Cosa succede nel campo delle lucciole di Ligabue: il fenomeno della bioluminescenza.

Il campo delle lucciole è uno dei brani più apprezzati del cantante Luciano Ligabue. Vi proponiamo un viaggio che partendo dalla canzone ci porta nell’affascinante mondo dei Lampiridi.

Luciano Ligabue nel 2002. (Corriere)

Il 26 aprile 2002 esce il settimo album in studio di Luciano Ligabue, dal titolo Fuori come va?. Fra le varie tracce (in tutto dodici, per una durata complessiva di 52 minuti e 24 secondi) hanno un grande successo brani come Tutti vogliono viaggiare in prima, Ti sento, Eri bellissima e Questa è la mia vita, destinati a diventare pezzi fondamentali dei futuri concerti del cantante di Correggio, nonché dell’intera produzione musicale italiana. Ma all’interno dell’album compare anche un’altra traccia, spesso molto sottovalutata, ma di fatto amatissima dai suoi fan più sfegatati: stiamo parlando de Il campo delle lucciole.

Copertina dell’album Fuori come va? (Luciano Ligabue)

La canzone

Si tratta della sesta traccia dell’album, dalla durata di 4 minuti e 18 secondi. Il testo narra di una bellissima storia d’amore, profonda e autentica, seppur pare essere ancora nella sua fase iniziale. Nonostante questo però, il sentimento sembra essere subito molto forte, come rivelano già i primi versi della canzone:

Questa è la tua prossima fermata
Dove io t’aspetto già da un po’
Dove sta tranquilla che non ci sarà nessuno

So che arriverai emozionata
E mi hai detto solo “perché no?”
Voglio che mi balli una canzone nuova, nuova
Proprio qui che si può.

Oltre a questa bellissima storia d’amore, subentra anche un’intrinseca relazione dei due innamorati con la natura, con chiari riferimenti all’interno del testo come “Perché qui le stelle contano” e “l’erba è solamente una parte del prurito” presenti nella parte centrale, grazie alla quale probabilmente i due protagonisti riescono anche a trovare una loro forma di privacy e a concentrarsi solo su sè stessi, dimenticandosi del tram tram della vita quotidiana, come si nota in diversi punti (“dove stai tranquilla che non ci sarà nessuno”, “proprio qui che si può”, “siamo proprio fuori dalla festa”). Lo stretto legame tra il tòpos (il luogo) della vicenda, e l’idea di pace che essa crea per i due protagonisti si riassume, poi, nel ritornello, che vi riportiamo:

Nel campo delle lucciole
Ci siam già detti tutto tacendo
Nel campo delle lucciole
Tutte le luci che vanno e che vengono
Nel campo delle lucciole
Sotto la vigna a fare la pace con Dio.

Ligabue in uno scatto più recente. (Amica)

Le lucciole

Ed è proprio nel ritornello che compaiono per la prima volta le altre protagoniste del testo: le lucciole. Un animale perfetto in quel contesto, che fa quasi da lume di candela all’incontro romantico dei due innamorati. Ma di che tipo di insetto si tratta? Le lucciole sono dei particolari coleotteri, appartenenti alla famiglia delle Lampyradae, di cui esistono circa 2000 specie. È molto facile distinguerle in base al sesso, in quanto il maschio ha ali molto più spesse e robuste, di un caratteristico colore tra il giallo e il bruno, mentre la femmina rimane in una sorta di stato larvale, con ali più deboli e più tendenti ad una colorazione rosata. Entrambi i sessi sono comunque in grado di illuminarsi, ma la femmina può farlo per diverse ore, a differenza del maschio che non riesce ad emettere luce per più di qualche istante. Ultimamente la loro presenza, soprattutto nel nostro Paese, è diminuita drasticamente, a causa di pesticidi, cementificazione ed inquinamento luminoso.

Meraviglioso “campo di lucciole”. (Il Termopolio)

La bioluminescenza

L’effetto che più affascina dei Lampiridi è senza ombra di dubbio la loro capacità di illuminarsi. Ciò può avvenire grazie al fenomeno della bioluminescenza, che avviene grazie alla presenza di 4 importanti elementi: ossigeno, luciferasi, luciferina e ATP (adenosintrifosfato). La luciferasi è un enzima, che funge da catalizzatore della reazione, mentre la luciferina è una proteina. Le molecole di ATP, invece, sono presenti anche negli altri organismi viventi, dove fungono da magazzino dell’energia prodotta a partire da zuccheri e grassi. Nel caso delle lucciole, però, l’energia viene a sua volta trasformata in luce, grazie agli elettroni ceduti dalla luciferina a contatto con ossigeno, luciferasi e ATP: è grazie a questo passaggio di elettroni che si crea il caratteristico bagliore dei Lampiridi. Il tutto, inoltre, è compatibile con la vita in quanto la produzione di luce non comporta un’eccessiva produzione di calore, che ucciderebbe il coleottero. Ci sorge un ultimo dubbio da risolvere: se abbiamo capito come le lucciole si illuminano, ci viene adesso da chiederci perché? La risposta è molto semplice: gli esserini luminescenti, infatti, usano questa tecnica per corteggiare il corrispettivo partner, in una ricerca che può durare fino a dieci notti consecutive, dalle 22 a mezzanotte e nei mesi di giugno-luglio. A questo punto è facile pensare che Ligabue abbia scelto proprio loro come compagne dei due protagonisti non per puro caso , ma perchè all’interno della vicenda costituiscono quasi una sorta di “richiamo all’amore”.

Evidente manifestazione della bioluminescenza nelle lucciole. (Life Gate)

 

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