«Prova a chiedere una definizione di creatività e ti ritroverai con tante opinioni quanti sono gli individui».  (Barry Day)

Cos’è la creatività?

Sebbene la letteratura non sia arrivata ad una definizione univoca di creatività, essa può essere descritta come la capacità di creare, inventare ed elaborare in modo originale e fantasioso le informazioni provenienti dall’ambiente circostante. Per studiare la creatività la psicologia si è spesso servita delle idee di grandi artisti e autori. Una delle questioni principali rimane stabilire se sia possibile misurare la qualità creativa, definire cosa sia “creativo” e cosa non lo sia e a che livello.

Alcuni compiti o quiz richiedono la creatività per essere risolti. Ecco che quindi la creatività si interseca inevitabilmente con il problem solving, ovvero la capacità di analizzare e risolvere una situazione problematica.
Un esempio è il problema dei coltelli e delle bottiglie: “Su un tavolo sono sistemate 3 bottiglie in modo che ognuna costituisca il vertice di un triangolo equilatero. La distanza tra le basi di due bottiglie risulta leggermente maggiore della lunghezza di un coltello. Avendo a disposizione 4 coltelli, che non devono toccare il tavolo, costruite in cima alle bottiglie una piattaforma sospesa, tanto solida da poter reggere un bicchiere colmo d’acqua” (Soluzione alla fine dell’articolo).

Spesso sfruttare un’idea creativa, intesa come “non conforme alle modalità di risoluzione tradizionali”, ci porta a trovare una soluzione: la creatività è pensare in modo originale, pensare fuori dall’ordinario.

5 tipi di creatività

Nel 1959 Calvin W. Taylor ha distinto 5 tipi di creatività:

  • Espressiva: per la quale originalità e qualità del prodotto sono irrilevanti (ad esempio uno scarabocchio)
  • Produttiva: si manifesta in rappresentazioni realistiche ed implica il controllo e la padronanza della situazione (ad esempio un disegno strutturato)
  • Inventiva: produce oggetti originali e ingegnosi e implica flessibilità nel percepire relazioni insolite e collegare elementi prima separati (ad esempio un disegno originale)
  • Innovativa: produce modificazioni significative nei principi o nei fondamenti di una disciplina o di una corrente artistica (ad esempio: Le déjeuner des canotiers di Renoir – 1881)
  • Emergente: produce princìpi totalmente nuovi a partire da esperienze comuni (ad esempio: Le déjeuner sur l’herbe di Manet – 1863)

Creativi fin da piccoli

Il primo indizio di creatività appare già quando siamo bambini ed è rappresentato dal gioco simbolico, anche detto gioco di finzione. Esso si verifica quando il bambino usa oggetti come se fossero qualcos’altro. Anche gli oggetti transizionali, ovvero quegli oggetti che il bambino usa in sostituzione della madre, (ad esempio pupazzi e copertine) assolvono alle stesse funzioni. Secondo il pediatra e psicoanalista Winnicott l’oggetto transizionale si trova tra realtà e fantasia, in quanto è un oggetto reale con un significato simbolico.
La creatività si sviluppa più facilmente nel gruppo dei pari o con la presenza di un facilitatore; fonti di inibizione creativa sono invece un’educazione troppo rigida e l’insicurezza e la sfiducia nelle proprie capacità.

Creatività come associazione

Uno dei principali approcci con cui la psicologia ha studiato la creatività è l’impostazione associazionista. Questa prospettiva vede la creatività come il risultato di combinazioni di elementi tra loro lontani. Il pensiero è studiato in quanto sistema di “associazioni”, cioè di legami tra contenuti mentali elementari. Attraverso tali associazioni si stabiliscono dei nessi tra particolari eventi ambientali e reazioni o comportamenti del soggetto. Le idee possono risultare collegate tra loro poiché condividono caratteristiche comuni, per funzione simile, per via di un rapporto di tipo temporale, spaziale, causale o semplicemente personale. L’associazione diviene creativa quando un collegamento del tutto nuovo porta a brillanti intuizioni e scoperte.
All’interno di questa prospettiva spiccano i nomi di Sarnoff Mednick e Edward De Bono.

Mednick e le associazioni remote

Lo psicologo Sarnoff Mednick sostiene che la creatività sia la capacità di mettere insieme in modo utile idee solitamente ritenute lontane le une dalle altre, cioè l’abilità di combinare in modo nuovo ed inusuale elementi disparati che apparentemente hanno poco in comune tra loro.
Divide tra tre tipi di associazioni: associazioni per contiguità accidentale, associazioni per somiglianza e associazioni per mediazione. L’associazione per contiguità accidentale vuole che le combinazioni avvengano in modo fortuito, casuale (concetto di serendipità: “capacità di rilevare e interpretare correttamente un fenomeno occorso in modo del tutto casuale durante una ricerca orientata verso altri campi d’indagine”). L’associazione per somiglianza è invece propria di due elementi che vengono collegati in quanto simili nelle loro funzioni e proprietà. Per ultima, l’associazione per mediazione riesce ad associare due elementi attraverso una serie di avvicinamenti graduali.

