Ecco come gli anni ’80 ci fanno riscoprire i classici natalizi più amati

Dopo la pubblicazione delle canzoni di Natale più redditizie, ecco i tormentoni natalizi che che ci hanno accompagnati negli ultimi decenni.

Vediamo quali di questi classici di Natale sono tornati in voga alla luce dell’attuale situazioe economico-politica.

Classici moderni

Ci sono dei classici moderni che hanno accompagnato una generazione cresciuta negli anni Ottanta, fissandosi nell’immaginario collettivo, le cui influenze spaziano dal mondo del rock e del pop. Nonostante abbiano già alcuni decenni, restano in tendenza sulle principali piattaforme online di streaming, coinvolgendo anche le generazioni più giovani. Probabilmente il genere delle canzoni natalizie è quello che più di tutti riesce ad abbattere le barriere temporali, apparendo sempre in voga e mai corrotto da tempo. Al giorno d’oggi con il ripresentarsi di numerosi conflitti, è  sempre più che attuale la canzone ”War Is Over” di John Lennon, uscita nel dicembre del 1971, è diventata a tutti gli effetti uno standard natalizio. È allo stesso tempo una canzone di Natale e un inno di protesta contro la guerra, quella del Vietnam.

Il fattore culturale

Questo fenomeno sociologico delle canzoni di Natale può essere analizzato sotto molteplici punti di vista. Una delle più interessanti, oltre all’analisi economica di tormentoni che stanno vendendo di più a distanza di anni, è sempre sostenuta da una teoria socio-antropologica molto importante. La musica delle feste natalizie sembra essere stata progettata in laboratorio per diventare un tormentone. Nonostante tutto ciò non ci sono studi scientifici che possono affermare questo fenomeno. Sicuramente questo è influenzato anche da fattori emotivi e culturali, la cui importanza non va assolutamente sottovalutata.

Gli anni Ottanta in Europa

Gli anni Ottanta furono un decennio di grandi mutamenti a livello europeo e internazionale; la prima metà fu contrassegnata da tensioni invece la seconda parte fu un periodo di ripresa e sviluppo. I mutamenti culturali, sociali e i flussi migratori avevano mutato le società europee e lo stato sociale entrava in crisi, perché cambiava società e aumentava l’automazione e molti settori entrano in crisi nella prima metà del secolo. In campagna aumentò la disoccupazione e contraccolpi economici, mentre erano cresciute le aziende a merchi internazionali, le piccole aziende erano implose non sostenute dalla politica causando un peggioramento del reddito delle famiglie. In Gran Bretagna e in Belgio ci furono sacche di disoccupazione create dalla sostituzione del settore carbonifero con il petrolio.

 

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