“Hello world” dei Pinguini: perché l’umanità deve riemergere dalla tecnologia

Il 6 dicembre 2024 è uscito il nuovo album dei Pinguini Tattici Nucleari “Hello world”, un incoraggiamento quasi arrendevole all’umanità.

L’album “Hello world” contiene 15 tracce, per una durata complessiva di 47 minuti di ascolto. All’interno di questo album sono molte le canzoni che trattano temi molto attuali e legati alle nuove tecnologie. Ovviamente, non tutte le tracce sono di questo tipo e ci sono canzoni più stile “pinguini”, quindi un po’ più romantiche o che raccontano storie. Nel complesso, l’album vuole in qualche modo criticare la tendenza dell’umanità a lasciarsi alle nuove tecnologie, lasciando da parte proprio la parte più umana di sé. Il titolo stesso dell’album (che corrisponde al titolo della prima traccia) riprende i linguaggi di programmazione. Infatti, chi si approccia per la prima volta al mondo della programmazione informatica, inizia con lo stampare a schermo la stringa “hello world”. Vediamo in che modo il monito dei Pinguini Tattici Nucleari critica questa ultima tendenza umana e in che modo ci si può salvare.

Dicotomia digitale

Essendo nati nel ventesimo e ventunesimo secolo, è naturale che le nuove tecnologie permeino la nostra vita. Inizialmente non erano così presenti, ma oggi sono come una nostra protesi. Dall’avvento degli smartphone, qualsiasi cosa è gestita digitalmente, tanto che il telefono viene usato per tutto tranne che per telefonare. Nel brano “Nativi digitali” si racconta un futuro distopico. In realtà descrive proprio la tendenza delle persone di oggi a lasciare tutto in mano alle macchine per propria pigrizia. Si tratta infatti di corsa incessante verso le nuove tecnologie, perché ci sembrano il futuro. Raggiungendo prima il futuro, prima degli altri, si potrà avere il potere di decidere le sorti dell’umanità. Peccato che, correndo e non avendo dei filtri o dei parametri da seguire, le sorti dell’umanità sono decise a priori. “Dimenticandoci presto di essere animali“, le macchine prendono il sopravvento, fino a scoprire che alla fine l’uomo non conterà più niente. Questo brano vuole probabilmente essere il monito più grande che i sei musicisti vogliono darci.

Distopia digitale

A parlare di distopie tecnologie, legate alla robotica e il mondo digitale, sicuramente i Pinguini Tattici Nucleari non sono i primi. Alcuni autori che li hanno preceduti in letteratura sono sicuramente Isaac Asimov e Ray Bradbury. Asimov, essendo il padre della fantascienza, ha dettato le leggi della robotica e anche descritto situazioni in cui l’essere umano potrebbe soccombere alla macchina. Per questa ragione l’uomo non può andare avanti con il progresso con i paraocchi. Famosa è la scena in “Interstellar” di Nolan, in cui il protagonista Cooper segue un drone, ma si deve fermare all’ultimo per non cadere in un burrone. Questa scena significa proprio questo: inseguire la tecnologia e il progresso alla cieca porta inevitabilmente alla fine. Le macchine hanno dei limiti. La macchina umana ha il vantaggio di avere l’empatia. Quello che generalmente pensiamo sia una debolezza umana è in realtà lo strumento più forte che abbiamo: le emozioni. Queste ultime sono l’essenza dell’umanità, che non può essere replicata e che dobbiamo quindi difendere con le unghie. In questo modo non si finirà a vivere la distopia descritta da Bradbury in “Fahrenheit 451”, nella quale tutto è affidato alle macchine e alla tecnologia, in una società in cui l’essere umano ha scelto di non essere più.

La ricerca dell’umanità

L’essere umano non è solo una categoria di esseri viventi. Anche un batterio è un essere vivente. Pur sfociando in un pensiero specista, l’essere umano ha il valore aggiunto di saper cogliere la bellezza, l’arte e le emozioni. Oltre ad avere l’ingegno, il pensiero razionale e tutto ciò che porta l’uomo ad essere un passo avanti alle altre specie, l’umanità ha un valore che ci porta a rispettare tutto il resto del mondo esistente. L’umanità non è solamente la specie, ma anche il sentimento comune che ci porta ad unirci e valorizzare ciò che ci circonda. Dalla critica dei Pinguini Tattici Nucleari ai racconti di Asimov, Bradbury e altri autori, non c’è tanto spazio di interazione. Una volta avvisati e sicuramente consapevoli della direzione che stiamo prendendo, per non incappare in un futuro spiacevole e grigio, c’è solo la possibilità di provare di nuovo a rimanere sorpresi dalla bellezza di essere tondi e non quadrati. La copertina dell’album “Hello world” vuole forse rappresentare questo. Per quanto possa sembrare bello e accattivante, la scena di un falò tra amici viene dipinto in 8-bit. Questa rappresentazione rende sicuramente un passaggio al digitale, che quindi trasforma tutto in piccoli quadrati, eliminando le curve, eliminando i dettagli e le sfumature.

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