Il piombo potrebbe essere stata la causa dei problemi psichiatrici di Van Gogh

Già nell’antica Roma il piombo occupava un posto di rilievo come sostanza siccome veniva ad esempio utilizzata come dolcificante del vino e molti utensili comprendevo leghe con questo elemento della tavola periodica.

Principali conseguenze dell’intossicazione da piombo sul corpo umano.

 Nel corso della storia, sono state attribuite varie caratteristiche tossiche al piombo che potrebbero aver influito anche sulla vita di famosi artisti come Van Gogh e Beethoven, rispettivamente ricordati nelle ultime fasi della loro vita per i problemi psichiatrici e la sordità che, tuttavia, non hanno arrestato il loro estro artistico il quale, probabilmente, proprio in quel periodo ha raggiunto il suo massimo fulgore.

Piombo: principali caratteristiche

Il piombo è un metallo di colore bluastro molto soffice, malleabile e duttile. Solitamente è un isolante elettrico ed è molto resistente sia alla corrosione da parte di altri agenti chimici che all’ossidazione dopo prolungata esposizione all’aria.
Sempre nell’antica Roma, i bastoni che sorreggevano le insegne degli imperatori Romani, così come le tubature degli acquedotti civili, erano ricche di piombo che quindi si accumulava spesso nei pozzi e veniva ingerito a profusione dai cittadini. Oggi viene usato soprattutto nel vetro degli schermi dei computer e delle televisioni per proteggere l’osservatore dalle possibili radiazioni, stessa proprietà utilizzata ad esempio per proteggersi dai raggi X quando viene sottoposto un paziente ai raggi X per motivi di natura diagnostica.

Intossicazione da piombo: il saturnismo

Tuttavia il piombo, nonostante abbia molte applicazioni e venga utilizzato sin dalla preistoria, è uno dei composti chimici più tossici che possa entrare nel nostro organismo e che è anche un elemento chimico riscontrabile come tale in natura. Addirittura, ha delle capacità penetranti tali da attraversare persino la placenta e danneggiare gravemente il sistema nervoso del feto prima ancora della nascita.
L’avvelenamento da piombo, detto anche saturnismo, colpisce numerosi organi del nostro corpo, ma soprattutto il sistema nervoso, Ad oggi si conta che è responsabile di circa il 10% delle disabilità intellettuali o può determinare insorgenza di problemi comportamentali. In casi gravi si può anche manifestare comaanemia severamorte. Alcuni segni cerebrali di esposizione cronica riguardano il sistema nervoso con perdita soprattutto della memoria a breve termine, depressione e perdita di concentrazione. E’ stato anche dimostrato che bambini affetti da saturnismo dovuto ad esposizione cronica a piombo possono rifiutarsi di giocare con i loro simili mostrando ipercinesia o disordini di comportamento aggressivo.

Van Gogh, i pennelli e il piombo

Molti colori utilizzati dal famoso artista Vincent Van Gogh erano a base di piombo, come il  piombo bianco o il  giallo cromo, rispettivamente carbonato e cromato di piombo. Nel periodo olandese, il piombo bianco, chiamato dall’artista blanc d’argent, era presente in numerose sue opere mentre usò il giallo cromo soprattutto per le spettacolari vedute di Arles e della regione della Francia centrale. I primi sintomi del saturnismo sono molto aspecifici e comprendono deiezione, debolezza che Van Gogh sembrerebbe inizialmente imputare alla mancanza di appetito e all’eccessivo lavoro che lo vedeva impegnato.

Autoritratto di Vincent Van Gogh.

Durante il suo soggiorno ad Antwerp Van Gogh ebbe numerosi problemi parodontali i quali potrebbero essere correlati alla  gengivite, ulteriore sintomo di intossicazione da piombo. Nello stesso periodo il pittore si lamentava di fitte dolorose all’addome, riconducibili invece alla tipica sintomatologia di attacchi acuti addominali noti come  coliche saturnine. Da alcuni ritratti ed autoritratti di Van Gogh durante il suo soggiorno a Parigi si desume un suo certo pallore, riconducibile ad un’anemia grave. Questa teoria potrebbe essere confermata dal fatto che il dottor Rey gliela diagnosticò qualche settimana dopo il famoso episodio del taglio dell’orecchio (si ricorda che l’avvelenamento da piombo inibisce l’eritropoiesi). Infine, si arriva alla encefalopatia, stadio finale di questo subdolo avvelenamento. Inizialmente Van Gogh iniziò a soffrire di crisi psicomotorie, simili all’ epilessia e, in questo quadro clinico, anche l’assunzione di piccole dosi di alcol possono rendere il soggetto notevolmente aggressivo. Inoltre si può manifestare uno stato di crisi emotiva con insorgenza di un  disordine della personalità organico con conseguente perdita della memoria a breve termine e azioni non premeditate compiute di istinto. Questo comportamento potrebbe essere sempre ricondotto al famoso episodio di quando Van Gogh, dopo aver rincorso il suo amico Gaughin con un rasoio da barba il 23 Dicembre 1888, si tagliò da solo il lobo sinistro. Nelle fasi terminali si può assistere a  delirio per cui il soggetto percepisce sogni vividi e ne resta agitato o estasiato in base a quello che vede e che crede essere vero.
Oggi si ritiene che Van Gogh abbia potuto acquisire elevate dosi di piombo attraverso le sue mani ancora sporche di colori e pittura tossici, nonché dagli utensili che era solito utilizzare all’epoca per cucinare il cibo.

 

 

 

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