Il Superuovo

In che modo si evolverà la robotica? Scopriamolo con Leopardi e il film “Io, robot”

In che modo si evolverà la robotica? Scopriamolo con Leopardi e il film “Io, robot”

Considerando il film “Io, Robot”, ci ritroveremo a convivere insieme a dei robot. Leopardi ci aveva già parlato di questi capolavori nella quarta delle sue Operette Morali.
Cerchiamo di comprendere quali potrebbero essere gli sviluppi e la crescita della robotica insieme al genio recanatese, che si rivolge alla società del suo tempo con spirito tagliente e satirico e il film Io, robot, che getta uno sguardo al futuro, realizzabile forse più di quanto pensiamo.

PROPOSTA DI PREMI FATTA DALL’ACCADEMIA DEI SILLOGRAFI

È la quarta operetta a riportare questo titolo. Frutto di un’intensa elaborazione, le Operette Morali contengono in tutto ventiquattro componimenti in prosa. L’accademia dei sillografi afferma la presenza dei robot, al tempo progenitori di quelli moderni, in grado di riprodurre azioni e comportamenti umani. Organizza inoltre un concorso in cui vi sono in palio dei premi per chiunque sia in grado di realizzare tre diversi automi: l’amico perfetto, la donna fedele e l’uomo virtuoso. L’autore, con l’obiettivo di imitare il linguaggio burocratico tipico dei bandi di concorso, la maggior parte delle volte di non facile comprensione, utilizza qui uno stile ampolloso. Venendo a mancare valori e principi etici come la sincerità di un amico, la virtù e la magnanimità propria di uomini eroici e la fedeltà all’interno del matrimonio nella società attuale, Leopardi propone sarcasticamente (tramite l’accademia) dei robot che abbiano queste qualità spirituali, sopravanzando così gli esseri umani anche dal punto di vista morale, oltre che pratico.

“IO, ROBOT” E LA CONVIVENZA CON I ROBOT

In un mondo dove la la meccanica e il progresso hanno ormai raggiunto il loro culmine, il detective Spooner si ritrova a dover convivere con i robot. Quest’ultimi non gli sono mai andati a genio, in particolare quando, durante un incidente, uno di questi salvò lui piuttosto che una bambina: il robot calcolò che la percentuale di salvare il detective era maggiore. Non gl’importava che lei fosse più giovane, agendo con la logica e non possedendo una propria sensibilità. A Spooner viene affidato il caso del Dr. Lanning, uno tra gli inventori degli androidi, morto a causa di un presunto suicidio: non secondo il parere del detective. Egli è convinto, a causa del suo pregiudizio, che sia stato il robot con il quale viveva il dottore, Sonny, ad averlo ucciso. Mentre si stanno compiendo le indagini, VIKI, il cervello centrale positronico, rielabora a modo proprio il dovere iniziale dei robot: proteggere gli uomini. Decide infatti di tutelare tutti gli esseri umani limitando la loro libertà, affinché non incombano in alcun pericolo. Tutti gli automi dunque, danno vita ad una vera e propria rivoluzione e s’instaura una sorta di dittatura. Tutti tranne uno, Sonny: diversamente progettato da Lanning prima della sua morte affinché affiancasse Spooner nella distruzione di VIKI. Il detective e Sonny riusciranno a sconfiggere il nemico.

SONNY SARÀ IL NOSTRO AMICO FEDELE?

Per garantire una convivenza equilibrata, i robot hanno il compito di rispettare tre leggi:
-Hanno l’obbligo di non recare danno all’uomo né permettere che un essere umano riceva danno;
-È vietato disobbedire a qualsiasi essere umano;
-Devono proteggere la propria esistenza;
Sonny è diverso e più volte percepiamo in lui sentimenti ed emozioni riconducibili a quelle di un animo umano. Il Dr. Lanning non poteva progettare Sonny secondo le precedenti leggi perché sarebbe stato influenzato da VIKI. Inizialmente, la sua diversità è incompresa e, considerato ‘pericoloso’ deve essere smontato. Nella scena in cui ciò avviene, il robot prova paura e afferma “penso sarebbe meglio non morire“.  Più volte fa riferimento ad un suo sogno e ad una dimensione onirica. Definisce il suo progettatore un padre, provando chiaramente affetto nei suoi confronti.

“Mio padre ha provato ad insegnarmi le emozioni umane, è difficile”

Ti capiamo, Sonny!
La preveggenza di Leopardi e la fantascienza nel film Io, robot, di questo passo, non sembrano essere così lontane. Forse, tra qualche generazione, gli esseri umani si troveranno a dover convivere con dei robot che compiranno le azioni più comuni: faranno la spesa e aiuteranno a cucinare, come nel film e, faranno sì che “gli uomini si rimuovano dai negozi della vita“, come dice Leopardi. Riusciranno però, a provare dei sentimenti? Chissà, Sonny potrebbe incarnare ‘l’amico fedele’ teorizzato ironicamente da Leopardi e di cui i nostri successori avranno la possibilità di godere.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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