“Gli occhi di Monna Lisa” di Thomas Schlesser è il nuovo bestseller dell’editore Longanesi, che affronta il tema del potere salvifico dell’arte. Andiamo alla scoperta del perché questo libro è diventato un successo redazionale a livello globale.

“Fatto non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza” scriveva il Sommo poeta nel XXVI canto dell’Inferno, nella Divina Commedia. Se la conoscenza ci permette di vivere non come bruti, allora si può denotare che la letteratura abbia un potere salvifico. Scopriamo insieme quando avviene ciò e in quale arte è possibile ritrovarlo.
IL POTERE DELLA PAROLA
Fin da bambini ci viene insegnato che la parola ha un grande potere veicolativo, dunque è nostro dovere saper calibrare le parole, che possono avere un grande impatto sul mondo.
Dalle prime armi, l’uomo (animale razionale) ha iniziato a raccontarsi e a descrivere ciò che lo circondava attraverso il mezzo della scrittura. Con il suo sviluppo intellettuale, l’essere umano è passato a narrare i suoi sentimenti e desideri, le aspirazioni ma anche quelle che si configurano come delusioni.
Il potere della parola all’epoca era diventato così immenso e importante che tutte queste raccolte erano contenute nelle biblioteche pubbliche e private, tra cui si ergeva la Biblioteca di Alessandria D’Egitto, la più importante Biblioteca della storia che ancora oggi viene pianta amaramente per la sua distruzione.
Oggi sembra che un forte impatto nelle vite dell’autore e dei lettori è il potere terapeutico che viene attribuito alla letteratura contemporanea. Il tutto sarebbe determinato da una vita troppo frenetica, nata dallo sviluppo delle nuove avanguardie che hanno recato stress emotivo prima ancora che fisico. Attraverso la lettura, il lettore contemporaneo ha bisogno di trovare un mondo altro da sé è da quello in cui è immerso.

Ecco che oggi, per far fronte a questa necessità, è molto facile trovare in commercio tanti libri su librerie e biblioteche cui raccontano l’importanza della lettura e del benessere che dona questa attività.
IL POTERE SALVIFICO DELL’ARTE
Sempre più spesso con il termine arte vengono inglobate tutte le espressioni artistiche esistenti: la musica, la danza, la letteratura e infine l’arte figurativa. Se sulla musica e la letteratura l’idea di potere rendentivo è fin troppo chiaro (ricordiamoci il discorso di Giovanni Allevi al Festival di Sanremo), quando si parla di arte figurativa tutti rimangono perplessi, tranne i critici e gli esperti del settore. Siamo qui oggi per sciogliere questo dubbio amletico: le opere d’arte hanno un potere salvifico.
Ma chiamiamo in causa uno dei massimi filosofi che si sono approcciati alla risoluzione di questo quesito, Georg Wilhelm Friedrich Hegel.
Hegel riteneva l’arte la forma più nobile tra le forme espressive, in quanto ci fornisce la diretta possibilità di entrare in contatto con noi stessi, rafforzando la consapevolezza della nostra dimensione soggettiva.
Oggi in una società che si configura liquida, così come espresso da Baumann, non c’è più posto per rapporti umani che permettono di sollecitare il movimento interiore dello spirito che consente, a sua volta, di riconoscersi come essere pensanti. Insomma, in soldoni non c’è più spazio per la soggettività all’interno di una società che vive una vita frenetica all’insegna dell’omologazione. Proprio per tale motivo l’arte gioca un ruolo ancestrale, tale da permetterci di allenarci dal mondo per poter riscoprire il nostro vero io.
L’arte è esperienza di universalità. Non può essere solo oggetto o mezzo. È parola primitiva, nel senso che viene prima e sta al fondo di ogni altra parla. È parola dell’origine, che scruta, al di là dell’immediatezza dell’esperienza, il senso primo e ultimo della vita.
“GLI OCCHI DI MONNA LISA” DI THOMAS SCHLESSER
Chiarito il concetto che sia l’arte e la letteratura hanno entrambe un potere salvifico, possiamo giungere alla domanda successiva: esiste un libro che riprende il potere salvifico letterario e artistico? La risposta è affermativa e viene in nostro aiuto lo storico d’arte Thomas Schlesser che, lo scorso 20 febbraio ha pubblicato il suo già bestseller Gli occhi di Monna Lisa.
Lisa è una bambina di poco più di dieci anni, quando un giorno per uno strano caso del destino perde la vista per quarantacinque minuti. Allarmati dalla possibile cecità della figlia, i genitori la portano dai migliori specialisti che danno lo stesso riscontro: la bambina non ha nessun problema fisico, ma qualcosa non quadra nella sua psiche, per questo si raccomandano delle sedute dallo psichiatra. È qui che interviene il nonno di Lisa, uomo burbero ma dall’indole buona.
Il nonno ritiene che, se veramente la nipote rischia la vita, non deve perdere tempo da uno “strizzacervelli”, bensì deve vedere tutto ciò che di più bello l’uomo ha fatto. È così che ogni settimana il nonno accompagna la piccola Lisa a visitare i tre musei più importanti al mondo: il Louvre, il Museo d’Orsay e il Beaubourg.
Non è un semplice romanzo, è un viaggio poetico alla scoperta delle misteriose bellezze del mondo e la capacità di mettere a nudo l’anima dei protagonisti e del lettore.
Nella quotidianità determinata dalla classificazione e la separazione dell’utile e l’inutile, recuperare il contatto con la contemplazione artistica è fondamentale per salvaguardare il mondo interiore che ognuno di noi custodisce: l’arte in tutte le sue forme ci permette di entrare in contatto con il nostro io interiore, necessario per la costruzione di rapporti veri e intensi.