Gli effetti del Gaming disorder: dall’ansia alla morte, una dipendenza che preoccupa la Cina

Il gaming disorder, ovvero la dipendenza dai videogiochi, diventa un fenomeno da combattere. Sempre più infatti sono i giovani che non riescono a controllare i loro comportamenti. 

Gli effetti del Gaming disorder: dall'ansia alla morte, una dipendenza che preoccupa la Cina

La dipendenza dai videogiochi è un argomento che si ripropone sempre più frequentemente e che sembra colpire i più giovanissimi. Adolescenti e ragazzi, ma anche bambini non riescono a staccarsi dai loro giochi tecnologici. Tanto che l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha deciso di dichiarare guerra ai videogiochi, inserendo questa dipendenza tra le patologie mentali. Il gaming disorder, nome dato a questo disturbo, verrà inserito nell’ultima revisione dell’International Classification of Deseases (ICD 11).

Il Gaming disorder

Gli adolescenti sempre più incollati ad uno schermo non riescono ad avere un normale controllo di ciò che accade loro giornalmente. È per questo che l’OMS, visto l’ormai problema dilagante, ha definito i principali criteri che ci permettono di capire quando un uso consono dei giochi si trasforma in malattia. Difatti di gaming disorder non soffrono tutti coloro che hanno una passione sfrenata per questo tipo di intrattenimento, per fortuna sono pochi quelli che non riescono affatto a regolarsi. Per essere considerata una patologia, si devono assumere dei comportamenti persistenti e ricorrenti che prendono il sopravvento sugli altri aspetti della vita. Anche quando si subiscono gli effetti negativi di tale atteggiamento non si riescono a controllare le proprie azioni. Inoltre questo disordine, proprio come tutte le dipendenze, impatta sulla realtà personale, familiare e sociale. Infine per parlare di malattia si deve protrarre per almeno dodici mesi, meno nei casi gravissimi.

Gli effetti del Gaming disorder: dall'ansia alla morte, una dipendenza che preoccupa la CinaComplicanze e conseguenze

Le conseguenze di non avere più un vero controllo sugli aspetti della propria vita sono molteplici. Effetti disastrosi dipendenti dai disturbi del sonno piuttosto che da quelli alimentari. Alienazione, isolamento, introversione sono i sintomi che più si notano in un adolescente. Purtroppo una vita dedicata all’uso smodato del gioco online può causare un sempre maggiore senso di frustrazione, depressione, ma soprattutto ansia. Le persone ansiose sono caratterizzate da tremolii, tensioni, vivono con un costante senso di minaccia e preoccupazione. I ragazzi che si trovano ad affrontare un livello difficile, che non riescono a superare il loro limite nel gioco, non fanno altro che fomentare la loro agitazione. Ciò non ha solo ripercussioni deleterie psicologicamente parlando, ma questo tipo di perenne stato di agitazione causa anche un preoccupante aumento della pressione arteriosa, quindi tachicardia, sudorazione e vertigini.

La Cina corre ai ripari

Il governo cinese ha deciso di adottare misure che potremmo definire drastiche al fine di contenere questa problematica e ha così messo in atto un vero e proprio coprifuoco. Il nuovo regolamento vieta ai giovani al di sotto dei diciotto anni di giocare dalle 22 alle 8 e per non più di 90 minuti continuativi nei giorni feriali. Mentre nei giorni festivi possono utilizzare i videogames per un massimo di tre ore. Non è solo il limite temporale ciò che il governo di Pechino ha precisato, ma anche il limite di spesa. Se si ha un’età inferiore ai sedici anni, si può spendere un massimo di 200 yuan, ovvero 36 euro; la cifra raddoppia nel range che va dai sedici ai diciotto anni. C’è da dire però che, mentre nel mondo occidentale le aziende si sono ribellate alle parole e alle dichiarazioni dell’OMS, in Cina è stata tutta un’altra storia. Il più grande colosso dei giochi cinese Tencent ha già preso delle precauzioni. Si deve fornire la carta d’identità e la data di nascita in fase di registrazione e ha vietato il gioco ai minori di tredici anni. Ha inoltre prontamente precisato che faranno in modo di creare dei dispositivi anti-dipendenza. Pechino ha deciso di utilizzare il pugno duro, di lottare aspramente contro un hobby che non può diventare causa di malattie e, nei casi peggiori, di morte. Un diciasettenne a Guangzhou è morto dopo aver giocato ininterrottamente per tre giorni.

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