Sapere è potere, ma sapere di non sapere è terribile.

La censura è un’azione terribile e lo è ancora di più se chi la subisce è conscio di ciò che sta succedendo: sapere che tutto quello che senti è artefatto o incompleto è aberrante. Vediamo cosa sta accadendo in questi giorni in Russia con “Wikipedia” e altri casi di censura nella storia.
Russia vs Wiki
Come riportato da “Mashable” molti utenti in Russia stanno scaricando l’intera versione (russa) di “Wikipedia” per poter accedere ai contenuti anche offline, nel caso dovesse essercene bisogno. Scaricare tutta “Wikipedia” può sembrare un compito enorme ma l’ente no-profit “Kiwix” si è offerto di aiutare ed ha già compilato un file da 1.8 milioni di pagine di “Wikipedia” in lingua russa scaricabili (circa 29 GB ad ora). Tutto questo sta avvenendo perché la famosa enciclopedia online è stata presa di mira dal Cremlino, infatti il dipartimento federale russo per le telecomunicazioni già a inizio mese aveva minacciato di bloccare il sito in tutto il Paese: la causa scatenante è stata la pagina “Invasione russa dell’Ucraina (2022)”. Questa voce non segue la versione propagandistica proposta dal Cremlino sulla guerra, ma riporta (o per lo meno ci prova) una versione che integri sia quella di Putin che quella dell’occidente e dell’Ucraina. La Russia, volendo ovviamente tagliare l’accesso a qualsiasi media che non rispetti la narrazione ufficiale, ha chiesto di rimuovere la voce, ma “Wikipedia” ha risposto pochi giorni dopo rifiutando la propria autocensura. Ad oggi la Russia non ha ancora oscurato “Wikipedia”, ma moltissimi credono sia una minaccia più che concreta, come testimoniano i moltissimi download del sito. Putin ha già censurato altre piattaforme social come “Facebook” e “Instagram” e non è difficile immaginare la prossima vittima. Non sarebbe la prima volta che il Cremlino oscura l’enciclopedia.

I roghi di libri
Censurare libri e notizie è una mossa dittatoriale che è stata messa in atto più e più volte nella storia. Caso nostrano è il fascismo e le sue leggi speciali per la difesa dello stato (le leggi fascistissime insomma), con le quali si sopprimeva il diritto di sciopero, di associazione (ad esclusione di quelle fasciste e di alcuni gruppi cattolici) e i partiti con il fine di eliminare qualsiasi forma di dissenso. Pensiamo poi al famigerato Indice dei Libri Proibiti e all’Inquisizione della Chiesa di Roma, che non facevano altro che censurare i libri ritenuti pericolosi e processare quelli che venivano (arbitrariamente) riconosciuti come eretici. L’episodio però più plateale e più forte dal punto di vista delle immagini è il rogo di libri del maggio 1933, il Bücherverbrennungen: il 10 maggio gli studenti bruciarono più 25.000 volumi di libri “non tedeschi”, dando de facto l’inizio alla censura di Stato. Quella notte gli studenti nazionalsocialisti marciarono in fiaccolate “contro lo spirito non tedesco”: professori, rettori e studenti furono radunati alla presenza delle autorità naziste in punti d’incontro dove poterono assistere al rogo dei libri non desiderati, gettati dentro i falò, in un’atmosfera di gioia dove erano presenti perfino delle orchestre. In questo e negli altri roghi vennero bruciati libri scritti da famosi scrittori socialisti, come Karl Marx, i libri di “influenze straniere corrotte”, come quelli di Ernest Hemingway, e i libri di noti autori ebrei. Lo scopo era di cementare nei giovani l’ideale del perfetto tedesco voluto dal nazismo (“non uomo di libri ma di carattere” come disse Goebbels) eliminando qualsiasi influenza non conforme alla dottrina hitleriana, in modo che non ci potessero essere correnti di pensiero diverse o dubbi sul modo di agire.
Sapere di non sapere
Una forma particolare di censura è quella perpetrata dalla Corea del Nord, che non divulga nessuna informazione esterna (almeno alla gente comune) ma non ne rilascia nemmeno dall’interno. Qui i cittadini sono completamente all’oscuro di ciò che succede al di fuori del proprio paese e non possono nemmeno viaggiare all’estero; d’altronde perché dovrebbero volerlo. La censura va avanti da quando prese il potere il fondatore Kim Il-sung e, non avendo modo di sapere cosa accade negli altri stati, moltissimi sono convinti di vivere in maniera simile a tutto il resto del mondo. Questa è la cosa più spaventosa del vedere mettersi in moto la macchina della censura, il sapere che ti viene nascosto qualcosa; ovviamente i cittadini russi sanno che le informazioni vengono filtrate e che tutto viene usato come propaganda, ma la differenza sostanziale con i nord-coreani è appunto il poter ricevere qualche briciola di informazione da oltre il confine. Se si viene al mondo in una società dove per anni le cose sono andate nello stesso modo e dove non si può fare nessun paragone con altri contesti, ovviamente dal punto di vista interno il problema non c’è; certo, delle condizioni precarie, della corruzione e della prepotenza dei dirigenti sono consci i coreani, ma per la maggior parte di loro il mondo è così, punto. I russi invece sanno bene come si vive fuori dai confini di Mosca e hanno paura che la loro finestra sul mondo (questo è internet se usato bene) possa venire murata. Vorrebbe dire vivere con la costante consapevolezza che niente di quello che ti viene detto alla TV, su internet, in radio è la versione completa della storia, ma solo una parte, quella che devi sentire (come in “1984” di Orwell) Questo non significa che qualsiasi cosa detta dal mondo occidentale sia la verità, anzi, ma per capire ciò che succede c’è bisogno di sentire tutte le versioni, non solo una filtrata. Solo unendo il proprio punto di vista a quello dell’altro si può avere davvero una percezione delle cose più ampia e più vicina possibile alla realtà dei fatti.