Hip-hop: la storia e i cambiamenti a cui è soggetto raccontati dai rapper

Emis Killa e Jake la furia pubblicano un disco insieme: le parole devono tornare a volare come farfalle e pungere come api.

I due rapper fanno parte da anni della scena hip-pop italiana e appartengono alla stessa cultura underground: il rap come il pugilato richiede forza ed eleganza, tanto per citare Muhammad Ali.

Com’è nata l’idea del disco?

I due si conoscono ormai da tempo, ma è stato proprio Emis a convincere il collega ad intraprendere questo progettto. A legare questi due artisti c’è però anche un rapporto umano molto forte: entrambi si sono fatti tatuare il numrto 17 come portafortuna. Proprio 17 è il nome del loro album, che prima di tutto lega una bellissima amicizia. In realtà arebbe dovuto uscire il 17 aprile, essendo in pieno lockdown. Proprio nel momento più difficile, in cui Jake aveva deciso di smettere, che il progetto ha preso vita. Fin da quando  l’album è stato annunciato è stata ben chiara l’idea di un disco rap al 100%, senza compromessi commerciali. Alla fine le promesse sono state mantenute. L’esigenza di tornare alle origini deriva dalla volontà di riproporre un genere musicale puro, e tornare agli albori delle rispettive carriere.

Hip Pop: perchè nasce negli Usa?

L’Hip Hop è un movimento culturale nato  nella prima metà degli anni ’70 nel Bronx . All’epoca questo quartiere di New York fu vittima di una politica di taglio di fodni nelle periferie, che contribuì ad accentuare degrado urbano e sociale. tutto ciò ha favorito l’ aumento della criminalità e la nascita delle gang. La disoccupazione, in particolare , ha spinto moltissimi giovani ad intraprendere la vita di strada. Le gang, ovvero  associazioni criminali che si contendevano il quartiere, riuscivano a sostentarsi grazie al ricavo di attività illecite. La principale entrata economica era proprio lo spaccio di stupefacenti. In poco tempo la situazione degenerò, gli scontri armati divennero all’ordine del giorno, insieme a rapine furti e malavita. Gli ultimi biaanchi riaìmasti fuggirono, e la povertà aumentò sempre di più, legando sempre più persone alla malavita, unica fonte di reddito. Non mancarono nemmeno gli scontri armati tra legang per contendersi la zona, molti cominciarono a rubare dai palazzi abbandonati sanitari, fili in rame e infissi di metallo per poi rivenderli. Una situazione sempre più di degrado si prospettava per queste zone dimenticate dal governo americano, in cui vige la legge del più forte. I tagli alla polizia non aioutarono a gestire questa situazione già assai complessa. Circa il 40% degli edifici situati nel Bronx furono distrutti, dando al quartiere l’effetto di una città bombardata durante la guerra. Negli anni 80’il presidente Reagan si interessò ad una riqualificazione del quartiere. Ma fu proprio la nascita dell’Hip Pop a generare un clima di pmaggiore fratellanza e integrazione culturale tra i singoli.

Origini del movimento e sviluppi

Un anno significativo per questo genere è sicuramente il 1973 e una delle personalità più importanti all’epoca fu DJ Kool Herc, un immigrato giamaicano, nonchè uno dei più popolari disc jockey a New York, che suonava nei block party del Bronx. Proprio questi party contribuirono ad alleggerire il clima di tensione che si respirava in questo quartiere. Quel giorno nacque certamente qualcosa di nuovo ed univo, destinato a fare la storia. DJ Kool si presenta con qualcosa di rivoluzionario: due giradischi, un mixer e una nuova tecnica checonsentiva  di ripetere senza interruzioni le sezioni più ritmiche dei dischi. Come in Giamaica, questi elementi erano accompagnati da performer che parlavano mentre suonava la musica; inizialmente furono chiamati  maestri di cerimonie , dall’ inglese MCs e, più tardi, proprio rapper. I primi rapper si focalizzavano sull’introduzione di sé stessi, del DJ. Le prime performance prevedevano cori del pubblico e molta improvvisazione. Bisognava essere in grado di fare rime in freestyle. Ciò richiede uno sforzo ed un’attività celebrale molto intensa.  Il movimento non si pone limiti ed ha anche uno scopo culturale ed etico preciso. Ben presto nascono associazioni con lo scopo di fornire delle indicazioni etiche ai giovani che si avvicinano a questo movimento. Le 4 principali discipline che poi deriveranno dalla cultura Hip Pop sono il B-boying (o Breakdance), legato al ballo, il Writing, legato alla pittura e aciò che diventerà street art e infine il Djing e l’MCing, che carateerizzano l’aspetto prettame ntemusicale di questa cultura,sviluppato da afroamericani e latinoamericani. Alcuni considerano il beatboxing il quinto elemento dell’hip hop.

 

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