Cosa spinge a unirsi a una setta? Rispondono “Fight Club” e i culti misterici greci

Iniziazioni, segreti e ritrovi isolati sono alcune delle caratteristiche che subito si associano a una setta o a gruppi di natura simile, dei quali in “Fight Club” c’è un ottimo esempio.

Anche nel mondo antico esistevano gruppi del genere, anche se chiamarli sette è improprio. Si tratta dei culti misterici, che avevano un rapporto molto particolare con la religione.

La setta di Tyler Durden

Nel film “Fight Club” un consulente assicurativo annoiato della vita (Edward Norton) trova sollievo dalla monotonia attraverso la conoscenza e la frequentazione di Tyler Durden (Brad Pitt). I due, quasi per gioco, una sera iniziano a picchiarsi e rimangono estasiati dall’adrenalina montante. Proseguono dunque i loro incontri, attirando col tempo dei curiosi che finiranno con l’unirsi a loro. Divenuti numerosi, ottengono come luogo per i propri combattimenti anti-noia e anti-stress lo scantinato di un bar, dove Tyler pronuncia le regole del “Fight Club”, delle quali la più celebre recita: “Prima regola del Fight Club: non si parla del Fight Club.” Già questa prima regola avvicina il gruppo a una setta, proprio per la sua segretezza. Tra le altre regole ce n’è un’altra molto interessante sotto questo punto di vista, l’ottava. Essa recita: “Ottava regola del Fight Club: se è la vostra prima sera al Fight Club, dovete combattere” come in una sorta di rito di iniziazione per entrare a far parte del gruppo a pieno titolo. Questo circolo, ingranditosi molto nel corso dei mesi, diventa alla fine una vera e propria setta, di cui Tyler Durden è leader e quasi profeta, con l’obiettivo di abbattere il modo di vivere della loro società.

I culti misterici greci

Anche nell’antica Grecia esistevano dei gruppi, a vocazione segreta, che riunivano persone insoddisfatte della religione tradizionale olimpica. Si trattava dei culti misterici, come quello di Eleusi o dei Grandi Dei di Samotracia. Questi gruppi si riunivano segretamente per condurre riti in onore degli dei, come ad esempio Demetra, cercando in primis di avvicinarsi agli dei stessi, riproducendo attraverso i riti le loro sofferenze, in secundis di ottenere un miglior destino rispetto agli altri uomini nella morte. In particolare, gli iniziati di Eleusi credevano che la partecipazione ai riti garantisse loro un soggiorno nell’aldilà diverso e più gradevole della condizione umbratile propria dei non iniziati. Questi culti erano ad adesione libera e spontanea (in alcuni di essi potevano addirittura partecipare gli schiavi) ed erano credenze alternative a quelle della religione olimpica tradizionale, considerata come riguardante dei distanti e inavvicinabili nella loro beatitudine.

I punti di contatto

In entrambi i casi, la spinta ad aderire a un gruppo iniziatico e segreto parte da una condizione di insoddisfazione: religiosa nel mondo antico, sociale nella pellicola di David Fincher. Gli adepti si avvicinano ai culti o al “Fight Club” in cerca di risposte, per liberarsi da una condizione spiacevole o per guadagnarne una migliore. In comune vi sono anche la segretezza, motivo per cui abbiamo poche fonti dirette dei culti misterici, e l’esistenza di riti di passaggio necessari per entrare a pieno titolo nella comunità dei fedeli/combattenti. Quello che manca però nei culti misterici è la fedeltà a un leader come la si vede verso Tyler Durden. Infatti, nel caso dei misteri greci, l’attenzione del fedele è tutta focalizzata al rapporto col dio venerato e non c’è spazio per l’interazione profonda con altre figure umane.

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