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Covid-19 e Fake News: il pericolo di essere contagiati dalle notizie false

Ecco perchè dobbiamo stare attenti alle notizie che leggiamo.

Confusione. Ecco quello che questo terribile anno che sembra non stancarsi mai di sorprenderci, ci ha portato. Nessuno lo immaginava, nessuno se lo sarebbe aspettato, ma un virus proveniente dall’Oriente ha sconvolto le nostre vite. Ed è per questo che, in un marasma di novità spiacevoli, tutti noi abbiamo sviluppato una sorta di dipendenza, fame spasmodica da informazioni. Forse speranzosi di trovarne di migliori, forse teneramente assorti dall’idea di scovare qualcosa che potesse salvarci dall’inesorabile e sempre più dirompente affermarsi del virus. Peccato che le informazioni non sono mai tutte vere, e la confusione già generata dal terribile nemico non ha fatto che aumentare.

Le bufale sul Corona virus

Prima il 5G, poi il movimento dei No Mask. Di bugie riguardanti il CoronaVirus ne abbiamo sentite a volontà dall’inizio della pandemia ad oggi. Quello che preoccupa è quando, quelle informazioni che in alcuni possono suscitare un sorriso per la loro palese infondatezza, mettono le radici nelle menti di altri, che forse per ignoranza, forse per disperazione, ci credono eccome. Ecco perchè sarebbe sicuramente più giusto fare affidamento sulle informazioni certificate, provenienti da fonti affidabili, che certamente prima della pubblicazione ne hanno accertato la veridicità, facendo attenzione anche all’interpretazione data a certe notizie. Basti pensare che, pochi mesi fa, il CDC (Centers for Disease Control and Prevention ) ha diffuso un’info grafica per la sicurezza sul lavoro, riportando i modelli di taglio della barba per gli uomini che consentissero una perfetta aderenza della mascherina al volto, come noto molto utile alla protezione dal virus. Quello che però è stato falsamente inteso è che, chi non avesse avuto la barba, sarebbe stato immune dal contagio, informazione assolutamente falsa ed errata. Questo aneddoto, per quanto divertente possa sembrare, è in realtà uno specchio, un esempio palese e preoccupante di quanto la selezione delle fonti a cui affidarci, degli articoli da leggere, delle notizie che scegliamo di condividere al bar con i nostri amici, debba essere accurata, ancor di più se al centro della discussione c’è un argomento delicato come la salute. Proprio in virtù di questa esigenza il Ministero della Salute sin dall’inizio della pandemia, si è preoccupato all’interno della propria pagina web, facilmente consultabile, di smentire tutte le false notizie diffuse, sottolineando quali sono assolutamente errate e quali non ancora avvalorante da evidenze scientifiche.

Le voci infondate nascono e si diffondono quando la gente si sente insicura e ansiosa rispetto a qualcosa che la riguarda personalmente e quando la voce appare credibile in base alla sensibilità di quanti sono implicati nella sua diffusione.(Rumor Mills: The Social Impact of Rumor and Legend)

Pinocchi della politica

Ma come è possibile capire se l’informazione letta sia vera o rappresenti l’ennesimo esempio di Fake New? Una soluzione sarebbe intuitivamente quella di selezionare e porre attenzioni alle fonti da consultare. Testate giornalistiche affermate, pagine web ufficiali e non link dai titoli impressionanti letti scorrendo la bacheca di Facebook. Peccato che, molto spesso, le notizie false vengano proprio da chi dovrebbe guidare e dare sicurezze ai cittadini: i politici. Un esempio palese di questo, è Donald Trump. Bloccato più di una volta da Twitter, segnalato da Facebook, oscurato da YouTube. Insomma, il Presidente americano, di condivisione di notizie non veritiere, se ne intende parecchio e ancora non ha imparato a filtrarle. Sul Coronavirus poi Trump si è dato un gran da fare. Proprio durante l’estate sulla pagina Facebook ufficiale del presidente era stata ricondivisa un’intervista rilasciata a Fox news in cui il presidente nel rispondere alle domande poste circa la pandemia in corso, l’aveva fatta proprio grossa, sostenendo che i giovani fossero immuni al contagio. Come ormai è noto, è stato appreso che nessuno, giovane o vecchio, è, purtroppo, immune al virus. Quello che probabilmente, ma senza sicurezza assoluta, si può affermare è che, i sintomi, nella maggior parte dei casi, ma non in tutti, sono accusati più lievemente dai più giovani e l’infezione non ha grosso impatto sul loro benessere fisico. Sarà stata solo una defaillance del Presidente o l’ennesima notizia errata? Si capisce bene che però, una tale informazione, se ascoltata attraverso le parole di un Presidente, che dovrebbe incarnare lo Stato ai livelli più alti, rischia di essere accolta dai più, portando a gravi conseguenze. E’ per questo che quando Savannah Guthrie, co-conduttrice del talkshow Today, ne ha avuto occasione il 16 ottobre durante un’intervista, glielo ha rinfacciato: moderando il town hall di Nbc con il Trump infatti, lo ha richiamato circa le notizie false veicolate attraverso i propri canali social (come il post riguardante Bin Laden, secondo il contenuto pubblicato ancora in vita) e difronte alla risposta del presidente che definiva queste solo semplici opinioni, la coraggiosa e impavida giornalista lo ha accusato di non potersi permettere di essere lo zio pazzo, ricordandogli dunque  il suo ruolo presidenziale.

Il regime giuridico per le Fake News

Ebbene sì, le Fake News sono una cosa seria, soprattutto se alle notizie distorte, manipolate, errate, c’è qualcuno che ci crede. Grazie ad Internet oggi, la loro diffusione e le derivanti conseguenze sono incontrollabili e per questo forse sarebbe necessario un filtro, cosa però che scopriremo essere non affatto facile. Con questa conclusione l’ordinamento italiano prende sempre più confidenza e varie sono state le iniziative che nel tempo hanno cercato di mettere un cerotto al problema. Vale la pena menzionare ad esempio il disegno di legge 2688 arrivato al Parlamento nel 2017, ma mai approvato: il testo si proponeva di intervenire per prevenire la manipolazione dell’informazione online, garantire la trasparenza sul web e incentivare l’alfabetizzazione mediatica. Peccato che non erano pochi i problemi che sarebbero risultati dall’approvazione di una norma simile, in particolare inerenti  alla libertà di espressione e informazione, ma anche misunderstandings di tipo procedurali, circa il controllo necessario da svolgere sulle singole fonti. Quello che è stato fatto lo scorso agosto invece da parte della Camera dei Deputati in particolare, è stato dare il proprio assenso per la costituzione di una commissione d’inchiesta ad hoc per intervenire proprio su questo problema in maniera incisiva grazie alla partecipazione di esperti e professionisti di tutti i vari settori: la commissione nell’arco di 18 mesi dovrà prima indagare sullo stato delle cose, approfondendo le modalità di diffusione delle informazioni false, gli strumenti ora disponibili per combatterle e al culmine di ciò, potrà proporre interventi migliorativi per cercare di frenare questo fenomeno di manipolazione dell’opinione pubblica.

Quello che può fare ognuno di noi è scegliere con cura le fonti di informazione attendibile alle quali affidarsi, per non rischiare di essere contagiati, prima ancora che dal Corona Virus, dalle Fake News!

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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