una transizione democratica, partendo da necessarie elezioni politiche. L’Italia vuole un partner stabile in Africa, al fine di regolamentare le logiche dell’immigrazione, per ora troppo instabili ed imprevedibili. L’auspicio é che un intervento americano possa finalmente risollevare le sorti di un paese allo sfacelo, permettendo ai migranti un passaggio regolare verso altre mete. 

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