La studentessa iraniana che si è spogliata per protesta è stata assolta, in quanto “malata”.

Da diverso tempo l’Iran ha reintrodotto l’hijab obbligatorio. Per protestare contro questo vincolo alla libertà femminile, la studentessa iraniana Ahou Daryaei si era spogliata all’università. Non si sa molto sulla gestione dell’accaduto. Alcuni dicono che la studentessa sia stata portata via in maniera pacifica dalle autorità, altri avevano accennato a qualche tipo di violenza. Ad ogni modo, non è giunta l’accusa per la studentessa, in quanto “malata” e quindi “affidata alle cure della famiglia”. Ovviamente è da chiarire se queste dichiarazioni corrispondano a verità, oppure se siano solamente dei modi di screditare il gesto della ragazza. Il gesto, a prescindere dalla sentenza, rimane un simbolo molto forte di protesta e di esaltazione della libertà femminile.
Il coraggio di Ahou è da paragonare a quello di alcune donne che l’hanno preceduta nella storia.
La follia di Giovanna d’Arco
Giovanna d’Arco è una delle figure storiche femminili più celebri. Proveniente da un piccolo villaggio, sosteneva di aver ricevuto messaggi divini da santi e angeli che la esortavano a liberare la Francia dall’occupazione inglese durante la Guerra dei Cent’Anni. Inizialmente, nessuno le credette. Molti, inclusi ecclesiastici e leader militari, la considerarono una squilibrata in cerca di denaro o affetta da disturbi mentali. L’idea che una giovane contadina analfabeta potesse essere guidata da Dio era radicale e disturbava le strutture sociali e religiose dell’epoca. Nonostante ciò, la sua determinazione e la forza della sua fede le permisero di guidare un esercito. Così come nel caso di Ahou, la religione ha qui un ruolo fondamentale. Anche il cristianesimo poneva la donna su un gradino inferiore, ma Giovanna d’Arco, sebbene non rivoluzionaria in sé, ha rimescolato le carte in tavola per le donne nella cristianità.

Rivoluzione nella rivoluzione
Olympe de Gouges è una delle figure più importanti del femminismo durante la Rivoluzione francese. Anche lei di famiglia modesta, si fece strada come scrittrice e drammaturga, diventando una voce critica contro l’ingiustizia sociale e l’oppressione di genere. La sua opera più famosa, la “Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina”, fu una risposta diretta al documento simbolo della Rivoluzione francese, che però escludeva le donne dai diritti fondamentali. Olympe chiedeva uguaglianza legale, politica e sociale tra uomini e donne, denunciando il maschilismo della società rivoluzionaria. Richiese anche il diritto al divorzio, la protezione delle madri single e l’accesso delle donne all’istruzione e agli impieghi pubblici, anticipando molte delle rivendicazioni dei movimenti femministi successivi. Le sue idee radicali la portarono a essere isolata e considerata una minaccia per l’ordine costituito. Accusata di “essere una nemica della Rivoluzione”, fu arrestata e giustiziata sulla ghigliottina nel 1793.
Nella letteratura italiana
Una delle figure centrali del femminismo italiano in letteratura è decisamente Sibilla Aleramo, pseudonimo di Rina Faccio. La sua opera più celebre, “Una donna”, racconta la lotta per l’emancipazione femminile attraverso una narrazione autobiografica che sfida le convenzioni sociali dell’epoca. Con uno stile intimamente poetico, Aleramo affronta temi come la libertà personale, l’oppressione patriarcale e la ricerca dell’autonomia, anticipando il femminismo moderno. Partecipava attivamente ai movimenti femministi e socialisti dell’epoca. Frequentava intellettuali come Gabriele D’Annunzio, Benedetto Croce e Luigi Pirandello, ma mantenendo sempre una posizione indipendente, concentrandosi sul ruolo della donna nella società e sull’espressione della sua interiorità.
