Immigrazione – Cinque giorni al largo di Lampedusa, la nave della guardia costiera “Diciotti” è al centro del braccio di ferro tra Italia e Malta: Salvini chiama in causa l’Unione Europea per il ricollocamento dei 177 migranti a bordo. Solo nella giornata di lunedì, sembra che il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, abbia sbloccato la situazione indirizzando la “Diciotti” prima verso Pozzallo prima e poi verso Catania. Subito dopo arriva quella che sembra essere la smentita del Viminale: la nave non sbarcherà in Italia fino a che l’Europa non renderà ufficiale la suddivisione dei migranti. Dopo la vicenda Aquarius, anche una nave con bandiera italiana si è vista negare l’ingresso nei porti della penisola.

I lunghi giorni in mare della Diciotti e lo scontro con Malta

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il ministro dell’Interno maltese Michael Farrugia

Dopo aver soccorso un barcone con a bordo 177 migranti nell’area Searce And Rescue (SAR) maltese, la nave della guardia costiera “Diciotti” entra subito nel contenzioso tra Italia e Malta.

Fin da subito non sono chiare le dinamiche con cui è avvenuto il salvataggio dei membri del barcone. Pur trovandosi nella zona SAR maltese, il natante è stato soccorso dalla Guardia Costiera Italiana. Secondo il ministro degli Interni di Malta, Micheal Farrugia, è stata proprio la Guardia Costiera italiana ad intercettare volontariamente il gommone nelle acque maltesi per non dover soccorrere i migranti. Ma la ricostruzione dei migranti che sono stati evacuati immediatamente dalla nave (a causa delle gravi condizioni di salute) sostengono che in un primo momento il barcone è stato soccorso da una grande nave maltese che ha consegnato rifornimenti ai migranti e, successivamente, il barcone ha ripreso la propria rotta verso l’Italia. Tali dichiarazioni confermano l’ipotesi del ministro Salvini secondo cui le autorità maltesi avrebbero fatto in modo che il barcone venisse soccorso da navi italiane. In merito a tali affermazioni, la procura di Agrigento ha pertanto aperto un’inchiesta.
Ad ogni modo la Diciotti si è fatta carico di soccorrere le 177 persone e di scortarle in un porto sicuro.

Il braccio di ferro con il governo di Malta si inasprisce quando Toninelli definisce il comportamento delle autorità maltesi “inqualificabile e meritevole di sanzioni. La risposta (via twitter) del ministro dell’Interno maltese è immediata: “L’unica soluzione finale è di sbarcarli a Lampedusa o in un porto italiano. Se l’Italia vuole ancora trattare questo caso come un #salvataggio, Lampedusa rimane il luogo più vicino di sicurezza secondo le convenzioni applicabili”.

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il tweet di Toninelli contro l’operato di Malta ed UE Fonte: ilSole24Ore

Nel frattempo i giorni passano e la nave continua ad attendere che le venga indicato un porto sicuro dove far sbarcare i migranti a bordo ormai da diversi giorni in una nave che non fa parte delle ONG, bensì della Guardia Costiera Italiana.

Il mancato dialogo con l’UE

Nell’attesa delle disposizioni sul ricollocamento dei migranti, il Viminale tiene i porti chiusi e “sprona” l’UE ad agire velocemente: “O l’Europa decide seriamente di aiutare l’Italia in concreto, a partire ad esempio dai 180 migranti a bordo della nave Diciotti, oppure saremo costretti a fare quello che stroncherà definitivamente il business degli scafisti. E cioè riaccompagnare in un porto libico le persone recuperate in mare”.
Quella del ministro dell’Interno è una minaccia indirizzata ai vertici dell’UE che violerebbe la Convenzione di Ginevra, secondo cui i migranti soccorsi in mare devono essere trasportati in un porto sicuro; la Libia non lo è affatto.

Ma l’intervento dell’Unione Europea in merito al ricollocamento dei migranti a bordo delle Diciotti ancora non è arrivato e Salvini mantiene la linea dura. La Farnesina ha ufficializzato l’incarico ai vertici dell’UE per prendersi carico della suddivisione dei 177 migranti nei 27 paesi membri ma la risposta dell’Unione ancora non è arrivata.

Le ultime ore della Diciotti

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177 naufraghi sono da 5 giorni in attesa di sbarco in un porto sicuro (foto del 2015 di Carmelo Imbesi)

Lunedì mattina il ministro Toninelli avverte che finalmente la nave Diciotti è in direzione del porto di Catania, dove farà sbarcare i 177 migranti a bordo dopo 5 giorni in mare vicino Lampedusa. Subito dopo però arriva la smentita del Viminale: Salvini non autorizzerà lo sbarco dei migranti finchè non arriverà un proclama ufficiale dai vertici UE.

Così, mentre crescono le indignazioni di politici e organizzazioni umanitarie, la Diciotti si trova ancora in mare, senza certezze sullo sbarco. Mentre i politici si sfidano a colpi di twitter una nave che batte bandiera italiana, con a bordo quasi 180 migranti, viene fatta girare per il Mediterraneo in attesa che qualcuno prenda una decisione.

Gian Marco Renzetti