Moltissimi autori, nel corso del tempo, hanno deciso di raccontare attraverso il teatro esperienze reali, biografiche e autobiografiche. Frammenti di vissuto attraverso i quali ci rendiamo conto che la vita stessa è la più grande commedia o dramma che si possa rappresentare.

Il teatro dello specchio riesce smascherare e mettere a nudo le ipocrisie di un mondo camuffato dagli inganni della società che ci circonda, capace di strappare attraverso la rappresentazione scenica il velo di finzione che ricopre i personaggi, trasformandoli in persone.
Il metateatro
Con il termine ”metateatro” si intendono tutti quei procedimenti attraverso i quali il teatro mette in scena se stesso, arrivando a dare una percezione particolarissima di ”teatro nel teatro”, raccontando a tutto tondo e da ogni punto di vista la propria verità.
Ancor prima di giungere nella drammaturgia contemporanea ed attuale, possiamo rintracciare processi metateatrali all’interno di alcune opere della commedia classica di Plauto e Aristofane. La cultura del ”teatro nel teatro” sarà poi successivamente ripresa da Shakespeare all’interno dell’ ”Amleto”, così come anche nelle rappresentazioni scenografiche di Goldoni.
Moltissimi autori infatti scelgono di utilizzare questa tecnica che in qualche modo mischia ed unisce finzione e realtà, vita e scena. Ed è proprio nel novecento che arriviamo alla totale e completa mescolanza di vita vera e finzione scenica attraverso il teatro di Pirandello.

Pirandello
Le opere Pirandelliane rappresentano il culmine del un processo metateatrale. Attraverso una serie di espedienti utilizzati dall’autore, tra i quali l’abbattimento della quarta parete scenica, il confine tra realtà e scena viene eliminato definitivamente, trasportando lo spettatore all’interno del mondo prima riservato unicamente ai personaggi.
“Se l’uomo è una maschera e se la vita è la recita di una parte, cosa c’è di meglio del teatro per rappresentare la vita stessa?”
L’opera diviene vita e la vita diviene opera. Tutte quelle maschere che vediamo sul palcoscenico altro non rappresentano se non la maschera che ogni individuo indossa quotidianamente e con disinvoltura, quasi senza accorgersene.
Pirandello definisce infatti il suo teatro ”Teatro dello specchio”, poichè attraverso quest’ultimo lo spettatore riesce finalmente a vedere la vita nuda, sfoglia dal velo di falsità e ipocrisia che risiede nella maschera sociale.
Euphoria
Raccontare la vita: questo è l’obiettivo del teatro dello specchio. Ed è esattamente ciò che fa Lexi all’interno della seconda stagione della serie tv ”Euphoria”, raccontare, nei minimi dettagli e senza filtri, la propria esistenza.
Lexi è una ragazza timida, insicura, incredibilmente intelligente, diversa ed anonima. Un personaggio inizialmente passivo che, durante il corso della seconda stagione, inizia a trovare il suo spazio in un mondo che non era mai stato suo.
Il mondo di Lexi infatti altro non è che un catalogo estremamente complesso di maschere, all’interno del quale la giovane ragazza non riesce al inserirsi, diventando così semplice osservatrice della propria vita, incapace di prender parte al ”gioco delle parti” Pirandelliano.
”Le ha fatto pensare a tutta la sua vita. Come è sempre stata così passiva, come non ha mai avuto il coraggio di dire nulla. E anche quando ha avuto il coraggio di dire qualcosa, ha fatto marcia indietro.”
Essere l’osservatore passivo alla fine ripaga quando Lexi mette in scena uno spettacolo che racconta gli eventi più significativi della sua vita e quella dei suoi amici, che abbiamo avuto già modo di conoscere durante le precedenti puntate di ”Euphoria” .
Lo spettacolo di Lexi è importante per diversi motivi; offre al pubblico, sia sullo schermo che fuori dallo schermo, la possibilità di capire Lexi, che fino a questo momento è stato un personaggio di sfondo. Inoltre, e in modo particolare, l’immensa rilevanza dell’opera di Lexi risiede nel fatto che, nel momento in cui lo spettacolo viene messo in scena e le persone di cui esso parla si ritrovano di fronte alle loro copie teatrali, ogni maschera viene svelata. I personaggi che prendono vita sulla scena raccontando le esperienze più intime e i pensieri più reconditi di questi ragazzi, mettono a nudo la verità in tutta la sua crudezza.
Ciò ovviamente scatena reazioni diverse ed estreme nel pubblico che si sente preso in causa, ma non c’è da stupirsi. Come reagirebbe ognuno di noi se vedesse la propria vita, in tutte le sue più drammatiche sfumature, trasformata in uno spettacolo?
