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Ecco come costruire un mondo del tutto immaginario: ne parlano Carroll e Jeunet

Ecco come costruire un mondo del tutto immaginario: ne parlano Carroll e Jeunet

Alice e Amélie sono protagoniste di storie ben note, in letteratura e al cinema, eppure i loro mondi sono ben diversi, malgrado siano entrambi frutto di fantasia e immaginazione.

Cos’hanno in comune Alice nel Paese delle meraviglie di Lewis Carroll e Il favoloso mondo di Amélie di Jean Pierre Jeunet?
Si tratta certamente di due fortunatissime opere, che hanno riscosso un enorme successo. Alice è la protagonista di un romanzo di epoca vittoriana, da cui sono state tratte diverse pellicole, che si presenta come un testo molto originale in quell’epoca, andando a collocarsi nel genere del limerick, ovvero la letteratura non-sense.
Per quanto riguarda Amélie, l’uscita del film riscosse un enorme successo seppure qualcuno, tempo dopo, avesse evidenziato quanto sia pericoloso dare un’idea romantica di alcuni disturbi psicologici.
Ad ogni modo, entrambe le storie sono ambientate in mondi “favolosi” per l’appunto, ben diversi dalla realtà.

Alice e il Paese delle meraviglie

Nel romanzo di Carroll, Alice si ritrova in un mondo fantastico dove accadono cose surreali e bizzarre, a causa della sua curiosità. La bambina infatti, tentando di capire dove fosse diretto un coniglio bianco col panciotto, si ritrova letteralmente catapultata in un luogo che sembra trovarsi agli antipodi della sua realtà, sia per posizione geografica che per organizzazione politica e sociale.
Il Paese delle meraviglie ha strade che conducono ovunque, con cartelli ambigui e strade popolate di personaggi matti (o quasi), che stravolgono ogni convinzione della piccola Alice. Lo stregatto mette in dubbio il fatto di poter tornare a casa, mentre il Cappellaio e la Lepre Marzolina la invitano ad un ricevimento ove stravolgono completamente le regole dell’etichetta inglese, il Brucaliffo poi riuscirà addirittura a rovesciare il concetto di soggettività della povera bambina. Per giunta, il Paese è governato da una regina molto poco democratica, che punisce i suoi sudditi decapitandoli e che inviterà Alice a testimoniare al processo per un furto di torte.

 

Il mondo di Amélie

Amélie Poulain è un personaggio delicato e poetico creato dal regista Jean-Pierre Jeunet, che di certo non aveva intenzione di mettere in luce solo l’aspetto psicologico di tale pellicola ma, inevitabilmente, ad un secondo sguardo appare chiaro e nitido il dolore e le condizioni della protagonista (secondo alcuni studiosi le manie del personaggio potrebbero essere riconducibili al disturbo evitante di personalità).
In ogni caso, Amélie vive in una Parigi che, attraverso i suoi occhi, vuole mostrare le difficoltà dei rapporti umani e il dramma di una soggettività complessa.
Amélie ha vissuto un’infanzia triste e solitaria, ma le sue giornate sono arricchite da piccoli piaceri (come immergere le mani nei legumi o rompere la crosta di una créme bruleé), che vive in totale solitudine. Di fronte ad una tale incapacità di stringere relazioni umane, ella incontra talvolta dei personaggi mezzi matti (come per Alice) e tenta di trovare uno scopo alla sua esistenza.

 

Due mondi visti da occhi diversi

Si tratta di due personaggi complessi, che si muovono pertanto in due ambienti altrettanto complessi. Eppure, sia Alice che Amélie sono accomunate dalla potenza della propria immaginazione.
Per Alice, il Paese delle meraviglie non rappresenta altro che un rovesciamento del mondo vittoriano e dei suoi valori, in quanto il testo è popolato da una serie di caricature grottesche dei classici nobili inglesi e vi è addirittura un totale rovesciamento politico.
Alice, seppur sognando, si ritrova in un mondo totalmente stravagante, mentre il mondo di Amélie, al contrario, non ha nulla di speciale né di “favoloso”.
L’elemento interessante nella vita di Amélie è che di fronte ad una Parigi splendida, ma pur sempre troppo mainstream al confronto con il Paese delle Meraviglie, sia proprio lei a rendere ogni giorno “favoloso”. Amélie non si trova infatti in un mondo fantastico, ma sono i suoi occhi a vederlo tale, le sue stravaganze e le sue eccentricità che intrecciano un dramma poetico ad un leggero romanticismo che ci mostra quanto sia potente l’immaginazione umana, capace di ribaltare completamente la nostra visione delle cose, delle persone intorno a noi e, talvolta, persino di noi stessi.

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