Il Superuovo

“Dall’Azzecca-garbugli a Saul Goodman, l’avvocato al servizio del crimine nella cultura di massa”

“Dall’Azzecca-garbugli a Saul Goodman, l’avvocato al servizio del crimine nella cultura di massa”

L’ avvocato azzecca-garbugli è una delle figure più particolari de “I promessi sposi”. Egli entra in scena nel momento in cui Renzo, stufo dei soprusi di don Rodrigo, decide di affidarsi alla legge per riuscire finalmente a sposare Lucia.
Per un malinteso l’avvocato si convince che il ragazzo sia un bravo e gli prospetta una serie di modi per trarlo d’impaccio sfruttando delle escamotage del codice giuridico.
Questa figura sembra ridurre la legge a mera questione di interpretazione, facilmente piegabile al volere di chi la conosca a fondo.
Inoltre una volta chiarito il disguido e resosi conto che Renzo rappresenta la parte lesa, sentendo che egli ha ricevuto un torto da nientemeno che Don Rodrigo, l’avvocato decide di lavarsene le mani.
La figura dell’avvocato vigliacco, al servizio del crimine e dotato di una scarsa moralità è entrata nella cultura di massa arrivando fino ai giorni nostri, con “Better Call Saul”, serie originale Netflix.
Il protagonista, Saul Goodman, rispecchia perfettamente la figura dell’Azzecca-garbugli e, col suo comportamento da volpe sempre pronta a cercare scorciatoie e vie d’uscita, inserisce importanti temi di riflessione sul mondo della legge.

“S’all good, man”, il nome stesso di Saul Goodman proviene da un gioco di parole per attirare clienti che letteralmente andrebbe tradotto “Va tutto bene, amico”. Già, così afferma Saul ai suoi clienti, anche nelle situazioni più disperate. Questo incredibile personaggio, partorito dalla mente di Vince Gilligan ed inizialmente destinato esclusivamente a divenire l’avvocato di Walter White in Breaking Bad, manifesta nello spin-off a lui  dedicato, Better Call Saul, un’abilità ed un’intelligenza fuori dal comune. Tuttavia, a seguito delle vicende narrate nel corso della serie, egli diventerà sempre di più un “avvocato fuori legge”, sempre pronto ad aiutare borseggiatori e delinquentelli che rappresentano infatti la maggior parte della sua clientela. Non ha scrupoli e seppur mostri una forte intraprendenza, in realtà come l’azzecca-garbugli questo personaggio vive sempre nel terrore dei potenti, pronti a schiacciarlo in ogni momento come una formica. Nonostante il paragone fra le due figure possa diventare bizzarro, in realtà esse si somigliano molto. Entrambi operano ai limiti della legalità ed hanno una visione della legge per così dire “originale”. “All’avvocato bisogna raccontar le cose chiare: a noi tocca poi imbrogliarle.”, così afferma l’uomo di legge manzoniano, ben dipingendo l’idea di avvocato che piuttosto che attenersi rigidamente al vero significato della legge, pur di trarre d’impaccio un cliente preferisce “imbrogliar le cose”. Ma c’è da chiedersi, esistono avvocati buoni ed avvocati cattivi? Per quanto paradossale possa apparire, si tratta di un mestiere che spesso opera ai limiti della moralità. Tutti hanno diritto ad un difensore, ma è moralmente giusto per un avvocato prendere le parti di un omicida? Non c’è una risposta perchè in un mondo come quello giuridico non si parla di morale, ma di legge. Proprio da questo fatto nascono figure come Saul e l’Azzecca-garbugli, spesso infatti giusto e sbagliato possono essere concetti lontani anni luce dalla messa in pratica della legge, che lascia troppo spazio ad interpretazioni artistiche di essa. Le miracolose vie d’uscita, visibili solo ad occhi esperti, capita che riducano l’innocenza ad un semplice fatto di denaro. L’Italia vanta tristemente molti esempi di persone potenti che, pur infrangendo la legge sotto gli occhi di tutti, grazie ad uno stuolo di avvocati la cui parcella sfiora le entrate annuali dell’Arzebaijan, riescono a risolvere anche i guai più seri senza alcun problema. Corruzione, frodi fiscali, truffe, cosa saranno mai per chi ha televisioni, squadre di calcio ed aerei privati? L’Azzecca-garbugli, lascia il povero Renzo indifeso, il balia di dei soprusi dei più forti, perchè preferisce di gran lunga bere vino al tavolo di Don Rodrigo.

a cura di Andrea Arrigo

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