Cosa è l’amore? In base a cosa scegliamo il nostro partner? Perché sentiamo quel focoso bisogno di accoppiarci pena la disperazione più totale?

Richard Dawkins, etologo di fama mondiale, prova a dare una risposta a queste domande, sconvolgendo il mondo della biologia. Nel suo libro “Il gene egoista“, Dawkins dice che il motore primo di tutti i comportamenti umani è proprio il gene stesso. I geni cercano di riprodursi per vivere in eterno attraverso la specie, noncuranti della volontà individuale. L’egoismo del gene non è un comportamento volontario consapevole, ma una semplice “programmazione” naturale. Così i geni egoisti si riproducono continuamente per permettere all’umanità di prosperare e per assolvere soprattutto le loro funzioni. In questo caso, l’individuo viene spogliato della sua volontà, diventando un contenitore asettico.
La risposta della scienza
In moltissimi si sono scagliati contro Dawkins mostrando obiezioni che però alla fine andavano ad avvalorare la sua tesi. Lo zoologo e giornalista inglese Matt Ridley ha trovato però in Dawkins una interpretazione interessante. Il gene egoista permette all’uomo di riprodursi in modo asettico ma anche di cooperare per poterlo fare. Tramite questa “programmazione” del gene gli individui cercano di associarsi, di prosperare e di creare comunità. Senza quindi l’azione di questi geni, non potrebbe esistere la società. Ma la prospettiva cooperante di Ridley rende il gene meno egoista, rimandando ad una certa necessità naturale che garantisce il bene comune in quanto specie. Ridley si tiene comunque ben lontano da spiegare il fenomeno dell’amore tramite la teoria del gene egoista.
La risposta della filosofia
Il filosofo tedesco Richard David Precht nel suo libro “Amore – Un sentimento disordinato“, si scaglia contro Dawkins riscontrando nella sua teoria diversi problemi. Se è vero che il gene egoista vuole solo prosperare, è anche vero che moltissimi individui non fanno figli. Di primo impatto questa può sembrare una obiezione banale o comunque possiamo dare la colpa alla civiltà che complica la dimensione naturale. Se però vediamo come anche in natura alcuni animali non si accoppiano, tutto diventa più chiaro. Altra obiezione è quella sull’omosessualità, presente anche in natura. Precht dice che l’omosessualità non può essere una falla costante e ripetuta nel tempo perché il gene egoista, visti i suoi obiettivi, avrebbe evitato di trasmettere i caratteri dell’omosessualità. Inoltre, Precht rifiuta la descrizione dell’amore come mero strumento di sopravvivenza dei geni. Nell’amore c’è tutta la dimensione individuale che comprende cervello, emozioni e sentimenti.
La teoria di Dawkins resta comunque una delle più importanti e dibattute in ambito biologico e filosofico. Sicuramente la scienza ad oggi non possiede gli strumenti per spiegare, nella sua interezza, un fenomeno complesso e fondamentale come l’amore e, forse, non ci darà mai una risposta univoca.
