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Cos’hanno in comune i barbari e i Bruti del “Trono di Spade”? Rispondono gli storici

Cos’hanno in comune i barbari e i Bruti del “Trono di Spade”? Rispondono gli storici

Uomini temerari e selvaggi che non temo il freddo. Così si presentano i Bruti di Game of Thrones, confinati al di là della Barriera, proprio come i barbari Galli e Germani.

Nella fortunata serie tv “Il trono di spade” è presente un popolo che ha molti tratti in comune con i barbari contro cui hanno lottato i Romani. Vediamo insieme i principali.

Chiarezza sui barbari

Noi parliamo di Barbari spesso in maniera molto generica, pensando che tra di loro non ci fossero distinzioni. In realtà, è bene ricordare che quelli che i Romani chiamano barbari, con un termine derivato dal greco che significa “balbuzienti”, in relazione alla loro difficoltà a parlare greco, non sono un gruppo etnico compatto. Normalmente le fonti designano barbari gli abitanti dell’Europa centro-settentrionale, senza però dare ragione delle differenze di popolazione. I Barbari che Roma incontra in Gallia, Spagna e Britannia, nonché nell’Italia settentrionale, sono di etnia celtica, con una lingua e una cultura propria. Queste popolazioni seguivano una religione druidica e hanno lasciato traccia fino ai giorni nostri nella lingua gaelica, ancora oggi parlata in alcune zone della Gran Bretagna e della Britannia. Invece quelli che abitavano le zone più settentrionali dell’Europa e l’odierna Germania sono un popolo completamente diverso con caratteristiche culturali differenti. Benchè anche i Celti fossero guerrieri valenti e feroci, i Germani li sorpassavano in questo aspetto, mostrandosi ben più aggressivi. Saranno loro quelli che premeranno sul confine reno-danubiano dal I d.C. in poi e le cui infiltrazioni causeranno la caduta dell’Impero. I primi, a differenza dei secondi, col passare del tempo si romanizzeranno e si integreranno quasi alla perfezione nell’impero. I Germani sono poi portatori di una cultura diversa, con un pantheon differente e con una società maggiormente incentrata sul mondo della guerra.

I Bruti di Game of Thrones

Costretti a vivere in maniera selvaggia nell’estremo Nord di Westeros, oltre la Barriera che difende i Sette Regni, i Bruti sono una popolazione di uomini alla costante ricerca di un passaggio verso le miti terre del (relativo) Sud. Sono persone molto diverse da quelle che abitano i Sette Regni, vivono in villaggi, pare non conoscano la scrittura e molti di essi vivono in uno stato semi-animalesco. Sono razziatori, feroci e seguono leggi primitive, spesso basate sulla legge del taglione. Si tratta però di ottimi guerrieri, coraggiosi e impavidi, con un forte desiderio di bottino e gloria. La loro organizzazione è in tribù, dove vige la legge del più forte e viste le dure condizioni climatiche del Nord sono costretti al nomadismo. Anche al loro interno ci sono forti divergenze, al punto che anche al loro interno i più “nordici” sono considerati dei veri e propri selvaggi.

Similitudini tra i due

Tra i barbari del mondo romano e i Bruti di quello creato da Martin ci sono numerosi punti di contatto. Innanzitutto la loro fama di selvaggi, di popolo altro e diverso da quello civilizzato. Entrambi i loro nomi sono resi con degli aggettivi, poi diventati sostantivi, di carattere dispregiativo. Il primo indica l’estraneità dei barbari alla lingua greca e poi romana, il secondo rimanda alla rozzezza di costumi e alla ferinità dei popoli oltre la barriera. Oltre alla loro denominazione negativa, possiamo notare anche come entrambi siano organizzati in tribù e si riuniscano solo grazie alla presenza di capi carismatici. Un caso storico è Vercingetorige che, come racconta Cesare nel De Bello Gallico, riuscì a radunare tutte le tribù galliche e a coalizzarle contro Roma. Analogamente, nei romanzi di Martin, è Mance Rayder a riunire le tribù dei Bruti verso la Barriera. Un’altra caratteristica comune è il loro arcaico e arretrato sistema di leggi, basato sulla vendetta e la legge del taglione. Entrambi i mondi, specialmente quello Celtico nella realtà, avevano forti legami con la natura e di ciò abbiamo testimonianza con la religione druidica. A livello di eventi e storia, possiamo trovare un altro forte paragone tra i due. Sia i Germani, ma in parte anche i Celti, sia i Bruti, sono spinti a migrare e di conseguenza a combattere contro gli abitanti degli altri territori a causa del clima estremo in cui vivevano e per la spinta di popolazioni a loro ostili. Nel caso dei Celti i responsabili furono limitatamente i Germani, poiché per loro vale più il caso del territorio che non poteva più sostenere la loro popolazione; i Germani invece vennero spinti a minacciare il confine dell’impero anche a causa dell’arrivo nei loro territori di popolazioni sarmatiche e dell’Est. Ugualmente i Bruti, sicuramente per il rigido clima del Nord, ma anche e forse soprattutto per la presenza dei mostruosi Estranei, creature di ghiaccio con lo scopo di annientare la razza umana. Il parallelismo tra questi popoli, reali e romanzati, è dunque una prova di come la storia sia spesso matrice di valore per romanzi e racconti.

 

 

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