Il Superuovo

Il lutto dei genitori raccontato dalla poesia di Tagore e dalle parole di Birkin

Il lutto dei genitori raccontato dalla poesia di Tagore e dalle parole di Birkin

Amore e morte si intrecciano in questo articolo raccontandoci il destino dei genitori costretti a seppellire i propri figli

I genitori non dovrebbero mai vedere morire i propri figli, il loro lutto è indescrivibile e la loro sofferenza inimmaginabile. Ma Jane Birkin è riuscita con coraggio a parlarne nelle sue canzoni come Rabindranath Tagore nella sua poesia “Morte del bambino“.

Il lutto di una madre: Jane Birkin

L’11 dicembre 2013 muore Kate Barry, figlia della cantante ed attrice Jane Birkin e del compositore John Barry. Aveva quarantasei anni. Alcuni giornali parlano di incidente, altri di suicidio. In ogni caso il corpo della donna precipitò dalla finestra del quarto piano del suo appartamento parigino e il dolore della madre fu immenso, lei stessa disse che non era possibile fare un disco senza parlare di lei. Inoltre in un’intervista realizzata da Cristina Fontanarosa per rollingstones.it confessò:

Il nuovo disco di Jane Birkin “Oh! Pardon tu dormais?” viene pubblicato dopo un’attesa lunga dodici anni e naturalmente vi erano moltissime aspettative su quest’opera. Nasce una ventina di anni fa come testo teatrale, tradotto anche in italiano, poi riadattato in commedia musicale a due voci. Le prima due canzoni che uscirono dal progetto di collaborazione con Etienne Daho furono: “Cigarettes” e “Ces murs épais, entrambe raccontavano di Kate, dell’amore per lei e della sua morte.

“Natura, prendendolo che hai avuto?”

La “Morte del bambino” di Rabíndranáth Thákhur (in inglese Rabindranath Tagore) è una poesia molto potente e piena di angoscia e disperazione. Il destinatario è la Natura che ha strappato il figlio piccolo dal seno della madre, una creatura crudele quindi, capace di causare enorme sofferenza:

Era vivo, rideva,
camminava e giocava.
Natura, prendendolo che hai avuto?
Tu hai milioni
di uccelli colorati,
foreste, stelle, oceani,
il cielo infinito.
Perché l’hai strappato
dal seno della madre,
l’hai nascosto in seno alla terra
e l’hai ricoperto di fiori?

Nella seconda strofa il poeta continua ad attaccare la Natura chiedendole se, con la sua azione così malvagia, il suo tesoro si fosse davvero ingrandito e se fosse così felice. “Il cuore di una mamma, immenso come il tuo, con la perdita del bambino ha perso tutto!“. Le parole dell’autore sono pungenti, colpiscono in profondità e ci regalano un’immagine vivida e terribile di questo dolore.

Chi era Rabindranath Tagore?

Rabindranath Tagore (1861-) fu un poeta, scrittore e filosofo bengalese di origini aristocratiche. La sua famiglia infatti aveva ottimi rapporti con la Compagnia delle Indie e si era arricchita grazie a molti investimenti in più settori. Suo nonno fu persino ricevuto dalla regina Vittoria, mentre il padre, filosofo indù, fu un riformatore religioso istituendo il Brahmo Samaj nel 1848 e fu anche l’educatore di Rabindranath.

Viaggia e scrive molto. Si sposa con Mrinalini Devi che nel 1883, anno del matrimonio, aveva appena dieci anni e venne scelta dalla sua famiglia per lui. Diventa presidente della Conferenza Provinciale del Bengala e con tale titolo si impegnò molto nel movimento nazionale e nella stesura delle sue opere. Risalenti a quegli anni furono le cinque raccolte di poesie intitolate: Katha, Kanika, Kaipana, Kahini, Kashanika. Infine, ritiratosi a vita spirituale, fondò una scuola ispirata agli antichi valori ed ideali indiani. Nel 1902 morirà la moglie, dalla quale aveva avuto cinque discendenti. Nel 1904 e nel 1907 seguiranno altri due lutti, caratterizzati dalla moglie della figlia e del figlio più giovane. Il dolore di Rabindranath è evidente e devastante, compose negli anni seguenti circa centocinquantasette poesie pubblicate nella raccolta Gitanjali.

Il mondo lo premierà nel 1913 con il Premio Nobel per la letteratura, il primo scrittore non occidentale ad ottenerlo e l’Università di Calcutta gli conferirà la laurea honoris causa. In seguito conoscerà Gandhi, terrà alcune conferenze in America, Giappone ed Inghilterra e realizzerà il progetto, grazie ai soldi ottenuti con i diritti d’autore dei suoi libri e il Nobel, di trasformare una scuola in un’Università internazionale: nel 1921 viene fondata La Vishva Bharati University. Durante la sua vita si interessò molto anche all’arte e dipinse alcune opere, alcune vennero esposte alla Galleria Nazionale di Arte Moderna.

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