“Vivere male per scrivere bene, dire di amare per fingere insieme. Un gene che viene da un unico seme, quello dell’odio. La mano sul foglio in delirium tremens“. Questo recita il testo della canzone “The dark side of the mood”, scritta da Nitro nel 2015, nonché prima traccia dell’album Suicidol. Inoltre la “Delirium Tremens” è una birra chiara belga, prodotta dall’industria della birra Huyghe a Melle, e la cui etichetta descrive le varie fasi di delirium tremens.

Che cos’è il delirium tremens?

Il delirium tremens è uno degli stati morbosi più drammatici di tutta la patologia medica“. Con questa definizione Walton e Kessel, autori del classico “L’Alcolismo”, introducono il capitolo sulla più grave tra le manifestazioni astinenziali sugli alcoldipendenti. Il delirium tremens compare in soggetti con una lunga storia di abuso alcolico: oltre dieci anni negli uomini, almeno cinque anni nella donna. Può rappresentare l’evoluzione (a 48 ore circa dall’ultima assunzione di alcolici) del cosiddetto tremore alcolico (astinenza non complicata) e dell’epilessia alcolica. Una tappa intermedia è il predelirium. Emerge, a volte, senza prodromi, al risveglio dopo un intervento chirurgico, dopo un trauma, in concomitanza ad una malattia infettiva o ad uno stato di grave disidratazione o disionia. Il soggetto affetto da tale patologia si mostra come confuso e disorientato, profondamente angosciato dall’esperienza allucinatoria. E’ possibile individuare 3 diverse fasi: turbe psichiche, disturbi neurologici, segni e sintomi somatici.

Quali sono le cause?

La spiegazione più accettata è che il delirium tremens sia la manifestazione di una crisi di astinenza grave in un organismo assuefatto da lungo tempo alla convivenza con un tasso ematico di alcool etilico elevato. Il metabolismo dell’organismo in queste condizioni si adatterebbe all’alcolemia costante, sia a livello periferico sia a livello della produzione e distruzione dei mediatori chimici del sistema nervoso. L’alcool agisce da inibitore nei confronti di questi mediatori che, alla lunga, verrebbero prodotti in misura maggiore del normale per una sorta di fenomeno di compenso adattativo. Una brusca caduta dell’alcolemia porterebbe così ad una situazione di eccesso dei mediatori alcool-inibiti, che darebbe origine alla sindrome nota come delirium tremens. Il delirium tremens si manifesta con sintomi come: tremori generalizzati, sudorazione profusa, febbre, accelerazione del ritmo cardiaco, agitazione, confusione mentale, disidratazione, delirio con allucinazioni, dispepsia e disidratazione.

E’ possibile una cura?

La terapia richiede necessariamente il ricovero ospedaliero; il paziente deve essere sedato e devono essere monitorati lo stato cardiorespiratorio e l’equilibrio idrosalino. Di norma la terapia comprende la somministrazione di ansiolitici e di farmaci ipnotici nonché l’infusione di liquidi nutritivi. La somministrazione di vitamina B1 può scongiurare l’eventuale insorgenza di encefalopatia. Fondamentali sono il sostegno psicologico e una continua osservazione.

di Gianfranco Puca

 

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