Il 30 dicembre 2014 usciva il mixtape “Quello che vi consiglio vol.5” del rapper romano Gemitaiz, pubblicato dalla Tanta Roba Label.  Il mixtape è pieno di strumentali inedite, ossia beat americani, sui quali Gemitaiz rappa. L’ottava traccia dell’album in questione porta il titolo “Ci puoi riprovare” e vanta la collaborazione di Clementino e Achille Lauro, mentre la strumentale è “Jamba” di Tyler the creator, un featuring con Hoggy Beats, contenuto all’interno di Wolf, album pubblicato nel 2013. Achille Lauro, ad un certo punto, dice: “Quando imparerai, dietro parli poi non parli mai, faccio l’after, Christiane F. Le facce scombinate come After Effects

Che cos’è l’after effect?

Con il termine “After effect” (o effetto postumo) si indica un fenomeno di modificazione percettiva che si manifesta come conseguenza di una sensazione precedente. Per esempio se si osserva a lungo una linea curva, dopo qualche tempo essa appare diritta; se, subito dopo, si fissa lo sguardo su una linea diritta, essa appare curva in senso opposto alla prima. Questo fenomeno, rilevato da Gibson negli after-effects visivi (figural after-effect o FAE), può essere a carico anche di modalità tattili e uditive. Lo studio degli after-effects costituisce uno dei più importanti capitali della psicologia della percezione.

Diverse tipologie di after effect?

Addams nel 1834 parlò dell’after effect di movimento, riferendosi alle cascate di Foyers che osservò in Scozia (da qui l’effetto postumo del movimento venne anche denominato l’illusione della cascata). Steven Cholewiak ha condotto un esperimento in tal senso: mostrava nella prima immagine una sequenza di strisce bianche e nere con un punto di fissazione al centro, e nella seconda immagine una cascata reale.Durante la presentazione video le strisce, della prima immagine, si muovono dal basso verso l’alto, ovvero nella direzione opposta di quella di una cascata. Dopo un minuto circa, viene mostrata un’immagine statica, di una cascata vera,  e la percezione che si avverte è quella di una cascata la cui acqua si muove dall’alto verso il basso. Anche il filosofo e medico seicentesco J. Locke osservò l’esistenza di un effetto postumo che riguardava la sensazione della temperatura. Vide che quando si immergeva una mano in acqua fredda e l’altra mano in acqua calda per un breve periodo di tempo, e dopo si immergevano entrambe le mani in acqua tiepida, si giudicava la temperatura dell’acqua in maniera diversa per la mano destra e per la mano sinistra. L’acqua tiepida veniva percepita fredda dalla mano che era stata precedentemente immersa in acqua calda, viceversa, la stessa acqua tiepida veniva percepita calda dalla mano che era stata precedentemente immersa in acqua fredda.

di Gianfranco Puca

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