I neuroni della coscienza che ci svegliano al mattino

I neuroni della coscienza che ci svegliano al mattino

27 Luglio 2018 Off Di Francesco Rossi

I neuroni della coscienza sono il gruppo di neuroni in cui si integrano tutte le percezioni provenienti dalla realtà esterna e tutti i nostri ricordi. Permettono di svegliarci al mattino senza dimenticarci chi siamo. Uno studio ha analizzato il nucleo gigantocellulare del cervello: la sua attività è al centro di ogni iniziativa

I neuroni della coscienza

Ogni mattina i neuroni della coscienza fanno riaffiorare la nostra identità dal sonno (https://pixabay.com/photo-1802337/)

Svegliarsi al mattino

Nella puntata de I Simpson “Miracle in Evergreen Terrace“, Bart decide di bere dodici bicchieri d’acqua per svegliarsi presto la mattina seguente. Il giorno dopo, infatti, è Natale e lui vuole sbirciare i pacchi regalo. Si dice che i nativi americani usassero il trucco dell’acqua per alzarsi prima delle battaglie, sfruttando lo stimolo urinario. Oltre ai trucchi come questo per abbandonare il tepore del letto, come facciamo a svegliarci? Arnaldo Bernini, nel suo libro Neurobiologia del tempo riporta numerosi casi di persone che con un minimo di allenamento sono in grado alzarsi all’ora desiderata con uno scarto di appena dieci minuti. Egli spiega il fenomeno considerando la separazione dei due emisferi. L’emisfero sinistro è sempre meno addormentato di quello destro e tiene il conto del tempo che passa, attivando i processi ormonali e corticali necessari alla sveglia.

I neuroni della coscienza

Donald Pfaff e i suoi colleghi della Rockefeller University hanno studiato il nucleo gigantocellulare. Quest’area dell’encefalo contiene neuroni estremamente grandi che possono essere i responsabili del processo di integrazione degli stimoli ricevuti dall’ambiente esterno (anche nelle condizioni più impensabili) e i ricordi archiviati in memoria, specialmente nell’ippocampo. Il gruppo di neuroni fa parte della formazione reticolare midollare, una zona che ha collegamenti con tutto il cervello. Ha infatti forti connessioni con il talamo, la struttura che riceve i segnali delle sensazioni e li invia alla corteccia dove ne avviene l’elaborazione cosciente. La ricerca, inoltre, ha evidenziato la capacità dei neuroni giganti di rilasciare l’enzima necessario al rilassamento dei vasi sanguigni, atto che porta al risveglio e al mantenimento della coscienza.

La struttura gerarchica del cervello

I neuroni della coscienza

I neuroni della coscienza integrano tutte le informazioni provenienti dai neuroni degli strati inferiori (https://pixabay.com/photo-3552869/)

Il cervello processa le informazioni in modo gerarchico. Esistono strati di neuroni iperspecializzati alla base (per esempio che riconoscono esclusivamente le linee rette o quello oblique) e strati successivi che integrano le informazioni (per esempio neuroni deputati a riconoscere la lettera T, o la N). Questo principio è sfruttato anche dai sistemi di intelligenza artificiale, specialmente dal deep learning. Dunque, quando si indagano i neuroni della coscienza, bisogna stare molto attenti: è raro che nel cervello esistano singole strutture a cui attribuire un’intera funzione. È plausibile che quello che intendiamo con coscienza sia un epifenomeno che emerge dall’integrazione costante di numerosi circuiti. I neuroni giganti, a causa della loro posizione “alta” nella struttura gerarchica, sono certamente la sede della sintesi di numerose informazioni, ma dobbiamo usare molta cautela nel compiere paragoni tra i termini tradizionali e le nuove scoperte. Per approfondire questo concetto è illuminante il lavoro di Sebastian Seung.

Mattia Grava