Alla Conferenza di Monaco sulla sicurezza non passano inosservate le parole del Vicepresidente americano che si rivolgono ai leader europei

La libertà di parola sembra in pericolo nel Vecchio Continente, secondo la visione americana, ma la critica non viene accettata dai Paesi
La Conferenza di Monaco
Si è svolta a Monaco la conferenza a cui hanno partecipato ministri e capi di stato di diversi Paesi per discutere temi di rilevanza mondiale, come la spesa sulla sicurezza e i provvedimenti da prendere a riguardo, i possibili negoziati di pace per la guerra in Ucraina e i rapporti tra Bruxelles e Washington. Infatti la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato che inserirà “una clausola di salvaguardia per gli investimenti sulla difesa” per permettere agli Stati europei di incrementare la spesa per la difesa, mentre il Presidente ucraino Zelensky, seguendo la visione tipicamente gollista condivisa anche dalla politica di Macron, sostiene che istituire le forze armate d’Europa permetterebbe una difesa autonoma, senza una dipendenza dagli USA, soprattutto in seguito ai ripetuti appelli del Presidente Trump per il burden sharing. Ma a catturare maggiormente l’attenzione del pubblico è stato il Vicepresidente statunitense Vance con un discorso che parlava di democrazia, libertà di parola e immigrazione, in veste di invettiva.

Il discorso
Che vengano percepite come un’accusa, uno schiaffo morale o un avvertimento, le parole del Vicepresidente americano sono state sicuramente molto critiche nei confronti dei Paesi europei, sottolineando il loro allontanamento dai valori fondamentali, condivisi con gli Stati Uniti. A destare preoccupazione non è infatti la minaccia proveniente dalla Russia, assente alla conferenza, ma la perdita di uno dei principi cardine della democrazia, la libertà di parola che, ricorda Vance, “è in ritirata” minacciata dalla censura e dalla disinformazione. L’amministrazione Trump viene presentata quindi come il baluardo della libera opinione contrapposta poi a quella di Biden che alimentava il clima di repressione. Come volendo recuperare la radice greca della parola “democrazia”, Vance esorta i leader europei ad ascoltare la voce del loro popolo, con la quale potranno “affrontare il futuro con certezza e fiducia”, insieme al sostegno della nazione. Infine è stata incentivata la collaborazione con tutti i partiti, chiaro riferimento all’Afd, e la fine dell’immigrazione illegale.
Le reazioni
Non hanno accolto con grande entusiasmo il discorso di Vance i leader tedeschi che rispondendo unanime, dichiarano di non accettare “lezioni dagli americani” e in particolar modo Sholz respinge le ingerenze statunitensi, ricordando che il futuro della democrazia è una decisione che appartiene agli europei. Anche il ministro degli Esteri francese sostiene Sholz affermando che la libertà di parola è rispettata in Europa ma soprattutto che nessuno è legittimato a imporre il proprio modello di democrazia. Con il Vicepresidente americano si schierano invece il post di Elon Musk con il commento “Make Europe great again! Mega, Mega, Mega”, declinando lo slogan “Make America great again” e il Presidente Trump, solidale con il rimprovero del suo Vice.