Il Superuovo

Ebola: vaccino in utilizzo in un recente focolaio

Ebola: vaccino in utilizzo in un recente focolaio

Il primo agosto 2018, è stato confermato un nuovo focolaio di ebola nella repubblica democratica del Congo. Sembra che sia la specie Ebola Zaire, ad aver provocato il focolaio, ma non è ancora sicuro. Per una conferma sarà necessario aspettare fino al 7 agosto, circa, quando il genoma del virus sarà sequenziato.

Congo: zona endemica e problematica

Il Congo è una regione endemica di ebola. Questo ultimo focolaio rappresenta solo il decimo di una serie che prosegue dal 1976. Il ministero della salute pubblica del Congo dichiara “Anche se non ci aspettavamo una decima epidemia così presto, il rilevamento del virus è un segno del buon funzionamento del programma di monitoraggio”. Difatti, la comunicazione degli eventi è stata tempestiva. Il centro del focolaio è localizzato vicino al confine con l’Uganda. Il 28 luglio è partita una comunicazione dal centro per la salute di Kivu al ministero della salute pubblica, di 26 casi di febbre emorragica. Il Kivu è attualmente zona di guerra. Le analisi avrebbero poi confermato che si trattava di ebola.

Il vaccino contro l’ebola, mai approvato

Si era cominciata la sperimentazione sul campo di un vaccino contro l’ebola, successivo al grande movimento mondiale dopo l’ultima epidemia. Questo vaccino era stato utilizzato anche in Equador con successo, ma in assenza di qualsiasi studio strutturato sui malati,

Il vaccino contro l’ebola, dall’epidemia del 2014 https://www.newsghana.com.gh/dr-congo-takes-delivery-of-first-experimental-ebola-vaccine/

non era stato possibile approvarlo. Il vaccino resta quindi un mezzo non autorizzato globalmente. Vista la sua efficacia dimostrata sul campo Equadoregno, oltre che nell’ultima epidemia congolese, il ministro della salute pubblica ha tuttavia deciso di utilizzarlo anche in questa evenienza. “È solo buon senso” dichiara: erano difatti disponibili subito dosi del vaccino avanzate all’ultima epidemia, ed era disponibile l’adeguata equipe scientifica, e l’autorizzazione del comitato etico.

Le difficoltà

Nonostante le buone premesse, la distribuzione del vaccino potrebbe essere difficile. Sebbene dalle nazioni unite abbiano messo a disposizione 3000 dosi del vaccino, pronte ad arrivare in Congo in poche ore, la regione Del Kivu è zona di guerra. Il presidente del ministero della salute avverte che potranno essere necessarie scorte armate, per il raggiungimento delle zone più disagiate. Inoltre, il vaccino è creato sul modello del E. Zaire, che è solo una delle 4 specie patogene dell’Ebola. Sebbene quindi sia probabile che questo focolaio sia dovuto allo Zaire, non si avranno risposte certe prima del 7 agosto. Il ministro della salute ha proposto anche una cura alternativa, presente in letteratura scientifica, ma mai testata strutturalmente. Questa proposta è tuttavia attualmente al vaglio della commissione etica.

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