Il Superuovo

Ecco come il personaggio di Jessica Rabbit ci fa riflettere sulla tutela delle specie marine

Ecco come il personaggio di Jessica Rabbit ci fa riflettere sulla tutela delle specie marine

Bellissima e seducente, Jessica Rabbit ci fa capire come un’immagine sbagliata ci porti a errori di valutazione che, nel caso delle specie acquatiche, possono avere conseguenze disastrose.

Jessica Rabbit è un personaggio del film d’animazione ” Chi ha incastrato Roger Rabbit?” datato 1988. La sua bellezza e l’aspetto da diva la rendono agli occhi degli altri una donna di cui non fidarsi, nonostante in realtà sia coraggiosa, intelligente e talentuosa. Questo aspetto viene delineato nella sua più celebre citazione “io non sono cattiva, è che mi disegnano così” e, purtroppo, succede lo stesso con alcune specie acquatiche che nell’immaginario collettivo sono raffigurate come predatori spietati o nemici sconosciuti da combattere in ogni modo. La realtà dei fatti però è ben diversa e purtroppo gli atti di violenza nei confronti di questi animali sono ancora numerosi e stanno portando ad un calo drastico di queste specie nell’ambiente marino.

ANATOMIA GENERALE DEGLI SQUALI E DEI TRIGONI

Entrambi questi animali appartengono alla classe dei pesci cartilaginei, la cui struttura ossea è quindi costituita per la maggior parte da cartilagine con la presenza di pochissime aree calcificate (ad esempio, alcune ossa craniche degli squali possono essere calcificate per avere una maggiore resistenza agli impatti). Per quanto riguarda gli squali, sono caratterizzati da un corpo allungato ricoperto da scaglie che lo rendono estremamente idrodinamico. A differenza di questi, i trigoni (o pastinache) appartengono al gruppo delle razze e sono pertanto pesci cartilaginei caratterizzati da un corpo appiattito, una bocca dotata di denti posta in posizione ventrale e una coda lunga e sottile.  Gli squali presentano inoltre una netta distinzione delle pinne pettorali dal corpo, pinne che nei trigoni appaiono invece fuse al corpo dando l’aspetto di ali. Mentre gli squali vivono a diverse profondità della colonna d’acqua dove si alimentano prevalentemente di pesci o ad esempio carcasse, i trigoni vivono a stretto contatto con il fondo sabbioso dove si mimetizzano, e la loro alimentazione è prevalentemente composta da piccoli vertebrati bentonici. La diversa alimentazione determina inoltre un’importante differenza nei denti di questi animali. Gli squali presentano infatti tre file di denti appuntiti e tendenzialmente seghettati, di cui la fila esterna risulta essere costituita dai denti più vecchi destinati a cadere. Questo fenomeno di scorrimento dei denti dall’interno verso l’esterno prende il nome di polifiodontia e garantisce agli squali la costante presenza di denti nuovi. I denti delle pastinache risultano essere molto più piccoli ma decisamente numerosi, ottimi quindi per una caccia che si svolge sul fondale e non nelle acque aperte.

I TRIGONI E LA PAURA DI CIO’ CHE NON SI CONOSCE

Molta della paura nei confronti dei trigoni risiede nel fatto che questi animali sono dotati di una spina velenifera posta a circa metà della coda. Questa spina cartilaginea è seghettata ed è pertanto in grado di penetrare facilmente la pelle degli esseri umani determinando una lesione. La presenza di specifiche cellule poste sulla spina determinano il rilascio all’interno della ferita di due tossine, galectina e cistatina. La prima tossina determina l’insorgenza di necrosi nei tessuti, mentre la seconda è in grado di ostacolare le risposte difensive dell’organismo. Fa paura vero? E invece non dovrebbe. Nonostante gli effetti di queste tossine varino a seconda della zona colpita, raramente le punture di trigone che vengono opportunamente trattate determinano morte o danni permanenti nel soggetto colpito. Sarà la presenza di questa spina o l’aspetto poco accattivante (diciamocelo però onestamente, l’unico problema qui è la mancanza di una corretta informazione), ma le estati scorse questi animali estremamente pacifici sono stati oggetto di orride violenze da parte di alcuni bagnanti. I trigoni si spostano infatti verso la riva per riprodursi, dove purtroppo spaventano i bagnanti, per poi allontanarsi esattamente come sono arrivati. E’ pertanto chiaro che uccidere i trigoni nel momento della riproduzione non porta all’ottenimento di una nuova generazione, anche perché questi animali danno alla luce ad un basso numero di cuccioli per individuo. Se mai vi capitasse di vedere un trigone in prossimità della riva, ecco un semplice consiglio: osservateli da una certa distanza senza disturbarli in alcun modo. Non urlate e non allontanateli, lasciategli semplicemente i loro spazi e i loro tempi. Sappiate inoltre che molti centri di ricerca e monitoraggio della fauna marina accolgono sempre con molta gioia le notizie di questi avvistamenti. Potete pertanto contattare la capitaneria di porto, segnalando il luogo dell’avvistamento, o i centri di recupero della zona. In conclusione, deve essere ben chiaro che i trigoni sono animali assolutamente pacifici, usano infatti il pungiglione al solo scopo di difesa se vengono disturbati o spaventati.

