Il Superuovo

Il nemico senza volto: Tolkien contro il potere dell’imperialismo.

Il nemico senza volto: Tolkien contro il potere dell’imperialismo.

 

L’opera di J.R.R. Tolkien “Il Signore degli Anelli” pur essendo un fantasy è intrisa di storia e politica. Nel romanzo ci sono diversi passi che possono portare a ritenere Tolkien nemico dell’ avidità di potere tipica dell’imperialismo.

l’imperialismo e il darwinismo, lintellettualedissidente.it

Il potere del grande Occhio Infuocato.

Nell’immaginario tolkeniano Sauron il Signore Oscuro agisce con l’intenzione di sottomettere l’intero universo al Linguaggio Nero. Quando vennero forgiati gli Anelli del Potere Sauron di nascosto fece forgiare l’Unico Anello per controllare tutte le etnie:”Un Anello per domarli, un Anello per trovarli, un Anello per ghermirli e nell’oscurità incatenarli”. Il Signore Oscuro è avido di potere ed è disposto ad usare ogni diavoleria per espandere la propria influenza. Durante una battaglia gli viene tagliato il dito sul quale indossava l’Anello del Potere, ma questo serve solo ad indebolirlo, dato che continua a sopravvivere sotto forma di Grande Occhio Infuocato. Nella Guerra dell’Anello, cercando di ritrovare l’Unico, porta avanti la sua opera di sottomissione servendosi di Saruman- uno stregone corrotto- il quale usa ogni arma possibile e immaginabile per mettere in ginocchio tutti i popoli della Terra di Mezzo, mentre Sauron il vigile Occhio controlla tutto. Con Thèoden il Re di Rohan e con Denethor Sovrintendente di Gondor usa la manipolazione. A Thèoden affianca Vermilinguo come consigliere, il quale con parole avvelenate agisce sulle paure di Thèoden, facendogli credere che l’unica via per salvare la città di Rohan sia quella di arrendersi e ritirarsi dinnanzi alle battaglie contro il Nemico, negando aiuti alle città vicine. A Denethor invece mostra tramite il Palantir (pietra veggente) solo la grandezza dell’ esercito oscuro, facendogli perdere ogni speranza di vittoria.
Contro i guerrieri che decidono di ribellarsi a lui scaglia creature crudeli come Orchi, lupi mannari, Balrog, Nazgul, ma anche Uomini corrotti e feroci, tutti schiavi del potere del male. Anche la tecnologia nell’universo tolkieniano è schiava del male, perché viene utilizzata per fabbricare armi distruttive e letali.
Anche se è Saruman che agisce, il Nemico è rappresentato da Tolkien come senza volto, perché è Sauron che controlla e influenza tutti i sottomessi. Il Grande Occhio infuocato è lontano, ma è vigile e crea dei danni irreversibili nonostante non sia una sostanza vivente.

L’imperialismo, il nemico senza volto.

Come è noto Tolkien partecipò come sottotenente dell’esercito inglese nella battaglia della Somme. La descrizione di un nemico senza volto nella sua opera più celebre, Il Signore degli Anelli, porta a ritenere che secondo Tolkien anche nella realtà il nemico non sia rappresentato dall’esercito avversario, ma da qualcosa di più grande, qualcosa che non è facile da annientare come se fosse una creatura fisica.
Ciò che porta a ritenere che il nemico senza volto sia l’imperialismo è l’enfasi che pone Tolkien sulle caratteristiche particolari di ogni popolo. Descrive in modo dettagliato la geografia, la cultura, il linguaggio e le origini di ogni etnia che vive nella Terra di Mezzo, e narra di una guerra contro un Nemico che intende sottomettere tutti ad un unico linguaggio, il Linguaggio Nero.
Anche la politica imperialista agisce come Sauron, sovrastando e sottomettendo i popoli, privandoli di ciò che li rende unici, usando la violenza e la manipolazione. L’Inghilterra ai tempi di Tolkien era tra le nazioni con più colonie, domata da un’ideologia fortemente imperialista. L’imperialismo non ha un volto, eppure anch’esso causa danni irreversibili, come la Grande Guerra, e corrompe gli animi di molti uomini, rendendoli assetati di potere. Il nemico dunque è qualcosa di più grande, difficile da combattere in quanto non ha un volto, ma trova il suo spazio vitale nell’umanità. Nel Signore degli Anelli le città che combattono sono quelle che si rifiutano di sottomettersi al Linguaggio Nero, coloro che non intendono diventare schiave di Sauron. Questi popoli salvaguardano ciò che li rende unici, perché si rifiutano di inginocchiarsi al Nemico. Con questo non si intende dire che Tolkien sia contro l’integrazione, in quanto nel romanzo emergono alleanze, amori e amicizie importanti, che superano i contrasti delle precedenti Ere. Nel romanzo emerge che per Tolkien sia importante che ogni nazione e popolo mantenga le proprie caratteristiche culturali, senza voler necessariamente imporre il proprio dominio su altri.

Antonella Soldi

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