Il film di Rovere ci parla dei due fratelli che crearono Roma e di come uno finisce per sovrastare l’altro.

“Il primo re” racconta il rapporto tra Romolo e Remo, che da fratelli uniti diventano rivali per poi arrivare alla morte di uno per mano dell’altro; oggi vedremo la realtà dietro il film.
“Il primo re”, di Rovere
“Il primo re” è un film del 2019 diretto da Rovere e si aggiudica anche il David di Donatello nel 2020; è interamente recitato in proto-latino. È ambientato nel 753 a.C., anno che consideriamo della fondazione di Roma; questa è una rivisitazione della storia dei due fratelli Romolo e Remo, una storia che tiene gli spettatori incollati allo schermo e sospesi sul filo del rasoio fino all’ultimo istante.
La vicenda inizia con un’esondazione del Tevere, la quale travolge i due fratelli pastori; questi vengono trasportati fino ad Alba Longa, dove vengono resi schiavi. I due fratelli si ribellano e riescono a scappare insieme agli altri prigionieri, però (seguendo il consiglio di Romolo) portano con sé anche la sacerdotessa della dea Vesta; questa è considerata la portatrice del sacro fuoco, quindi cercano anche di conservare il favore degli dei. Durante la fuga però Remo si scontra con uno dei compagni, per la propria decisione di portare il fratello Romolo nonostante sia gravemente ferito; lo scontro però viene vinto da Remo. Il gruppo, guidato ormai da Remo, attacca anche un altro clan e, arrivati nel loro pago, Remo si proclama re. Lui chiede un responso aruspicino, ma la risposta che riceve non è quella che si aspettava, infatti viene detto che uno dei due fratelli diventerà re uccidendo l’altro. Remo rifiuta l’idea di uccidere il fratello Romolo, spegne il fuoco sacro, lascia la sacerdotessa in balia degli animali selvaggi e incendia il villaggio. Romolo affronta il fratello e questo, capendo i suoi sbagli, cerca di salvare la sacerdotessa, ma è troppo tardi; quest’ultima gli rivela che adesso il volere degli dei è che Romolo uccida Remo, questo e i suoi seguaci cercano di scappare ma vengono attaccati da un altro gruppo e si salvano solo grazie agli uomini di Romolo. Remo rivendica come suoi schiavi gli uomini ormai fedeli a Romolo e supera la linea che il fratello aveva tracciato e che non avrebbe dovuto oltrepassare; Remo costringe il fratello ad ucciderlo, ma in punto di morte i due si riappacificano e Remo convince Romolo ad attraversare il Tevere e fondare una grande città. Questo è il principio di Roma. Nei titoli di coda vediamo persino una mappa che ci mostra l’espansione della città. Adesso però vediamo la storia di Romolo e Remo per come ci è sempre stata raccontata.
Romolo e Remo
Romolo e Remo sono i due gemelli che secondo il mito fondarono la città di Roma; più nello specifico, secondo i racconti, Romolo fondò la città (che porta anche il suo nome) e ne fu il primo re. La data della fondazione che a noi viene tramandata è il 21 aprile del 753 a.C.; la leggenda ci dice anche che loro erano semidei, in quanto figli di Rea Silvia e Marte. Secondo questo racconto Rea Silvia (figlia del re Numitore), venne costretta a diventare una Vestale (e quindi con l’obbligo del nubilato) al momento della presa di potere da parte dello zio; Marte però si invaghì della donna e la mise incinta, da lei nacquero i due gemelli, i quali furono abbandonati. I due bambini furono trovati da una lupa, che li allattò; successivamente furono trovati da una famiglia di gente umile che li accudirono come loro figli. Una volta che i due crebbero, riuscirono a riportare Numitore sul trono e lasciarono Alba Longa per creare una nuova città. Essendo gemelli e non essendoci dunque un primogenito, Romolo andò sul Palatino e Remo sull’Aventino; Remo vide per primo 6 avvoltoi, Romolo li vide dopo ma ne vide 12. A questo punto entrambi vantavano un diritto al potere, ma durante una rivolta Remo morì; secondo alcuni aveva varcato il pomerium (il confine della città), e Romolo lo uccise per questo. Le versioni sono molte, ma tutte portano alla morte di Remo e alla presa del potere da parte di Romolo. Adesso vediamo cosa succede dopo la morte di Remo.
Romolo, Remo e poi…
I racconti ci parlano di sette re di Roma, infatti dopo Romolo (che governò dal 753 al 716 a.C.), abbiamo Numa Pompilio (715 – 673 a.C.; conosciuto per aver dato un’organizzazione religiosa alla città, istituito un calendario e i collegi sacerdotali), Tullio Ostilio (673 – 641 a.C.; vinse su Alba Longa grazie alla leggendaria vittoria degli Orazi sui Curiazi), Anco Marzio (640 – 616 a.C.; fondò secondo le leggende la colonia di Ostia e promosse opere pubbliche).
I https://naturheilpraxis-hauri.ch/ successivi e ultimi tre re di Roma furono etruschi: Tarquinio Prisco (616 – 579 a.C.; eresse edifici pubblici come il Circo Massimo e il Tempio di Giove Capitolino), Servio Tullio (578 – 535 a.C.; fece costruire le nuove cinta murarie della città) e Tarquinio il Superbo (535 – 509 a.C.; cercò di instaurare un regime tirannico e secondo una leggenda scoppiò una rivolta a causa del figlio). Dopo la cacciata del settimo re di Roma fu instaurata la Repubblica, che durò dal 509 a.C. al 27 a.C. con l’avvento del Principato di Augusto.