Il Superuovo

Il disco dei Sault è sparito dallo streaming: una lezione sulla precarietà celebrata da Ungaretti

Il disco dei Sault è sparito dallo streaming: una lezione sulla precarietà celebrata da Ungaretti

Ode alla precarietà: da Ungaretti tra gli orrori della guerra ai Sault che autodistruggono il proprio disco.

È tutta immersa nella fugacità, la nostra vita. Come se ogni cosa fosse in bilico, viviamo di emozioni che possono mutare in relazione alle circostanze. Siamo abituati alla filosofia del “cogli l’attimo” perché ce lo sentiamo ripetere da sempre, che il modo migliore per vivere è quello di godere di ogni istante come se fosse l’ultimo. Eppure, se questi concetti sono oggi tanto triti e ritriti nella nostra mente è perché c’è qualcosa che di precario ha ben poco. L’arte, nelle immagini che ci offre, ha il potere di cristallizzarsi per sempre. Così ricorderemo per sempre il famoso carpe diem, e anche “perché la vita è un brivido che vola via”.

“Nine” dei Sault

Volevano parlare di precarietà, i Sault, e volevano farlo con la propria arte. Il risultato è strepitoso. A giugno è stato annunciato che il loro nuovo album Nine sarebbe stato disponibile per soli 99 giorni. Detto, fatto: i brani, che in maniera del tutto coerente parlavano della fugacità delle nostre vite, sono spariti dallo streaming il 2 ottobre. Bello il digitale, sì, ma precario. Riduttivo per l’immortalità dell’arte. Se ogni cosa nella nostra vita è precaria, perché non fare un esempio concreto con la musica? Nine è nato per autodistruggersi. Un’immagine forte, ma incredibilmente significativa.

The album cover to Sault’s ‘Untitled (Black Is)’.

Vita e precarietà

Quello della precarietà è un concetto che fa tanto parte delle nostre vite da poter essere analizzato da diversi punti di vista e che può portare a diverse considerazioni. Se ci si trova in situazioni estreme, ad esempio, e si guarda alla precarietà della vita, si giunge a fare maggiormente caso a piccoli momenti quotidiani che nella loro natura effimera celano tanta bellezza. Il celebre poeta Ungaretti scrive questo, alzando gli occhi al cielo durante una pausa dalla guerra. È estate, e il poeta osserva un cielo stellato. Le stelle si scoprono ad una ad una, dopo l’inverno passato, e lo scenario è tanto bello e in contraddizione con gli orrori della guerra. Ungaretti si abbandona allora alla bellezza di quel cielo sereno, davanti il quale prende maggiormente forma la finitezza della sua condizione umana e precaria. L’immagine è passeggera, e lui lo sa. In quella condizione ci si riconosce un po’, tanto passeggera, rischiosa e precaria è la sua situazione di soldato al fronte. Una presa in giro, quell’immagine di serenità, davanti all’immortale precarietà che ci possiede.

“Sereno” di Giuseppe Ungaretti

Giuseppe Ungaretti nel 1914 si trovava a Milano, quando scoppiò la Grande Guerra e decise di arruolarsi volontario. Venne mandato sul Carso, in un reparto di trincea in prima linea. È durante le pause dei combattimenti che avrà luogo la sua ispirazione: così nascono i versi della sua prima raccolta poetica, Il Porto Sepolto, che verrà pubblicato a Udine nel 1916 e che nel 1919 confluirà nella raccolta Allegria di naufragi. I versi nati in trincea, nel pieno degli orrori della guerra, non possono che avere come principale tematica la precarietà: davanti al rischio della morte, quando in gioco si ha la propria vita e quella dei compagni, non si può che prendere atto di quanto la vita umana sia una somma di istanti effimeri. Ed è un istante effimero quello che coinvolge il poeta nel componimento “Sereno”: un cielo stellato, tra gli orrori della guerra, è solo un’immagine passeggera ma fa sì che Ungaretti ci si riconosca, vittima dell’immortale e perenne precarietà.

SERENO
Bosco di Courton, luglio 1918

Dopo tanta
nebbia
a una
a una
si svelano
le stelle

Respiro
il fresco
che mi lascia
il colore del cielo

Mi riconosco
immagine
passeggera

Presa in un giro
Immortale.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: