Il Festival di Cannes e l’omaggio a Kubrick: Shining torna sul grande schermo

Cannes, 2019. A pochi mesi dall’attesissima uscita di Doctor Sleep, uno tra i sequel più discussi degli ultimi tempi, torna sul grande schermo Shining, straordinario capolavoro del regista Stanley Kubrick. Il film, presentato nella versione integrale restaurata, ha reso omaggio al lavoro del suo egregio produttore, pietra miliare del grande cinema internazionale.

Cannes: l’elogio a Kubrick e le parole di Katharina

Katharina Kubrick a Cannes 2019

Proprio in questi giorni, sta avendo luogo a Cannes la 72ª edizione dell’omonimo Festival cinematografico, tra i più famosi del mondo. Un festival in cui, tra i tanti film inediti in concorso, troviamo anche proiezioni dedicate alla riscoperta di vecchi classici della storia del cinema. Da nove anni a questa parte, infatti, il Festival di Cannes ha deciso di dedicare un’importante sezione dell’evento a vecchie pellicole, restaurate e riproposte al grande pubblico. Un onore che, quest’anno, è toccato anche a Shining, capolavoro del regista Stanley Kubrick. Ed è proprio Katharina, la figlia del grande maestro, a parlarcene, svelando dettagli inediti. Come la costruzione degli interni dell’ Overlook Hotel o il rapporto tra Nicholson e il personaggio di Jack. Ma raccontandoci, anche, delle intenzioni del padre nella creazione dell’opera. “Voglio fare un film così spaventoso che la gente scapperà dal cinema” avrebbe detto Stanley alla famiglia, prima di iniziare le riprese. E ci riuscì. A quasi quarant’anni dall’uscita della pellicola, Shining rimane infatti uno dei film più spaventosi dell’intera storia del cinema. “Un film di fantasmi”, come lo chiamava Kubrick, ma che in realtà è molto più di questo. Shining non è solamente il racconto di entità malvagie o fenomeni psichici. È un film che affronta tematiche profonde, quali la pazzia, l’alcolismo o gli abusi matrimoniali. Che indaga a fondo le paure e le debolezze dei personaggi, la loro natura. Un cimelio dell’arte cinematografia, ancora oggi tra i più amati. E a cui il Festival di Cannes e Alfonso Cuarón, erede del maestro, hanno deciso di rendere omaggio.

Kubrick, il genio di un maestro

Stanley Kubrick
Stanley Kubrick

Stanley Kubrick è considerato uno dei più grandi cineasti della storia del cinema. Cimentatosi con successo nella maggior parte dei generi (dal noir al thriller, dalla guerra alla fantascienza), vinse un Premio Oscar per gli effetti speciali di 2001: Odissea nello spazio. Lontano dai canoni hollywoodiani, Kubrick si è distinto per aver valicato il confine stesso degli stili a cui si dedicava, portandoli ad uno stadio successivo. Shining, ad esempio, fu uno dei primi horror con caratteristiche metafisiche, mentre Full Metal Jacket propose un nuovo punto di vista sul ruolo del soldato. Arancia Meccanica, film-rivelazione, rappresenta invece uno dei punti più alti della sua riflessione sulla scelta tra il bene e il male, cardine della poetica kubrickiana. Opere d’arte atemporali, quelle che ci ha lasciato lo straordinario regista, in cui immagine e musica si fondono. La musica gioca infatti, per Kubrick, un ruolo fondamentale nel veicolare le emozioni dello spettatore. Così come il tempo dell’azione. Le sequenze dei suoi film sono spesso prolungate, proponendo attori che suggeriscono quasi uno stato ipnotico. Scelte tecniche, specifiche e caratterizzanti, che hanno contribuito a rendere i suoi film l’emblema di una rivoluzione. Una rivoluzione ancora oggi amata e celebrata.

Camilla Cavalli

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