Elio e le storie tese, i Nietzsche della musica italiana

Elio e le storie tese, i Nietzsche della musica italiana

5 Luglio 2018 Off Di Francesco Rossi

Il 29 giugno è salito sul palco per l’ultima volta (forse) lo storico gruppo Milanese “Elio e le storie tese”, una band che ha fatto della simpatia e della versatilità di stile il fulcro della propria carriera. Questa continua ricerca unita all’uso dell’ironia e di prese di posizione molto marcate rende gli Eelst per certi versi simili al grande filosofo tedesco Friedrich Nietzsche.

Breve storia del “complessino”

Gli Elio e le storie tese, simpaticamente soprannominati appunto “il complessino”, hanno tenuto il loro primo concerto nel 1980 e pubblicato il primo di dieci album di inediti “Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu” nel 1989, ottenendo subito una discreta fama, seppur di nicchia. La celebrità vera e propria arriva nel 1996 grazie a una clamorosa partecipazione al festival di Sanremo che li vedrà arrivare secondi con il brano “la terra dei cachi”. In seguito si scoprirà, grazie ad un’indagine dei carabinieri, che in realtà il gruppo vinse al televoto ma che l’organizzazione oscurò i risultati per non assegnare a loro la vittoria. Successivamente si distingueranno sia per i lavori in studio sia per una fortunata carriera televisiva, unita a una sempre intensissima attività concertistica. Nel 2016 hanno pubblicato il loro ultimo album inedito “Figgatta de Blanc”, vincitore del premio Tenco grazie alla canzone “Bomba Intelligente”. Sono da tutti conosciuti principalmente per l’ironia delle loro canzoni, ma è sbagliato definirli giullari per questo, infatti non hanno mai rinunciato a trattare temi delicati quali l’aborto, come nel brano “Cassonetto Differenziato”, un’ironica provocazione ad istituire dei bidoni per i neonati da abbandonare in alternativa al divieto di abortire. Altra canzone densa di significato è “Tapparella”, pezzo che ha il privilegio di concludere i loro concerti. In “Tapparella” gli Eelst parlano di come l’emarginazione e il bullismo portino spesso alla droga. Il loro stile è estremamente vario, e hanno orchestrato le loro canzoni con qualunque tipo di genere musicale: salsa per “El Pube”, prog in “Come Gli Area” o addirittura liscio nella poco nota “Valzer transgenico”. Non mancano poi numerose citazioni, spesso veri e propri omaggi alla musica di altri artisti, come a Ligabue in “Bis” o a Jovanotti in “La Visione”, ma anche ai Litfiba in “Litfiba tornate insieme”. Omaggi ad artisti stranieri sono innumerabili e presenti in quasi ogni nota, il più celebre è probabilmente il reef di chitarra di “I Feel Fine” dei Beatles inserito nel brano “Pipppero”.

E Nietzsche dove sta?

Al momento Elio e le storie tese non hanno ancora composto una canzone sull’eterno ritorno o sul nichilismo, e più che di superuomo hanno parlato di supergiovane, ma la loro comunanza col filosofo tedesco sta più nello stile vario e sperimentale che nei contenuti. Nietzsche ha spaziato ogni tipo di scrittura adattandola al messaggio che voleva trasmettere. “La nascita della tragedia” ad esempio è scritto in forma storiografica, “Umano troppo umano” è una raccolta di aforismi, e il celebre “Così parlò Zarathustra” addirittura in stile evangelico. Ogni sua pubblicazione è accompagnata da una forte ironia capace di accompagnare anche grandi temi di morale come la trasvalutazione dei valori. L’ironia come mezzo è quindi sicuramente un grande punto di incontro tra Nietzsche ed Elio e le storie tese, ma non solo. Talvolta il tedesco ha scritto pagine che in apparenza non hanno un reale significato, oppure è molto sfumato, se non addirittura rimasto incompreso. Canzoni come “I Delfini Nuotano” se ascoltate sembrano proprio senza senso. Questa in particolare viene cantata da tutti i membri della band, e le loro parti cucite insieme in modo da farle sembrare slegate e dando loro un effetto psichedelico. Nonostante questo la canzone è densa di significato, con frasi contro il razzismo e in favore dell’amore in generale. Oltre a questo, la loro unicità e la loro irripetibilità li rende, anche solo come personaggi, simili a Nietzsche, e se davvero si sono sciolti si può stare certi che questo tipo di band con questo tipo di stile e di comunicazione probabilmente non si rivedrà più.