Il Superuovo

Il fatidico D-Day raccontato attraverso la cinepresa: Salvate il soldato Ryan

Il fatidico D-Day raccontato attraverso la cinepresa: Salvate il soldato Ryan

Oggi parleremo di una delle date che più ha segnato l’intero ‘900.

Soldati arrivano sulle spiagge della Normandia, Wikipedia

 

In quella carneficina universale che, purtroppo, è stata la 2° guerra mondiale, molti sono stati i momenti chiave nell’evolversi del conflitto, divenuti cruciali dal punto di vista storico e ottimamente sfruttati dall’industria cinematografica.

Il D-Day

All’alba del 6 giugno 1944 andò in scena una delle più grandi invasioni mai registrare su un campo di battaglia: lo sbarco in Normandia. La Normandia, regione situata a nord-ovest della Francia, era stata individuata come perfetto punto di penetrazione da parte dell’esercito alleato, data la sua relativa vicinanza alla Germania di Hitler, vero obiettivo di tutto l’intero piano bellico delle 4 grandi potenze in gioco: Stati Uniti, Regno Unito, Unione Sovietica e Cina. L’altro elemento che indirizzò la decisione sulle coste transalpine fu la precaria condizione del fronte orientale, dove l’Armata Rossa e le truppe naziste stavano oramai combattendo da anni. Vi era, dunque, la necessità di alleggerire la pressione a Oriente, calamitando l’attenzione del Reich a Occidente con un’operazione a dir poco mastodontica. Le fonti parlano di circa 150000 soldati alleati e più di 10000 unità tra navi da guerra, mezzi per consentire lo sbarco e aerei e una zona d’arrivo di circa 100 chilometri, suddivisa in 5 spiagge principali: Utah, Omaha, Sword, Juno e Gold, tutti nomi in codice. Ad attenderli v’erano circa 50000 soldati tedeschi e il poderoso Vallo Atlantico, imponente sistema di fortificazioni occupante la fascia nord-occidentale europea che guarda verso l’Atlantico. Durante solo il primo giorno di scontri si contano in totale quasi 10000 morti, che arrivano poco meno di 300000 al termine di tutta l’operazione. Ebbene sì, l’operazione Neptune era solo una fase dell’intera operazione Overlord, che vide prima il bombardamento aeronavale dell’area interessata, poi lo sbarco ed infine la campagna terrestre mirante a liberare la Francia e prendere Parigi.

La regione della Normandia, Wikipedia

Nel cinema

La pellicola cinematografica che racconta il D-Day come nessun’altra è “Salvate il soldato Ryan” del 1998, diretta da Steven Spielberg. Oltre ad un cast di tutto rispetto, dove riconosciamo Tom Hanks, Matt Damon e Vin Diesel, il film ebbe un incredibile successo al botteghino e s’aggiudicò 5 Oscar e 2 Golden Globe. I protagonisti della storia sono 8 soldati, guidati dal capitano Miller, con la missione di recuperare il commilitone James Francis Ryan. Quest’ordine viene impartito direttamente da Washington, da parte del maggiore Marshall, dopo aver scoperto che già tre dei fratelli Ryan erano caduti durante il conflitto. Inizia dunque un’operazione di salvataggio che vedrà anche la morte di alcuni della compagnia, a causa di continui imprevisti e attacchi tedeschi durante la pericolosa ricerca. Oltre ad una geniale regia, in grado di mantenere sempre viva la suspence, l’elemento che rende la storia d’impatto è l’aspetto cruento, reso con maestria nella scena dello sbarco. Essendo un prodotto commerciale, è inevitabile che la storia assuma una forma romanzata che, però, non intacca l’alto tasso di veridicità rappresentato dal susseguirsi degli eventi, nella maggior parte fedeli alle fonti storiche ufficiali. A testimoniare la volontà di Spielberg di riprodurre un reale scontro bellico vi sono alcune scelte precise: da un lato l’addestramento militare degli attori per impersonare il ruolo, dall’altro l’assunzione di veri e propri soldati e di esperti bellici, al fine di conferire quanto più realismo possibile allo sceneggiato.

Matt Damon, Wikipedia
Tom Hanks, Wikipedia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tra storia e cinema

La questione che emerge ogni qual volta si trattano film storici è la fedeltà: è giusto attenersi ai fatti accaduti?  Conviene invece distaccarsene? Quanto è possibile mantenere e quanto eliminare? Non v’è una risposta univoca poiché tutto dipende dal fine artistico del regista. In questo caso, la solerte ricerca del vero ha ripagato con una fama immediata e non in quanto anche oggi, a distanza di più di 20 anni, la pellicola è un capolavoro assoluto, un grande “classico” del cinema.

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