Trigone viola (intotheblue.it)

GLI SQUALI E LA FAMA DEL PREDATORE FUORI CONTROLLO

Gli squali, da sempre, sono considerati violenti e fuori controllo quando in realtà sono animali assolutamente incompresi. Infatti, al contrario di quanto si pensi, non hanno il minimo interesse nell’uomo e infatti non è mai stato documentato alcun caso di esseri umani letteralmente mangiati da uno squalo. La mancanza di interesse nei confronti dell’essere umano è spiegato da un semplice fatto: non facciamo parte dell’alimentazione di questi animali. Sappiate per tanto che uno squalo, molto probabilmente, deciderà di ignorarvi completamente. Come si spigano quindi i morsi da parte degli squali nei confronti degli esseri umani? Ci sono ancora molti interrogativi, ma una delle spiegazioni riguarda il cosiddetto “morso esplorativo”. Nel momento in cui uno squalo non è sicuro della natura della preda con il quale si rapporta, esattamente come un bambino tocca un oggetto per imparare come è fatto, uno squalo, non avendo le mani, morde. Dopo azioni del genere gli squali si allontanano, questo perché con un solo morso sono immediatamente in grado di determinare che l’uomo non ha un quantitativo sufficiente di grassi per essere una preda soddisfacente. Il problema risiede ovviamente nella forza del morso e nella grandezza della bocca di questi animali che, in soggetti come l’uomo, possono determinare gravissimi danni. Le statistiche in questo caso parlano però chiaramente: questi episodi sono fortunatamente pochi, e quelli mortali sono ancora meno. Nonostante i dati e le statistiche disponibili, la fama di bestie fuori controllo viene fomentata soprattutto dai film che contribuiscono ad accrescere la paura in tutta la popolazione mondiale a un livello tale da determinare una caccia spietata e incontrollata nei confronti degli squali. In alcune zone del mondo le battute di caccia allo squalo sono diventate una vera e propria attrazione turistica e questo, insieme ad altre cause, ha portato al drastico calo del numero degli squali. Purtroppo queste specie molto spesso non sono tutelate come succede invece nel caso di delfini o tartarughe, e non vi è quindi una vera e propria normativa per la loro protezione. Vi sono inoltre tradizioni culinarie che determinano la scomparsa di questi animali, come ad esempio la zuppa di pinne di squalo, che si ottiene tagliando le pinne dorsali e pettorali dell’animale per poi ributtarlo in acqua dove purtroppo muore. Anche in Italia si consuma carne di squalo: in alcuni casi le carni sono infatti apprezzate per la mancanza di spine, in altri vengono sfruttate in frodi alimentari in quanto la colorazione e la consistenza dei tessuti risulta essere molto simile a quella del pesce spada. Vi è però ancora una domanda in sospeso: perché gli squali sono così importanti? La risposta è da ritrovarsi nel ruolo fondamentale di questi animali nel mantenere in equilibrio moltissimi ecosistemi marini. L’esempio più semplice riguarda le barriere coralline: gli squali, nutrendosi di pesci, evitano che questi proliferino eccessivamente distruggendo i coralli e le alghe di cui si alimentano. In questo modo viene quindi favorita la sopravvivenza stessa dei pesci, garantendo un quantitativo sufficiente di alimento per tutti i soggetti presenti. Come nel caso precedente, è bene segnalare gli avvistamenti alla capitaneria di porto o agli enti di ricerca, questo perché le informazioni riguardanti questi animali sono ancora davvero poche ed è necessario l’aiuto di tutti per proteggere e comprendere al meglio questi animali.

Squalo palombo, comunemente consumato in Italia (chioggiapesca.it)

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: