Il Superuovo

Grazie a “Cattive acque” ecco spiegato come i parametri dell’acqua possono determinare patologie nei pesci

Grazie a “Cattive acque” ecco spiegato come i parametri dell’acqua possono determinare patologie nei pesci

Alcuni parametri dell’acqua che a prima vista risultano essere poco importanti, sono in realtà in grado di determinare malattie e, per questo motivo, devono essere strettamente controllati.

“Cattive acque” è un film del 2019 che racconta la vera storia dell’inchiesta eseguita dall’avvocato Rob Bilott nei confronti della multinazionale Dupont, accusata di aver rilasciato nell’ambiente sostanze tossiche. Moltissime sostanze di origine antropica che vengono rilasciate nell’ambiente determinano numerose patologie anche nei pesci ma non solo: alcuni nemici sono “invisibili” come ad esempio un pH scorretto, ammoniaca e nitriti.

MALATTIE ASSOCIATE AL PH

Questo tipo di patologie riguardano principalmente i pesci che vivono in acqua dolce e, la maggior parte delle problematiche, è correlata all’acidità dell’acqua ovvero a un basso valore di pH. L’acidificazione delle acque si verifica solitamente in seguito alla precipitazione di piogge acide, normale attività metabolica negli ambienti confinati e a causa della massiccia presenza di alghe nell’acqua (la fotosintesi, durante le ore notturne, determina l’abbassamento del pH). Nel momento in cui si ha l’acidificazione dell’acqua, a livello branchiale si assiste alla perdita di sodio, cloro e acqua con conseguente aumento dell’ematocrito e delle proteine plasmatiche, situazione che poi degenera fino all’ipossia tissutale, in quanto l’acidificazione determina una minore affinità dell’emoglobina per l’ossigeno. Tra le altre conseguenze si ha una ridotta capacità riproduttiva, deformità scheletriche negli avannotti e ritardata maturazione delle ovaie. Se il pH dell’acqua risulta essere cronicamente basso, i pesci manifestano ipersecrezione di muco, che è una risposta alla situazione cronica di stress a cui sono sottoposti. Se invece il pH crolla improvvisamente, si osserva mortalità acuta, tremori e dispnea.

TOSSICITA’ DA AMMONIACA

La tossicità da ammoniaca è un problematica estremamente importante soprattutto nel campo dell’acquacoltura in quanto l’ammoniaca, se non controllata, è potenzialmente in grado di determinare fenomeni di mortalità acuta. L’aumento di ammoniaca nell’acqua può verificarsi per diverse ragioni, come ad esempio il sovraffollamento, ridotti cambi di acqua e l’utilizzo di filtri puliti di recente. L’accumulo di ammoniaca porta a condizioni di alcalosi con conseguente interferenza con l’osmoregolazione branchiale. Inoltre, l’alcalosi determina l’aumento del consumo di ossigeno nei tessuti, richiesta che tuttavia non può essere soddisfatta in quanto contemporaneamente viene ridotto il trasporto di ossigeno nel sangue. I segni clinici che suggeriscono un accumulo eccessivo di ammoniaca nell’acqua sono principalmente la riduzione del consumo dell’alimento somministrato, ipereccitabilità e, nelle forme croniche, riduzione della crescita associata a scarsa resistenza alle malattie. Per la diagnosi è necessario valutare i quantitativi di ammoniaca in cui 1 – 2 mg/L risultano essere letali mentre valori intorno a 0,5 mg/L risultano essere già piuttosto elevati ma non letali.

TOSSICITA’ DA NITRITI

La tossicità da nitriti può determinarsi in condizioni più o meno simili a quelle che si riscontrano nella tossicità da ammoniaca. Anche in questo caso fattori come sovraffollamento, ridotti cambi di acqua e l’utilizzo di filtri puliti di recente, possono favorire l’accumulo di questi composti nell’acqua. Nel momento in cui si ha l’accumulo di nitriti nell’acqua si genera metaemoglobinemia, ovvero la capacità di riduzione del ferro nel globulo rosso risulta essere inferiore alla sua stessa ossidazione. Pertanto, in questo caso, i soggetti colpiti manifestano letargia,  branchie e sangue di colore marrone scuro e infine dispnea. In questo caso per la diagnosi è necessario valutare il quantitativo di nitriti nell’acqua ed è inoltre necessario valutare il quantitativo di metaemoglobina nel sangue.

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