De Bono e le associazioni forzate

Lo scrittore maltese Edward De Bono propone la distinzione tra pensiero verticale e pensiero laterale. Il pensiero verticale è il pensiero razionale, che non permette di inventare nuove soluzioni ad un problema noto. Esso consente di gestire al meglio invenzioni già note ma non di inventarne altre. Il pensiero laterale, concetto da lui coniato, è invece una modalità di risoluzione di problemi logici che prevede l’osservazione del problema da diverse angolazioni. Si contrappone alla modalità tradizionale che prevede concentrazione su una soluzione diretta al problema.
Secondo l’autore, sforzarsi di pensare fuori dagli schemi, provando anche ad unire forzatamente parole e oggetti che apparentemente non presentano legami, potrebbe dare origine a prodotti creativi. Un esempio da lui proposto è quello di provare a pensare a possibili associazioni tra un televisore e un pezzo di formaggio svizzero. Tra le molteplici associazioni possibili di questo compito, De Bono sottolinea la tecnologia “Picture in Picture”, introdotta nei televisori alla fine degli anni ’70.

Tecniche di pensiero creativo

Esistono diverse metodologie per stimolare il processo creativo. Per aumentare la creatività si può lavorare a diversi livelli, come usare suggerimenti pratici e tecniche dettagliate (elaborazione di mappe mentali, schemi e matrici), impiegare specifiche strategie di pensiero (costruzione di associazioni, impiego di euristiche, trasformazione sistematica degli elementi), lavorare sugli atteggiamenti mentali (rinvio del giudizio, esplorazione di alternative, cambiamento di prospettiva) o su aspetti profondi dell’assetto psichico del soggetto.
Qui di seguito vengono presentate le principali modalità di sviluppo della creatività.

Brainstorming e brainwriting

Letteralmente “tempesta cerebrale”, il brainstorming prevede una “tempesta di idee” per prendere d’assalto il problema. Prevede una fase produttiva, nella quale si propone il maggior numero di idee possibile, indipendentemente dall’adeguatezza risolutiva, a cui segue una fase valutativa, in cui si selezionano le idee proposte. È opportuno scegliere un facilitatore, che si occupi di dare la parola a tutti, di fare in modo che le fasi si susseguano nell’ordine corretto e di annotare le idee emerse su una lavagna. Il brainwriting è la versione grafica del brainstorming. Ciascuno dei partecipanti ha un tempo prestabilito per scrivere su un foglio le idee che gli vengono in mente, per poi passarlo al compagno di destra. Alla fine del giro il foglio sarà ricco di idee da valutare.

6 cappelli per pensare

De Bono propone l’utilizzo di 6 atteggiamenti (6 cappelli colorati). Questa tecnica fornisce una metodologia corretta e completa per riorganizzare il pensiero e trovare soluzioni originali. Indossare un cappello significa proprio assumere un certo stile di pensiero.

  • cappello bianco: analisi obiettiva dei dati e raccolta di informazioni
  • cappello rosso: reazioni emotive suscitate dai problemi e dalle soluzioni proposte
  • cappello nero: rilevazione degli aspetti negativi di un progetto o di un’idea
  • cappello giallo: esame ottimistico e positivo delle idee proposte
  • cappello verde: creatività e produzione di nuove idee
  • cappello blu: controllo e organizzazione del processo di pensiero; spesso lo indossa il conduttore che scandisce l’utilizzo dei vari cappelli

Sinettica

Per sinettica si intende l’unione di elementi diversi. Essa è una particolare strategia creativa basata sull’analogia, in cui si aspetti comuni di due o più situazioni differenti vengono messe in diretto rapporto tra loro. Anche questo metodo può essere sfruttato per risolvere situazioni problematiche mettendo a confronto la situazione originaria disturbante con altre situazioni al fine di permettere alle persone di tenere contemporaneamente presenti più realtà.

Associazioni forzate

Questo metodo consiste nel mettere in relazione due o più elementi che generalmente non sono associati per farne scaturire nuovi oggetti o soluzioni originali. Si distingue dalla sinettica per il fatto che essa propone l’accostamento di elementi diversi ma non necessariamente contrastanti.

Visualizzazione mentale

Questa tecnica si basa sulla combinazione mentale di immagini. Si parte dalla presentazione di 3 forme geometriche semplici (2D o 3D): esse devono essere combinate mentalmente per 2 minuti. Da questo processo si ottengono forme preinventive, che una volta affinate possono portare all’invenzione di nuovi oggetti o a modi per rappresentare nuove idee astratte.

Destrutturazione

L’ultima strategia che suggeriamo è la destrutturazione. Essa richiede di considerare un elemento della situazione e di modificarne alcune caratteristiche immaginando le conseguenze che ne deriverebbero.

Per concludere, si tenga presente quanto detto dallo psicologo Howard Gardner: “Essere creativi significa in primo luogo fare qualcosa di insolito… d’altra parte, per quanto insolita, l’idea deve essere abbastanza logica perché la gente possa prenderla sul serio“.

Soluzione del problema dei coltelli e delle bottiglie
Bastano soltanto tre coltelli, orientati verso il centro del triangolo formato dalle bottiglie e incrociati tra loro in modo da formare un piano che sostenga il bicchiere pieno d’acqua.

Provare per credere!!!

Susanna Morlino